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cittadini, soprattutto nelle regioni meridionali dove il grado di dipendenza erariale è compreso tra il 45,3 per cento della Sicilia e il minimo pugliese del 22 per cento, a fronte dell'1 per cento della Lombardia e dell'Emilia Romagna e dell'1,2 per cento del Veneto;
l'accentuarsi del processo di riforma dello Stato in senso federale, annunciato e perseguito dal Governo nella formula della devoluzione alle regioni di ambiti sempre più vasti di competenze statali, ha già trovato nel disegno di legge finanziaria, già approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, un importante momento attuativo;
tale momento è rappresentato dall'inserzione, tra gli obiettivi programmatici di medio termine, della drastica riduzione delle spese pubbliche, negli anni a venire, per la finanza locale;
l'effetto di tale riduzione potrebbe rivelarsi devastante, con riferimento alla qualità e alla quantità dei servizi e delle infrastrutture, poiché, come rivela un recente studio condotto dal Censis e da Data Crediop, con la progressiva riduzione dei trasferimenti statali si determinerà un cortocircuito nei servizi pubblici forniti ai
l'impossibilità nel breve termine per gli enti locali, in specie meridionali, di ampliare il prelievo fiscale farà si che l'aggiustamento del bilancio sarà sostenuto da spese discrezionali, con evidente riduzione dei servizi pubblici e degli investimenti nelle infrastrutture, assolutamente necessari per sostenere l'economia meridionale in un momento di congiuntura assai difficile -:
in considerazione anche delle ulteriori annunciate iniziative di devolution, come intenda garantire il recupero della qualità dei servizi pubblici e degli investimenti infrastrutturali negli enti locali, soprattutto dell'area meridionale del Paese.
(3-01630)
(26 novembre 2002)