Allegato B
Seduta n. 232 del 2/12/2002


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BENI E ATTIVITĄ CULTURALI

Interrogazione a risposta orale:

BELLILLO. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
lo scrittore palmese Leonida Repaci, fondatore del Premio Letterario «Viareggio», oltre 20 anni fa, prima della sua morte, donò al comune di Palmi la sua splendida abitazione assieme ad una serie di libri e opere d'arte di grande valore di artisti come Manet, Guttuso, Manzù e De Chirico;
l'abitazione, che si trova nella località pietrosa di Palmi, è stata più volte meta di incontri tra importanti artisti, uomini e donne di grande spessore culturale;
a distanza di tanti anni la splendida dimora, invece di diventare un museo, vive oggi in uno stato di completo abbandono: quello che un tempo era presidio di democrazia culturale è ora simbolo di degrado e illegalità;
l'abitazione in questi anni è stata completamente devastata, non ha più porte e finestre. I materassi strappati, le reti, i sacchetti pieni d'immondizia sono lontanissimi da quelle atmosfere sofisticate e leggere che lo scrittore ha dipinto ne «La Pietrosa Racconta»;
tutto il terreno che sorge intorno alla villa viene sfruttato da personaggi non meglio identificati per fini privati;
la villa inoltre viene utilizzata come deposito di reti per la raccolta delle olive;
a seguito della denuncia del segretario provinciale del Partito dei Comunisti Italiani di Reggio Calabria, Enzo Infantino, si sono occupati della vicenda i maggiori quotidiani locali e RAI 3 Regionale;
nei giorni scorsi l'Assessore regionale ai lavori pubblici Aurelio Misiti accompagnato dal commissario prefettizio del Comune di Palmi, dottoressa Latella, ha effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni dell'abitazione -:
se sia a conoscenza dei fatti sopra esposti;
se non ritenga che lo stato vergognoso in cui versa Villa Pietrosa rappresenti un vero e proprio scandalo ed un monumento all'incuria ed all'inefficienza dei poteri pubblici oltreché una grave offesa nei confronti della volontà espressa da Leonida Repaci con la donazione del bene al comune di Palmi;
quali iniziative intenda promuovere per salvare dallo scempio e dal degrado un patrimonio collettivo di così inestimabile valore;
se non ritenga che nell'ambito delle iniziative relative all'utilizzazione dei fondi strutturali e europei non si possa attivare un progetto per la salvezza, il recupero e l'utilizzazione di Villa Pietrosa, quale centro di varie attività museali e culturali.
(3-01658)

Interrogazione a risposta scritta:

COLASIO, MANTINI e DUILIO. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
il 17 aprile 2002 gli interroganti hanno già chiesto al Ministro i dati tecnici e normativi ed ogni informazione utile circa l'approvazione del progetto di ristrutturazione della Scala del Piermarini, attraverso opere che prevedono modifiche della sagoma e delle strutture edilizie in


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profondità ed in altezza e la distruzione dell'attuale palcoscenico del Teatro, per sostituirlo con un impianto più moderno, interrogazione alla quale non ha avuto risposta;
più progetti sono stati messi a disposizione della Sovrintendenza che non ha quindi elementi precisi di conoscenza sulla quantità e qualità della demolizione;
peraltro la demolizione è prevista dall'intervento di restauro conservativo da 108 milioni di euro;
è stato negato ai Consiglieri di minoranza di compiere un sopralluogo sul tipo di demolizione in atto ed è stata negata dal sindaco Albertini e dall'assessore De Corato la sospensione dei lavori fino alla sentenza del Tar che deve esprimersi su tale richiesta di sospensione presentata da varie associazioni;
risulta siano stati abbattuti alcuni pilastri settecenteschi del Piermarini e il cantiere appare gestito non in modo adeguato allo scopo di non intaccare le strutture, le decorazioni e quant'altro va invece conservato;
il comportamento della Giunta di Milano potrebbe, ad avviso degli interroganti, essere viziato dalla fretta di concludere i lavori, eseguendo in maniera disordinata, affannosa e rovinosa la demolizione di parti della Scala che andrebbero assolutamente mantenute per ragioni di pregio artistico e storico, in assenza per altro, di una regolare gara internazionale -:
se il Governo sia a conoscenza di quanto starebbe avvenendo nella demolizione di parti importanti della Scala;
se non ritenga di consentire nel frattempo un controllo sul tipo di demolizione che tra l'altro trascurerebbe anche il problema di eventuali reperti archeologici sottostanti alle parti in demolizione; se non ritenga di intervenire perché comunque, siano sospesi i lavori di demolizione in via cautelativa e in attesa della pronuncia del Tar.
(4-04695)