Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 230 del 27/11/2002
Back Index Forward

Pag. 59


...
Si riprende la discussione delle mozioni.

(Intervento e parere del Governo)

PRESIDENTE. Il ministro delle attività produttive, onorevole Antonio Marzano, ha facoltà di intervenire, esprimendo altresì il parere sulle mozioni all'ordine del giorno e sulle risoluzioni presentate.

ANTONIO MARZANO, Ministro delle attività produttive. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la gravità della crisi produttiva di mercato economica e finanziaria del gruppo FIAT auto può essere sintetizzata con pochi dati. Il mercato mondiale di auto è stagnante intorno a 55 milioni di vetture, il mercato europeo è ancora più stagnante intorno a 14,5 milioni di vetture. I segmenti di mercato in maggiore sofferenza sono quelli cosiddetti B e C, vetture medie e tradizionali, sui quali il listino FIAT auto è più concentrato. Il grado di utilizzazione degli impianti è pari mediamente al 71 per cento, contro il 79 per cento del 1990, a riprova di sovracapacità produttiva. I concorrenti di FIAT hanno continuato ad investire molto negli ultimi anni ed ora stanno lanciando molti nuovi modelli. La quota di mercato in Italia detenuta da FIAT auto è scesa sotto il 30 per cento, quella in Europa è marginale, fortemente inferiore ai concorrenti. Alla fine di quest'anno FIAT auto registrerà un risultato operativo negativo pari a 1,2 miliardi di euro. Nel 2001 il risultato operativo fu pari a meno 549 milioni di euro ed il risultato netto fu pari a meno 1.442 milioni di euro.
Non conosciamo la previsione per quest'anno della perdita netta ma, in raffronto al 2001, è presumibile che sarà ingente. A fine 2001 i debiti finanziari ammontavano a 17,3 miliardi di euro, contro un capitale netto pari a 2,2 miliardi di euro. I riflessi sul bilancio consolidato dell'intero gruppo FIAT sono molto pesanti: nel solo primo semestre di quest'anno la perdita netta ufficiale a livello consolidato è ammontata ad oltre 560 milioni di euro, nonostante molte delle attività diverse dall'auto siano profittevoli. I debiti finanziari al 30 giugno scorso superavano i 32 miliardi di euro.
Non mi soffermo sulle operazioni messe in atto dalla FIAT Spa nei mesi passati, tra cui le più importanti sono un accordo per 3 miliardi di euro con banca di Roma, intesa BCI, Sanpaolo IMI, Monte dei paschi di Siena e Unicredito italiano per ridurre l'indebitamento finanziario a breve e garantire un futuro aumento di capitale per il medesimo importo di 3 miliardi di euro, un piano di cessione di attività e la quotazione in borsa della Ferrari; neanche mi soffermo sull'individuazione delle responsabilità strategiche:


Pag. 60

mancata alleanza con altro costruttore multinazionale, insufficienti investimenti tecnologici e gestionali, eccessivo ricorso all'indebitamento finanziario per fronteggiare una crescita abnorme del capitale circolante a sua volta dovuta ad inefficienze commerciali, problemi che, nella seconda metà degli anni '90, hanno creato i presupposti della crisi odierna; non mi soffermo neanche sull'importanza fondamentale che il gruppo FIAT e l'industria dell'auto rivestono nel panorama produttivo del paese, evito di ricorrere all'appellativo «strategico» solo perché questo è stato abusato nel corso degli anni sessanta e settanta (però userei ugualmente quell'aggettivo).
Lunedì scorso, presso la Presidenza del Consiglio, come vi è noto, è stata raggiunta un'intesa tra Governo, azienda e sindacato, in base alla quale la FIAT non procederà all'operazione preannunciata di ricorso alla cassa integrazione e rinuncia a ricorrervi per un periodo di dieci giorni allo scopo di esperire un accordo con il sindacato attraverso una trattativa ad oltranza in sede tecnica presso il ministero di cui porto la responsabilità.
Questa trattativa si è aperta questa mattina e naturalmente nessuno può prevederne l'esito. Il Governo e, in particolare, il mio ministero assicureranno alle parti l'assistenza tecnica ed una sede, che non definirei neutrale o di mediazione, quanto piuttosto rispettosa delle rispettive ragioni e appassionatamente tesa alla ricerca di una sintesi soddisfacente per l'interesse pubblico più generale. Il Governo ribadisce, in questa occasione, la propria solidarietà ai lavoratori.
In precedenza, tre settimane fa, avevo provveduto a chiedere ad una società di consulenza per le strategie industriali, particolarmente esperta dell'industria dell'auto, la Roland Berger, di verificare il piano presentato dal management FIAT per il triennio 2003-2005 per verificare, inoltre, la necessità di riduzione della capacità produttiva e per definire, infine, una lista di possibili azioni finalizzate a ridurre l'impatto sociale del piano. Sabato scorso, la Roland Berger ha consegnato le sue analisi e lunedì ho provveduto a darne comunicazione nell'incontro con le parti sociali a Palazzo Chigi. In estrema sintesi il pensiero del consulente internazionale è che, in uno scenario di mercato sfavorevole che ridurrà, nel 2010, a sette o otto il numero di produttori indipendenti a livello mondiale, la perdita da parte di FIAT auto della sua posizione storica in ambito nazionale necessiti di un cambiamento di rotta articolato su tutte le leve gestionali. La riduzione di capacità produttiva è stato un tema ricorrente e prioritario in ogni recente ristrutturazione dei costruttori mondiali di auto; per FIAT è necessaria nel breve periodo e, in raffronto a quella operata da altri costruttori, si presenta come similare. L'unica garanzia di mantenimento, in prospettiva, delle maestranze nei vari siti produttivi di FIAT auto è legata, necessariamente, al successo dei nuovi modelli che beneficeranno dell'accordo già raggiunto con GM nella politica aziendale degli acquisti e dello sviluppo di nuovi motori. Si tratta di modelli che appaiono promettenti.
Certo è che il Governo sta seguendo la vicenda con il massimo impegno da parte della Presidenza del Consiglio e di tutti i ministri istituzionalmente competenti e politicamente attenti alle sorti delle diverse aree del paese toccate dalla crisi.
Esprimo ora il parere sulle singole mozioni. Bisogna innanzitutto rilevare che molte di esse sono state formulate prima che fosse avviata la trattativa fra le parti sociali. Dovrò, quindi, esprimere un parere negativo, non per questioni di principio ma per motivi tecnici, cioè per l'impossibilità di anticipare gli esiti di questa trattativa.
La mozione Violante ed altri n. 1-00120 parte da considerazioni e da preoccupazioni per alcuni aspetti simili alle mie, auspica un tavolo per verificare il piano di risanamento, di consolidamento e di rilancio ma, poi, senza, per così dire, attendere i risultati di tale verifica, chiede che il Governo subordini l'attivazione degli ammortizzatori sociali a un piano industriale nuovo e - a suo dire - credibile, che tenga conto dell'evoluzione del mercato


Pag. 61

automobilistico mondiale. Si chiede poi al Governo di vigilare affinché sia realizzato un piano di dismissioni non strategiche e di dare seguito ad interventi in favore dell'attività di ricerca e sviluppo per incentivare l'acquisto di veicoli ecologici e finanziare i contratti d'area.
Voglio innanzitutto rassicurare i firmatari di questa prima mozione che il Governo è già impegnato e farà di tutto per sostenere la ricerca e lo sviluppo, per promuovere il mercato di veicoli ecologici e per finanziare i contratti d'area ma mi pare che il punto di partenza non possa non essere l'attesa paziente della trattativa tra le aziende e il sindacato, sulla base di un piano, sicuramente doloroso ma giudicato inevitabile, da un lato coraggioso, dall'altro migliorato grazie alla verifica svolta con attenzione discreta da parte del Governo.
Apprezzo, infine, la sollecitazione rivolta al Governo affinché vigili nel prosieguo sull'attuazione del piano - quale che sarà -, perché abbiamo visto che, quando un Governo, nel corso degli anni, non vigila abbastanza sull'evoluzione delle realtà industriali, finanziarie e bancarie del paese, si corre il rischio che la perdita della competitività - e delle ragioni di credito - via via accumulata sia difficilmente recuperabile.
Con riguardo ai singoli punti di impegno della mozione Violante, osservo che il differimento dell'attuazione del piano ed il collegamento degli ammortizzatori ad assunzione di responsabilità sono collegati alle intese che, presumibilmente, scaturiranno dagli incontri tra le organizzazioni sindacali e il gruppo industriale che, da oggi, 27 novembre, iniziano, a tempo pieno, presso la mia amministrazione.
È auspicabile che lo sviluppo del negoziato possa generare un accordo che non porti al sacrificio di siti produttivi. Le attività di promozione delle condizioni per un nuovo piano riguardano il contenuto stesso del citato confronto che adesso prende le mosse.
Il piano di ristrutturazione finanziaria, nelle attuali condizioni normative e di mercato, è compito di primaria e diretta competenza del gruppo industriale, in relazione alla quale il Governo non può che dedicare la massima attenzione e il massimo interesse.
La realizzazione delle dismissioni di partecipazioni - è altrettanto chiaro - riguarda il contenuto tipico della strategia aziendale. Il rafforzamento e lo sviluppo delle aree industriali contigue a quella occupate dalla FIAT ha già suscitato l'interesse del Governo per uno studio di possibili iniziative. Lo stesso si dica per la promozione della ricerca finalizzata all'utilizzo di nuove tecnologie ed energie alternative. Formerà, infine, oggetto di studio il sostegno dell'occupazione nell'area dell'indotto nelle sue varie forme.
Il parere del Governo è favorevole solo su alcune parti della mozione e, precisamente, sui capoversi 6, 7, 8, 9, 10 e 12 del dispositivo. Il parere è contrario sugli altri capoversi del dispositivo, considerato che è in corso una trattativa e che il Governo non può anticipare la conclusione della medesima. Si esprime, quindi, parere contrario sugli altri capoversi del dispositivo e anche sulla parte motiva della mozione, attesa la ricostruzione degli eventi nella stessa riportata.
Anche con la mozione Diliberto ed altri n. 1-00121, accanto a richieste motivate e condivise dal Governo e da me personalmente, che spaziano dagli interventi sulla ricerca all'accelerazione dei tempi per l'uscita dei nuovi modelli, si chiede poi che il piano presentato dall'azienda venga ritirato e ne venga elaborato un altro. Su questo punto, per quanto apprezzabile nelle intenzioni, la mozione è però contraddittoria sia con l'esigenza di accelerare i tempi per l'uscita dei nuovi modelli sia con la logica di mercato che pure riconosco volentieri in questa fattispecie essere presa in considerazione dall'onorevole Diliberto. Va tenuto bene a mente che lo sviluppo non dipende tanto dalle buone intenzioni e da un piano più o meno rifatto, quanto dalla reale capacità di un sistema economico a crescere. Dobbiamo tutti comprendere quale sistema economico il nuovo vertice di FIAT auto abbia ereditato.


Pag. 62


Altri apprezzabili suggerimenti in questa mozione mi paiono quelli relativi sia al rinnovo del parco pubblico dei mezzi di trasporto collettivi e delle flotte pubbliche sia alla valorizzazione delle sinergie tra pubblico e privato in tema di ricerca, in particolare su nuovi propulsori e combustibili alternativi. Su questi punti il Governo accoglie volentieri l'invito all'impegno rivoltogli.
Con riguardo ai singoli punti di impegno, si rileva auspicabile che la presentazione di un nuovo piano o, comunque, la modifica di quello presentato possa scaturire dall'importante risultato già raggiunto dal Governo, in relazione al quale da oggi, 27 novembre, si è avviato un serrato confronto tra le parti sociali ed il gruppo industriale con l'attenta vigilanza collaborativa dell'amministrazione che presiedo. L'intervento pubblico da parte del Governo non può che realizzarsi nel quadro delle condizioni giuridiche poste dall'Unione europea. Gli strumenti di sostegno per l'innovazione e la ricerca esistono e possono essere anche canalizzati con particolari procedure. Inoltre, le esigenze specifiche dell'indotto hanno nelle intenzioni del Governo pari dignità di essere sostenute e agevolate con tutti gli strumenti disponibili. Ancora, il sostegno ai consumi di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale ha già formato oggetto di accordi di programma con il gruppo industriale attraverso strumenti di incentivazione al consumo, che si pensa anche di rafforzare.
Per quanto riguarda l'ultimo punto, non è da escludere che l'occasione dell'imminente Presidenza italiana dell'Unione europea possa rappresentare l'occasione per stimolare la ricerca comune su nuovi propulsori e combustibili alternativi e, comunque, di operare per l'accelerazione di un processo di produzione a basso impatto ambientale.
Il parere del Governo sulla mozione è favorevole su alcuni punti, ossia è favorevole sui capoversi 3, 4, 6 ed 8 del dispositivo. Mentre, considerato che è in corso una trattativa di cui non si può anticipare la conclusione, si deve esprimere parere contrario sui capoversi 1, 5 e 7 del dispositivo.
Il parere è del tutto contrario sul secondo capoverso del dispositivo.
Per quanto attiene alla mozione Bertinotti ed altri n. 1-00122, con essa si ritiene che l'accordo tra FIAT e General Motors abbia accelerato i processi negativi per l'azienda dal punto di vista produttivo e da quello occupazionale e si esprime il timore che dopo il 2004, con il passaggio del controllo azionario alla General Motors, questo deterioramento si accentuerà. Coerentemente, dal suo particolare punto di vista, con la mozione si chiede al Governo di attuare una sostanziale e prevalente pubblicizzazione dell'azienda. Questo angolo visuale, al di là del merito politico, contrasta, tuttavia, con l'analisi storica delle cause che hanno portato la FIAT auto alla crisi, individuabili, tra l'altro, nella mancata alleanza con un altro costruttore multinazionale e contrasta con il giudizio del consulente secondo cui l'unica garanzia di mantenimento delle maestranze nei vari siti produttivi è legata al successo dei nuovi modelli, frutto proprio dell'accordo - ahimè forse tardivo e parziale - raggiunto con la General Motors negli acquisti e nello sviluppo di nuovi motori. Una pubblicizzazione prevalente, come suggerisce questa mozione, non sembra di per sé sopperire realisticamente al ritardo tecnologico e di marketing accumulato da un gruppo privato come FIAT che, nella seconda metà degli anni novanta, ha avuto comportamenti meno privatistici e meno efficaci di altri gruppi privati.
Con riguardo ai singoli capoversi del dispositivo si rileva che l'importante confronto che inizia oggi, 27 novembre, presso il Ministero delle attività produttive ha la precipua finalità di ricondurre il piano proposto dal gruppo industriale in uno scenario di maggiore compatibilità con gli interessi generali e con una logica di consolidamento del comparto. Inoltre, la pubblicizzazione dell'azienda è in controtendenza con la politica dell'Unione europea ed anche con quella italiana a partire


Pag. 63

dagli anni 1992-93, nei quali il Governo si è impegnato a dismettere le partecipazioni in attività produttive. Le considerazioni che precedono possono anche riferirsi alla richiesta di istituzione di un fondo gestito da un'agenzia pubblica. La riduzione strutturale stabile dell'orario di lavoro è tema che ha già formato ampio dibattito nel paese e che mal si adatta, proprio per le caratteristiche e le generalità, al riferimento di un caso concreto. Il Governo, quindi, esprime parere contrario sull'intera mozione.
La mozione Volontè ed altri n. 1-00129 (Nuova formulazione) parte da un'analisi delle cause della crisi della FIAT auto del tutto condivisibile. Tale mozione impegna il Governo a vigilare affinché il piano industriale sia di rilancio e sviluppo; produzione, marchi, capacità progettuali e tecnologiche restino in Italia; le banche creditrici condividano; siano attivati tutti gli strumenti di intervento pubblico in campo sociale (ammortizzatori, formazione) e programmatico (accordi e contratti di programma, contratti d'area, patti territoriali) idonei a minimizzare l'impatto sui livelli occupazionali. Si tratta di impegni che rientrano in un ambito di competenze compatibile con il rispetto delle regole di mercato e che il Governo non solo accetta volentieri, ma fa propri per quanto prima ho premesso. Quindi, il Governo esprime parere favorevole sull'intera mozione.
La mozione Elio Vito ed altri n. 1-00130, oltre a ripercorrere le ragioni dello stato di difficoltà di FIAT auto ha l'onestà, da un lato, di ricordare che nella seconda metà degli anni novanta i livelli occupazionali di questo gruppo si erano già dimezzati, passando dalle circa 155 mila unità del 1995 alle 59 mila del giugno 2001, nonostante le politiche intraprese dai governi precedenti sull'occupazione e, dall'altro, di considerare l'alleanza con GM una precondizione per meglio competere in futuro sui mercati e non già una causa di deterioramento produttivo ed occupazionale. Questa mozione impegna, tra l'altro, il Governo a verificare l'esistenza di presupposti perché FIAT auto esca dall'emergenza economico-finanziaria ed intraprenda una fase di rilancio; a subordinare la cassa integrazione alla decisione della FIAT di riaprire a data certa lo stabilimento di Termini Imerese; a mantenere aperto un tavolo di confronto dove misurare i progressi realizzati. Il Governo esprime parere favorevole sull'intera mozione.
Signor Presidente, sono state presentate anche due risoluzioni.
Sulla risoluzione Cima ed altri n. 6-00041 il Governo esprime un parere contrario per ragioni strettamente tecniche e cioè perché siamo in attesa dell'esito della trattativa, mentre la risoluzione sembra anticipare alcuni di questi esiti. Pertanto non sarebbe corretto da parte del Governo pronunziarsi al riguardo; tuttavia, il Governo esprime un parere favorevole sul penultimo punto della risoluzione, qualora venga riformulato aggiungendo le parole «e dall'azienda» dopo la parola «lavoratori» ed espungendo la parte restante di tale punto.
Anche sulla risoluzione Alfonso Gianni ed altri n. 6-00040 il Governo esprime parere contrario per ragioni tecniche, in quanto non sarebbe corretto anticipare esiti di una trattativa in corso, mentre esprime parere favorevole sull'ultimo capoverso, qualora venga riformulato aggiungendo le parole «e dall'azienda» dopo la parola «lavoratori» ed espungendo la parte successiva del medesimo punto (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania).

Back Index Forward