Allegato A
Seduta n. 230 del 27/11/2002


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(Risoluzioni - Sezione 2)

La Camera,
considerato che:
le sorti dell'industria automobilistica italiana coincidono con quelle della Fiat; che quest'ultima versa in una gravissima crisi che può portare ad una svendita della medesima al colosso americano General Motors;
che il piano industriale avanzato da Fiat precede la messa in cassa integrazione a zero ore per un anno per ottomilacento lavoratori, per oltre la metà dei quali viene espressamente previsto il non rientro in azienda, e comporta la chiusura degli stabilimenti di Arese e di Termini Imerese;
che il suddetto piano è stato rifiutato da tutti i sindacati;
che nel paese si è aperto un aspro conflitto sociale per la difesa del posto di lavoro degli occupati Fiat e dell'industria automobilistica italiana;
che il nostro paese, se la crisi della Fiat dovesse portare ad un suo smembramento, perderebbe un altro punto importante nella produzione industriale mondiale, dopo la chimica, la farmaceutica, l'avionica, l'informatica;
che una soluzione di questo genere farebbe retrocedere la posizione del nostro paese nell'ambito dei paesi industrializzati e sviluppati;

impegna il Governo a:

chiedere una modifica sostanziale del piano industriale proposto da Fiat;
respingere la richiesta di cassa integrazione avanzata dall'azienda in assenza della modifica del citato piano industriale;
evitare la chiusura di stabilimenti e di siti produttivi e l'allontanamento duraturo dei lavoratori dagli stessi;
tutelare i lavoratori dell'indotto, con particolare attenzione a quelli privi di ammortizzatori sociali, con le necessarie misure, anche straordinarie;
a rispondere positivamente, anche con gli opportuni interventi pubblici, alle proposte unitariamente avanzate dai sindacati confederali e di categoria in difesa dei lavoratori, della continuazione della produzione industriale e in merito ad un nuovo assetto proprietario, a sostegno e a garanzia della soluzione della gravissima crisi apertasi nel settore e per rilanciare la ricerca e gli investimenti su modelli eco-compatibili di mobilità sul territorio.
(6-00040)
«Alfonso Gianni, Cento, Grandi, Bertinotti, Giordano, Russo Spena, Mascia, Valpiana, Titti De Simone, Pisapia, Mantovani, Deiana, Vendola, Gasperoni, Bersani, Agostini, Innocenti, Ruzzante, Migra, Lumia, Amici, Quartiani, Buglio, Rossiello, Benvenuto, Gambini, Panattoni, Folena, Buffo, Fumagalli, Duca, Mussi, Carboni, Finocchiaro, Pecoraro Scanio, Zanella, Maura Cossutta, Bellillo».

La Camera,
considerato che:
la crisi della Fiat desta crescente preoccupazione, sia sul piano economico sia sul piano sociale assumendo particolare gravità in quelle zone, come il Mezzogiorno, già gravate da una situazione di elevata tensione sociale;
la crisi della Fiat, rappresenta un pericolo, per il carattere strategico e centrale del settore auto, per il peso della Fiat nell'attività di ricerca e produzione e nella competitività, per la stessa permanenza dell'Italia nel gruppo dei paesi più industrializzati;
le scelte di strategia nei trasporti attuate nel nostro Paese hanno sempre


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privilegiato la mobilità su strada rispetto a quella su rotaia, quindi un trasporto individuale privato a scapito di quello pubblico collettivo, con un conseguente aggravio dell'inquinamento ambientale e del traffico;
il piano presentato si caratterizza principalmente per un obiettivo di risanamento finanziario, a discapito dei posti di lavoro, stante il pesante livello di indebitamento dell'azienda e non traspare una reale volontà di rilancio del settore produttivo da parte della proprietà, con l'opzione di vendita del settore auto che è l'unico risultato perseguito dall'accordo con General Motors;

impegna il Governo

a respingere la richiesta di cassa integrazione avanzata dall'azienda in assenza di modifica del piano industriale i cui obiettivi non siano limitati al solo risanamento finanziario, ma ad una concreta possibilità di rilancio dell'industria e di salvaguardia dell'occupazione;
a concedere le procedure relative alla cassa integrazione guadagni esclusivamente a seguito dell'impegno di FIAT a fissare una data certa per la ripresa produttiva di Termini Imerese e di Arese e a mantenere in funzione tutte le sedi produttive;
a pretendere che l'azienda elabori, nei tempi più rapidi possibili, un nuovo piano industriale che, tenendo conto delle mutate esigenze del mercato automobilistico, preveda un progetto di riconversione degli stabilimenti in attività finalizzate alla produzione dì veicoli basati su propulsori e combustibili non inquinanti, come l'idrogeno, e di mezzi di trasporto che privilegino la mobilità su rotaia al posto di quella su gomma;
a garantire adeguati strumenti di sostegno alla ricerca ed all'innovazione tecnologica con particolare riguardo alle aziende dell'indotto dell'industria automobilistica;
a favorire il confronto tra azienda e parti sociali, accogliendo come base la piattaforma unitaria predisposta dai sindacati in difesa dei lavoratori e dell'azienda;
a promuovere soluzioni, già adottate in altri paesi europei, come forme contrattuali di solidarietà anche con eventuali riduzioni dell'orario di lavoro, al fine di garantire il mantenimento dei posti di lavoro, e di individuazione di un reddito di cittadinanza, al fine di non rimandare il problema dei licenziamenti alla prossima crisi.
(6-00041)
(Ulteriore formulazione) «Cima, Boato, Pecoraro Scanio, Bulgarelli, Cento, Lion, Zanella».