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per togliere tempestivamente ogni ostacolo alla piena applicazione dell'accordo di programma sulla chimica, verificandone altresì l'attuabilità al fine di raggiungere l'obiettivo principale del piano stesso: rendere compatibile la presenza del polo chimico in un nuovo equilibrio tra produzione ed ambiente, tra occupazione e sicurezza dei cittadini.
il 28 novembre 2002, ore 19,40 presso l'impianto Dow Chemical a Porto Marghera, impianto che produce TDI, è avvenuta una grave esplosione;
nell'incidente sono rimasti feriti 4 lavoratori, fortunatamente in modo non grave ma le conseguenze potevano essere ben più drammatiche;
tale grave incidente avviene dopo una serie di altri, la cui frequenza non può che destare grandissima preoccupazione per i lavoratori, per i residenti, le istituzioni locali;
il ripetersi di incidenti negli impianti chimici con conseguenti fughe di sostanze tossiche e nocive non può che essere ricondotto alla carenza di manutenzioni e all'insufficienza di adeguati investimenti finalizzati all'introduzione delle migliori tecnologie oggi possibili;
il disimpegno di Enichem derivante dalla decisione di uscire dalla chimica, la disarticolazione del sistema unitario degli impianti con la cessione della proprietà a vari soggetti, e lo smembramento dei servizi comporta un inevitabile abbassamento delle soglie di sicurezza;
ulteriore preoccupazione deriva dai gravi ritardi nell'applicazione dell'accordo di programma sulla chimica a Porto Marghera, con pesanti responsabilità sia da parte delle aziende che da parte del governo il quale non ha ancora concesso le autorizzazioni previste e indispensabili per il miglioramento tecnologico e la sicurezza degli impianti;
il disimpegno di Enichem e il disinteresse del Governo mette in questione la stessa credibilità e praticabilità dell'accordo di programma -:
quali sono state le cause dell'esplosione e se siano state attivate adeguate procedure a tutela della popolazione e dei lavoratori;
se il Governo intenda attivare urgentemente un tavolo di verifica con le aziende interessate, le organizzazioni sindacali, gli enti locali e la regione Veneto
(3-01659)