Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 230 del 27/11/2002
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(Esame dell'articolo 35 - n. 2031-bis-B)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 35 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2031-bis-B sezione 8).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

LUIGI GASTALDI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro dei due emendamenti Quartiani 35.1 e 35.2. Nel caso in cui gli emendamenti non dovessero essere ritirati, il parere della Commissione è contrario.

PRESIDENTE. Il Governo?

MARIO VALDUCCI, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori dell'emendamento Quartiani 35.1 se intendano accedere all'invito al ritiro formulato dalla Commissione.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, credo che nell'invito al ritiro formulato dal relatore si legga l'attenzione che è dovuta alle osservazioni pervenute formalmente al Parlamento da parte dell'autorità per l'energia elettrica e il gas relativamente a questo articolo, che prevede disposizioni in materia di importazione e di fornitura di energia elettrica.
È del tutto evidente che questo articolo crea una situazione di forte disparità nel mercato, benché, con tutta probabilità, la sua origine stia nella volontà di venire incontro ad alcune esigenze di particolari settori dell'economia italiana in relazione all'utilizzo di energia importata. Alcuni colleghi della maggioranza hanno proposto un ordine del giorno al riguardo.
Anche in funzione di ciò, annuncio la disponibilità a ritirare il mio emendamento 35.1 e a trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno, sul quale chiedo al Governo di porre l'attenzione dovuta, in quanto, con tutta probabilità, alcuni elementi in esso contenuti potranno incontrarsi


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con le osservazioni esposte nell'ordine del giorno proposto dai colleghi della maggioranza.
Reputo, invece, opportuno insistere per la votazione del mio emendamento 35.2.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Quartiani 35.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, come già ho avuto modo di dire, questa norma introduce una discriminazione tra le imprese: riguarda, infatti, i clienti idonei e privilegia le imprese cosiddette a forte intensità di capitale, rispetto alle aziende a forte intensità di lavoro. Il principio base della liberalizzazione, da quando essa è stata introdotta nel nostro paese, è fondato ancora oggi su enunciati tali da contrastare con l'idea di tariffe prefigurate su misura per i consumatori di energia, per fornire, invece, a tutti il prezzo corretto del servizio.
Ora, con questo comma si torna indietro: si ritorna allo Stato decisore. Oggi è l'autorità che definisce per tutti il costo reale del servizio, mentre con questo comma si introduce una discriminazione tra chi è veramente in grado di assicurare il servizio di interrompibilità e chi no. Infatti, l'articolo 35 del progetto di legge allarga molto lo spettro di coloro che possono utilizzare la norma.
Concludo, dicendo che, dal momento che l'interrompibilità garantisce un risparmio di sistema, la soppressione del comma 2 eviterebbe almeno di estendere oltremodo il grado di discrezionalità dell'assegnazione e di ridare al gestore della rete il compito che gli è proprio in base al decreto legislativo del 1999.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saglia. Ne ha facoltà.

STEFANO SAGLIA. Signor Presidente, desidero innanzitutto ringraziare il collega Quartiani per aver accolto le richieste della maggioranza sull'emendamento precedente e per le considerazioni che ha sin qui svolto. Sicuramente, l'articolo 35 disciplina un tema, come quello dell'importazione dell'energia elettrica, che non è di poco conto e, soprattutto, affronta una questione che non può essere regolata con leggerezza. Su questo articolo, nell'esame in Commissione ma anche in precedenti attività - in particolare nel corso dell'indagine conoscitiva sull'energia -, la questione relativa all'importazione è stata particolarmente approfondita. L'Assemblea sa che il nostro sistema nazionale di produzione di energia elettrica non è in grado di rispondere completamente alla domanda di energia esistente nel nostro paese, in particolar modo, da parte del sistema produttivo e delle industrie cosiddette «energivore». Noi oggi non produciamo energia sufficiente per rispondere alla domanda e, quindi, le importazioni di energia elettrica non sono semplicemente un di più, ma sono necessarie al mantenimento della sicurezza del sistema nazionale.
Per questo motivo era opportuno che si potesse legiferare in materia non attraverso un provvedimento come quello relativo alla riforma del sistema energetico - che è sicuramente la sede più propria ma che ha tempi di approvazione più lunghi - ma con un intervento urgente in modo da poter rispondere in qualche modo alle necessità del sistema produttivo. Fino ad oggi, le importazioni di energia elettrica sono state disciplinate da convenzioni sottoscritte dalle autorità indipendenti. Non si tratta di un commissariamento delle funzioni dell'autorità, come qualcuno ha sostenuto, ma semplicemente del tentativo di dare dignità legislativa ad un provvedimento che altrimenti resterebbe solo di carattere amministrativo: questo è il primo dato.
Il secondo dato è che vi era la necessità di corrispondere un quantitativo di energia superiore rispetto a quelli assegnati negli anni precedenti, proprio per il motivo che molte delle centrali di produzione italiane sono in fase di repowering e, quindi, vi è ancora di più una necessità di


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immissione di energia. È evidente che l'energia da importazione ha costi molto meno elevati rispetto all'energia prodotta in Italia, per problemi strutturali del paese ed, in particolare, per una mancanza atavica del mix delle fonti energetiche. Da questo punto di vista, noi crediamo di non aver favorito solamente una categoria, perché bisogna tenere presente che i servizi di interrompibilità nell'utilizzo dell'energia d'importazione non sono un'invenzione di questo Governo: la prima convenzione con le autorità indipendenti per l'assegnazione di questa energia da importazione era stata fatta, opportunamente secondo me, dal ministro dell'industria Letta, per un tempo molto breve di un anno. Successivamente, il ministro delle attività produttive Marzano ha deciso, l'anno scorso, di rinnovare questo strumento di assegnazione dell'energia da importazione per tre anni e ora andiamo a disciplinarlo attraverso un articolo di legge che dà anche chiarezza riguardo agli operatori. Soprattutto non è, come qualcuno può pensare o ha pensato in passato, che questo tipo di energia possa essere assegnato esclusivamente al sistema elettrosiderurgico.
Oggi questa formulazione consente di allargare la platea di coloro che possono accedere all'energia da importazione e, quindi, si riesce a mixare l'energia a basso costo rispetto all'energia prodotta in Italia che ha costi molto elevati. Da questo punto di vista siamo convinti che possa esserci un consenso, non perché si debba guardare esclusivamente ad un equilibrio di mercato, ma perché vi è la necessità di intervenire subito rispetto ad un comparto che ha bisogno di questo provvedimento e che garantisce occupazione su tutto il territorio nazionale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, il gruppo della Margherita valuta positivamente l'articolo 35, tuttavia vi è un problema di fondo che riguarda la mancanza di un piano nazionale sull'energia. Noi possiamo programmare le importazioni, ma dobbiamo tenere conto del fabbisogno nazionale e, quindi, di conseguenza, regolare anche le importazioni. Altrimenti, anche l'articolo 35, pur presentando aspetti positivi, potrebbe rivelarsi addirittura controproducente per l'approvvigionamento, per la sicurezza nazionale di questo settore che è strategico per l'intera economia nazionale ed europea.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 35.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 375
Astenuti 17
Maggioranza 188
Hanno votato
156
Hanno votato
no 219).

Prendo atto che l'onorevole Azzolini non è riuscito a votare e che voleva esprimere un voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 35.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 395
Votanti 374
Astenuti 21
Maggioranza 188
Hanno votato
218
Hanno votato
no 156).

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