Allegato B
Seduta n. 232 del 2/12/2002


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GIUSTIZIA

Interrogazioni a risposta scritta:

BIELLI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il commissariato di pubblica sicurezza di Cesena ha in carico la gestione di nove collaboratori di giustizia e di loro nuclei familiari, pari in totale a 31 persone, ed il concorso nella vigilanza di altri tre collaboratori;
l'incremento degli impegni d'ufficio che coinvolgono i collaboratori ha aumentato il carico quotidiano di incombenze, tanto che la doverosa vigilanza e tutela su questi e sulle loro famiglie, che dovrebbe essere diuturna e priva di soluzione di continuità, è di fatto molto precaria;
il commissariato ha adottato ogni possibile accorgimento per ottimizzare le risorse disponibili, ma ciò nonostante non riesce a soddisfare alcune primarie ed irrinunciabili attività specificamente connesse alla polizia giudiziaria e che riguarderebbero in particolar modo lo spaccio di sostanze stupefacenti ed i reati contro il patrimonio;
il servizio del controllo del territorio continua ad essere espletato generalmente da una sola volante e solo occasionalmente è possibile prevedere un secondo equipaggio;
le unità di cui è composto il commissariato - attualmente 77, delle quali tre in fase di trasferimento, come risulta alle sedi competenti, uno permanentemente inidoneo ai servizi di polizia, oltre al personale in attesa di vedere esaudita la propria aspirazione ad ottenere un cambio di sede - non sono oggettivamente sufficienti a gestire il carico di lavoro -:
se intendano considerare attentamente le difficoltà richiamate nella gestione di tutte le incombenze che, sommate, determinano una condizione non sostenibile nel lungo termine per le esigue unità impiegate oltre che per la sicurezza;
se e quali provvedimenti intendono intraprendere per porvi rimedio.
(4-04673)

CATANOSO, LO PRESTI e FRAGALÀ. - Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
gli interroganti hanno appreso che nella notte tra il 3 e 4 ottobre 2002, a Trento, in P.le Sanseverino, sei ragazzi, accusati di essere «nazi», sono stati aggrediti da circa quaranta persone appartenenti all'area anarchica, come da loro stesso affermato;
dal sito italy.indymedia.org l'aggressione è stata rivendicata dai gruppi anarchici e no-global della città di Trento, ovviamente stravolgendo i fatti, per cui «cinque naziskin hanno aggredito quaranta anarchici»;
uno dei ragazzi, che era riuscito a sottrarsi al pestaggio, è stato inseguito e, quindi, investito da una autovettura di colore scuro e successivamente, mentre era riverso per terra, provvedevano a completare l'opera spaccandogli una bottiglia in testa;
inutile aggiungere che nessuno dei sei ragazzi è un naziskin o appartenente a Forza Nuova, cosa che non legittima alcun tipo di pestaggio, e la loro unica colpa è il fatto di aver fatto innervosire i partecipanti al convegno organizzato, all'università di Trento, organizzato da questi «sinceri democratici», provenienti dai locali


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centri sociali occupati, con la loro semplice presenza nel parcheggio antistante la struttura universitaria;
fra i partecipanti all'aggressione è stato riconosciuto l'anarchico Massimo Passamani sotto processo a Roma nell'ambito dell'inchiesta sull'organizzazione anarchica «Orai»;
il Passamani è un personaggio noto anche alle autorità giudiziarie francesi, visto che nelle more del processo in Italia, era fuggito in Francia e lì era finito sotto processo per la richiesta di estradizione emessa dalle autorità italiane;
l'estradizione non è stata eseguita perché Passamani, trovato in Francia con alcuni documenti falsi, era obbligato a firmare presso un commissariato parigino e questo obbligo non poteva essere rispettato se veniva estradato -:
se la magistratura abbia avviato un'indagine sulla vicenda;
se non si intenda rafforzare la tutela dell'ordine pubblico così da evitare il ripetersi di aggressioni quali quella descritta in premessa.
(4-04686)