Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 230 del 27/11/2002
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(Risorse destinate alla realizzazione dell'autonomia scolastica - n. 3-01628)

PRESIDENTE. L'onorevole Colasio ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01628 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).

ANDREA COLASIO. Signor Presidente, la ringrazio anche se devo prendere atto che, ancora una volta - vorrei dire una volta di più -, il ministro Moratti si sottrae al confronto parlamentare. Si tratta di un'assenza politica tanto più grave se si considera il momento particolarmente delicato e difficile che sta attraversando il nostro sistema scolastico.
Comunque, ministro Giovanardi, dopo i primi 500 giorni di Governo, è tempo di bilanci e di consuntivi e direi che il dato è sicuramente negativo. Avevate promesso risorse crescenti per il nostro sistema scolastico (19 mila miliardi nel corso della legislatura), ma non siete riusciti a reperire nulla.


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Non avete onorato gli impegni; avete tagliato il personale docente ed il personale ausiliario; volevate ridurre anche il numero degli insegnanti di sostegno per i ragazzini portatori di handicap; avete penalizzato i piccoli comuni. I vostri progetti di riforma sono caotici, confusi, e contraddittori. Il mondo della scuola, i dirigenti, i docenti, le stesse famiglie vivono nel caos...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Colasio.

ANDREA COLASIO. ...e non riescono a capire più quali siano i vostri progetti.
Volete dirci, in definitiva, quali sono i vostri progetti per rafforzare l'autonomia scolastica, valorizzando e non mortificando...

PRESIDENTE. Mi dispiace, onorevole Colasio.
Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, cercherò di entrare seriamente nel merito dell'interrogazione, non del «comizietto», perché se si pone una domanda seria, ma poi si sollevano critiche di questo tipo...

FABIO CIANI. Nessuno fa i comizietti!

PRESIDENTE. Ministro, risponda.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Ci mancherebbe, è legittimo...

FABIO CIANI. No, risponda all'interrogazione.

PRESIDENTE. Nessuno si lasci fuorviare.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. È legittimo... è legittimo...

FABIO CIANI. Risponda all'interrogazione e mandi qua il ministro...

PRESIDENTE. Per cortesia! Ministro, risponda.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Lo definisco comizietto e ho libertà di farlo.

FABIO CIANI. Di comizietto ne parla a casa sua.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Lo definisco comizietto e ho libertà di farlo.

PRESIDENTE. Scusate...

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Veniamo alla serietà dei problemi.

PRESIDENTE. Scusate, tenete conto anche della serietà... (Commenti del deputato Ciani).
Onorevole collega, per cortesia. Consenta al ministro di dire la sua. Peraltro, siamo visti da qualcuno al di fuori di qua ed il tono dovrebbe essere da parte di tutti un po' pacato.
Prego, signor ministro.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Non risponderò al comizietto, ma...

FABIO CIANI. Ancora di comizietto. Ne parli a casa sua.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. L'esercizio della potestà legislativa da parte di un soggetto come la regione, più vicino all'utente, consentirà un utilizzo di risorse secondo modalità più efficaci e più rispondenti ai bisogni del territorio. Quindi, non sappiamo a quali dati e a quali proiezioni il Corriere della Sera abbia fatto riferimento.
Chiariamo anche che l'attribuzione di competenze alle regioni in materia scolastica


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dovrà avvenire nel rispetto dell'autonomia delle scuole perché ciò è riconosciuto dalla Costituzione e richiamato dal disegno di legge delega per la definizione di norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale che, già approvato dal Senato, sarà discusso a giorni dalla Camera.
Naturalmente noi intendiamo valorizzare l'autonomia scolastica, anche con riferimento agli appalti per i servizi. Se è vero che sono a rischio 16 mila posti di lavoro, sono a rischio anche i posti di lavoro delle imprese che, avendo offerte più basse, non riescono poi a dare lavoro ai loro lavoratori (la situazione è un po' complessa).
Per il 2002, sono state individuate le iniziative promosse dalle istituzioni scolastiche come prioritarie, anche associate in rete, volte all'ampliamento dell'offerta formativa nel nuovo quadro dell'autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, di sperimentazione e di sviluppo.
Sono stati previsti interventi a livello nazionale, finalizzati al monitoraggio e alla documentazione delle attività realizzate nelle scuole appartenenti al sistema nazionale di istruzione e formazione professionale da realizzare anche con il supporto di organismi nazionali preposti alla materia.
Il piano di riparto dei fondi, previsti dalla legge 18 dicembre 1997, n. 440, che ha istituito il fondo per l'arricchimento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi, ha privilegiato i finanziamenti alle scuole per l'arricchimento dell'offerta formativa, destinando a tal fine, per l'anno 2002, complessivamente 132 milioni di euro (se non erro sono circa 260 miliardi).
Anche il disegno di legge di riforma del sistema scolastico, già approvato - ho concluso -, attualmente all'esame della Camera, prevede un piano programmatico di interventi finanziari da destinare, fra l'altro, allo sviluppo e alla valorizzazione dell'autonomia delle scuole.

PRESIDENTE. L'onorevole Colasio ha facoltà di replicare.

ANDREA COLASIO. Signor Presidente, ministro Giovanardi, capisco il suo imbarazzo e, conseguentemente, il suo nervosismo, assolutamente fuori luogo. Capisco che lei si dibatte tra progetti di riforma Moratti, che definiscono una strategia del Governo, e contraddizioni inserite dalla paventata devolution scolastica. Capisco, quindi, il suo nervosismo, ma lei non mi ha risposto e, quindi, non posso che dichiararmi assolutamente insoddisfatto, come credo si ritengano insoddisfatti gli operatori del mondo della scuola.
Signor ministro, lei ha citato la legge n. 440 del 1997 sull'arricchimento dell'offerta formativa. Ha fatto male! È, infatti, uno degli esempi paradigmatici di come voi di fatto abbiate ridotto le risorse a favore della valorizzazione dell'autonomia scolastica.
Qual è il vero nodo politico, signor ministro? Che la devolution così intesa poco o nulla ha a che fare con una compiuta valorizzazione delle istituzioni scolastiche intesa come autogoverno dell'autonomia scolastica. Il vero nodo politico è questo!
Vede, signor ministro, credo che la sua risposta sia inadeguata, incompleta, perché di fatto non affronta il vero nodo, quello delle risorse e dei nuovi assetti ordinamentali, che restano, ahimè, i veri grandi problemi del nostro sistema scolastico. Lei non fornisce risposte, così come questo Governo non è in grado, per incoerenza, di fornire risposte agli operatori delle scuole, alle famiglie, risposte concrete, signor ministro, ai loro problemi e ai loro bisogni.
Vede, signor ministro, la vostra politica scolastica è a senso unico: voi tagliate le risorse e quel che è grave è che il nostro paese già sconta un ritardo rispetto agli altri grandi paesi europei (4,6 per cento del prodotto interno lordo, contro una media europea del 5,1 per cento). Quel che è più grave, signor ministro, è che con le vostre azioni politiche di governo state mortificando gli operatori del sistema scolastico e che con queste politiche ci allontanate pericolosamente dall'Europa (Applausi


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dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

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