Allegato B
Seduta n. 232 del 2/12/2002


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ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA

Interrogazione a risposta orale:

TITTI DE SIMONE. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
l'assistenza di base agli alunni disabili è parte fondamentale del processo di integrazione scolastica e la sua concreta attuazione contribuisce a realizzare il diritto allo studio costituzionalmente garantito;
l'obiettivo di garantire l'effettiva realizzazione dei servizi di integrazione scolastica per gli alunni disabili si realizza con la cooperazione di vari soggetti istituzionali, ciascuna nelle rispettive aree di competenza;
nel contesto delineato dall'attuale normativa sulla materia e nelle responsabilità che attengono alla singola istituzione scolastica la figura del collaboratore scolastico è parte estremamente significativa del processo di integrazione scolastica degli alunni disabili;
nelle varie fasi contrattuali, infatti, le mansioni di assistenza di base agli alunni disabili sono state più volte modificate e per ultimo sono state inserite nel profilo professionale dei collaboratori scolastici con il trasferimento di parte di queste funzioni dagli enti locali alle scuole;
in seguito a ciò, considerata la delicatezza dei compiti connessi all'assistenza agli alunni disabili e al fine di assicurare un servizio qualificato sono stati previsti corsi di formazione per i collaboratori scolastici, nell'ambito delle competenze ad essi spettanti, secondo quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro 1998-2001, articolo 46, in materia di funzioni aggiuntive;
sono competenza dei collaboratori scolastici i compiti di ausilio materiale nell'accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche e nell'uscita da esse, in cui è ricompreso lo spostamento nei locali della scuola, mentre le attività di ausilio materiale agli alunni portatori di handicap per esigenze di particolare disagio e per attività di cura alla persona, nell'uso dei servizi igienici e nella cura dell'igiene personale pur essendo di competenza dei collaboratori scolastici rientrano tra le funzioni aggiuntive;
ciascuna istituzione scolastica autonoma dovrebbe quindi essere dotata di un gruppo di collaboratori scolastici idonei ad assolvere le mansioni previste dall'assistenza di base agli alunni portatori di handicap sia per la presenza di tali alunni sia nella prospettiva dell'accoglienza futura;
di fatto i corsi di formazione per i collaboratori scolastici non sono mai stati attivati e le scuole non sono in grado di assicurare quella parte di assistenza di base di loro competenza -:
se non ritenga di dover intervenire al più presto al fine di assicurare realmente agli alunni disabili il diritto all'assistenza


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di base avviando i necessari corsi di formazione necessari per preparare i collaboratori scolastici allo svolgimento delle loro delicate mansioni;
quali indicazioni intenda fornire alle istituzioni scolastiche per risolvere nell'immediato il problema.
(3-01661)

Interrogazione a risposta scritta:

TITTI DE SIMONE. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
da notizie stampa si apprende che i ministri in indirizzo avrebbero deciso di distribuire nelle scuole superiori, agli studenti del biennio, degli opuscoli in materia di droga, sessualità, donazione di sangue e organi, e altro;
uno di questi opuscoli, intitolato Virus, entrerebbe nel merito della prevenzione all'Aids dispensando, oltre che informazioni di natura scientifica, consigli che ad avviso dell'interrogante sono ingiustificatamente allarmistici e fuorvianti, nonché gravemente disinformativi;
infatti nell'opuscolo sarebbe contenuto l'esplicito riferimento al fatto che al fine di evitare il contagio sarebbe necessario astenersi da qualsiasi rapporto sessuale, ancorché protetto -:
se non ritengano i ministri interrogati di dover affrontare la questione della sessualità giovanile e dell'Aids evitando inutili e controproducenti moralismi, del tutto diseducativi per ragazzi in età adolescenziale ai quali dovrebbero essere invece forniti gli strumenti di conoscenza sui temi della sessualità;
se non ritengano di dover fornire una informazione corretta e completa che contribuisca realmente alla conoscenza della gravità del problema;
se non ritengano sia il caso di avviare un vasto programma nelle scuole, anche medie, di informazione sui temi della sessualità;
se non ritengano di dover ritirare, o correggere, l'opuscolo in oggetto nel quale viene asserito, in merito alla possibilità di contagio dell'Aids, che «l'unico modo per proteggersi davvero è non avere rapporti sessuali».
(4-04676)