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B)
Walter Pasini in relazione allo stato di relativa impreparazione in cui versano gli Stati occidentali per l'ipotesi di attacco terroristico di natura batteriologica;
dopo i tragici avvenimenti dell'11 settembre 2001 i Paesi occidentali sono impegnati ad affrontare l'emergenza terroristica, soprattutto in ragione della necessità di offrire il massimo di protezione e di tutela possibili alle popolazioni civili;
in particolare, si è diffuso il timore di subire attacchi bioterroristici;
in realtà, tutti i Paesi occidentali, eccezion fatta, forse, per gli Stati Uniti d'America, scontano la mancanza di approfondite conoscenze e di adeguata organizzazione per la deprecata eventualità di dover gestire aggressioni terroristiche di natura batteriologica;
Walter Pasini, referente in Italia dell'Organizzazione mondiale della sanità per la medicina internazionale, ha dichiarato al quotidiano Il Sole-24 Ore di mercoledì 26 giugno 2002, alla pagina 5, quanto segue: «I medici italiani ed europei non sono attrezzati per riconoscere malattie scomparse da tempo, come la peste e il vaiolo, che potrebbero essere diffuse dai terroristi. Per questo è necessario un grande sforzo a livello nazionale e internazionale per garantire la diagnosi precoce e l'isolamento dei soggetti eventualmente colpiti. Altrimenti i rischi sono altissimi: un'epidemia di vaiolo non arginata per tempo potrebbe decimare la popolazione mondiale»;
nel piano organizzativo, poi, Walter Pasini ha svolto la seguente significativa riflessione: «Da noi è ancora carente il coordinamento tra le diverse autorità coinvolte: protezione civile, esercito e strutture sanitarie devono, invece, essere pronte ad agire in sintonia per contenere immediatamente gli effetti di un eventuale attacco» -:
se ritenga condivisibile la preoccupante diagnosi della situazione espressa da
in caso affermativo, quali siano le iniziative del Governo, di concerto con gli altri Stati europei, per attrezzare adeguatamente il nostro Paese per le ipotesi citate;
quale sia il livello di interazione fra protezione civile, esercito e strutture sanitarie per l'ipotesi di attacchi terroristici batteriologici;
se non ritenga, di concerto con il Ministro della salute, di incaricare le industrie farmaceutiche di produrre vaccini di nuova generazione, considerato che quelli usati fino a 20 anni or sono oggi difficilmente sono utilizzabili.(3-01158)
(27 giugno 2002)