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700 mila tonnellate di zucchero prodotte e un fatturato di 584,7 milioni di euro nel 2001;
il gruppo Eridania è il primo gruppo saccarifero italiano con 8 zuccherifici, il 46 per cento della quota zucchero nazionale,
recentemente la Beghin Say (Montedison) ha ceduto l'Eridania ad una cordata formata da Finbieticola, dalla cooperativa Coprob e Sadam (gruppo Maccaferri) che hanno costituito la Sacofin;
uno dei principali stabilimenti è da considerarsi quello di Sarmato (Piacenza), zuccherificio che impiega circa un centinaio di addetti fissi ed oltre duecento stagionali;
nei giorni scorsi i vertici dell'azienda hanno presentato il piano di riorganizzazione industriale che prevede la messa in mobilità per tutti i dipendenti dello stabilimento di Sarmato che è destinato alla chiusura definitiva, con conseguente possibile trasferimento in altri stabilimenti del gruppo;
la chiusura dell'impianto avrebbe conseguenze molto gravi sul piano occupazionale per l'intera realtà comprensoriale, rappresenterebbe infatti una perdita economica per l'intero indotto, per il bacino bieticolo e per le aziende agricole del piacentino;
le associazioni sindacali non hanno accettato la posizione della società rifiutandosi di firmare il verbale d'accordo ed ottenendo un approfondimento del piano industriale che si dovrebbe tenere in questi giorni;
l'attualità ci consegna in questi giorni, oltre alle vicende dello stabilimento Eridania, i casi della crisi di grandi gruppi economici-finanziari del comparto agro-alimentare;
il sistema produttivo italiano sta attraversando una fase complessa con inevitabili ripercussioni sul piano locale;
il comparto agro-alimentare riveste un ruolo strategico per la provincia di Piacenza, rappresentandone il fiore all'occhiello in ambito economico -:
quali misure il Governo intenda adottare affinché venga scongiurata la chiusura dell'impianto Eridania di Sarmato, a salvaguardia di una fondamentale presenza produttiva ed occupazionale per la realtà economica dell'Emilia Romagna e del Paese, che finirebbe per avere inevitabili ripercussioni sul settore bieticolo locale.
(5-01462)