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ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare sull'ordine dei lavori perché si è verificato un incidente relativamente al provvedimento della cosiddetta semplificazione amministrativa, in seguito al quale domando un suo intervento.
Già ieri sera, in aula, mentre si svolgeva la discussione generale di quel provvedimento, il Governo ha presentato un emendamento riguardante i notai e gli archivi notarili aggiungendo un intero articolo alle deleghe già cospicue previste in questo provvedimento.
In qualche modo, dal mio punto di vista, mi considero un profeta di sciagure, perché ho detto - mi pare che fosse
proprio lei a presiedere - che non sarebbe stato l'ultimo emendamento e, in effetti, così è stato!
Qualche ora fa, il Governo ha presentato un nuovo emendamento concernente una materia molto importante - l'autotrasporto - per la quale chiede una delega al Parlamento, non solo per l'approntamento di un testo unico, non solo per compiere una serie di delegificazioni ma, come propriamente chiede questo provvedimento, soprattutto, per adottare decreti legislativi che riscrivano e codifichino nuovamente la materia.
Signor Presidente, anzitutto bisogna riportare nell'alveo delle procedure regolamentari la presentazione, la discussione, l'esame e i pareri, soprattutto quelli espressi dalla Commissione bilancio, su questi emendamenti.
Inoltre, mi consenta di aggiungere che, introdurre in questo emendamento ad horas intere materie per le quali si chiede al Parlamento una delega ampia, continuando a trasgredire sistematicamente il ruolo, il peso e la funzione del Parlamento rispetto all'esecutivo, è cosa molto grave!
Io le domando innanzitutto di fermare questo processo ed un rigorosissimo rispetto delle norme regolamentari, perché non si abbia ancora ad assistere a fatti simili.
Infine, signor Presidente, segnalo l'opportunità che la Presidenza della Camera, attesa la delicatezza della questione, richiami - segnali - un tantino al Governo l'assoluta inopportunità di introdurre emendamenti che prevedano una così ampia e devastante delega, che privano questa Assemblea dei suoi poteri legislativi (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
MARCO BOATO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MARCO BOATO. Mi associo interamente a quanto già detto dal collega Boccia e posso farlo senza correggere neanche una virgola nelle sue affermazioni, perché le condivido interamente.
Ritengo inoltre che siamo di fronte ad un fatto di enorme gravità. Posso allora ricordare a lei, pregandola di far presente queste problematiche anche al Presidente della Camera e all'Assemblea, ciò che è avvenuto qualche ora fa, intorno alle ore 14,00 di oggi, nel Comitato dei nove della Commissione affari costituzionali, che si è trovato di fronte a quel maxiemendamento in materia notarile a cui il collega Boccia ha fatto riferimento.
La discussione, devo dire, è stata un po' vivace. Un collega della maggioranza ha affermato che non vogliamo fare le riforme, come se ciò volesse dire bypassare la Commissione Affari costituzionali e la Commissione di merito. Mi rivolgo ai colleghi della Commissione giustizia: loro non sanno neppure che in Assemblea, attraverso il Comitato dei nove, è giunta un'intera riforma in materia notarile, scavalcando totalmente la stessa Commissione di merito, inserendosi nella legge di semplificazione e bypassando la stessa Commissione Affari costituzionali, che di tutto ciò non ha discusso in sede referente.
Ci si trova di fronte a questi maxiemendamenti proposti dal Governo all'ultimo momento per l'esame in Assemblea. Devo dare atto che il sottosegretario Saporito, di fronte alla nostra pacifica rivolta ed indignazione, ha ritirato il maxiemendamento in materia notarile; in caso contrario, ciò avrebbe rappresentato uno scandalo per la Commissione Affari costituzionali, per l'Assemblea e per la stessa Commissione giustizia. Tuttavia, come ha ricordato l'onorevole Boccia, trascorse poche ore, ci troviamo nuovamente in una situazione ancora peggiore.
Mi dicono che, mentre eravamo in aula, è giunto al gruppo un maxiemendamento del Governo, sempre in riferimento alla legge di semplificazione, in materia di autotrasporto. Quindi, è stata bypassata la Commissione Affari costituzionali, è stato bypassato il Comitato dei nove (che, immagino, dovrà tornare a riunirsi) ed è stata bypassata la Commissione trasporti, che di tutto ciò non sa assolutamente
nulla. Quindi, la Commissione Affari costituzionali, la Commissione trasporti ed il Comitato dei nove, che si era già riunito, si trovano di fronte a queste pseudoriforme fatte con colpi di mano e presentate direttamente all'Assemblea.
Francamente, tutto ciò, prima ancora che proceduralmente, è politicamente inaccettabile. Credo che, per quanto riguarda gli aspetti non solo di procedura in senso formale, ma di correttezza nei rapporti fra Governo e Parlamento (mi riferisco a tutto il Parlamento e non solo all'opposizione), bypassare le competenze delle Commissioni di merito per presentare all'ultimo momento maxiemendamenti fuori sacco in materie di tale rilevanza renda il rapporto fra Governo e Parlamento totalmente impraticabile.
Non è che non si vogliano realizzare le riforme; è che quando si vogliono fare le riforme bisogna avere la correttezza di confrontarsi con le Commissioni di merito e con il Parlamento, che non può trovarsi di fronte a colpi di mano dell'ultimo momento.
Signor Presidente Fiori, per questo motivo, mi appello anch'io a lei, perché a sua volta si faccia tramite con il Presidente della Camera, affinché si ponga definitivamente fine a tutto ciò e vengano ritirati tali maxiemendamenti.
È stato già preannunciato il ritiro dell'emendamento in materia notarile perché abbiamo fermamente protestato. Tuttavia, chiediamo che venga ritirato anche l'altro emendamento presentato all'Assemblea all'ultimo momento.
RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, intervengo molto brevemente perché già i colleghi Boato e Boccia hanno rappresentato la situazione riguardo agli effetti di un'iniziativa del Governo sul provvedimento relativo alla legge di semplificazione.
Vorrei aggiungere solo una considerazione. Ci troviamo di fronte ad una smentita di quanto il sottosegretario Saporito ha affermato durante i lavori del Comitato dei nove che si è concluso poche ore fa, alle ore 15, in cui, come è stato riferito, vi è stato l'impegno a ritirare la delega, richiesta ulteriormente rispetto a quelle già contenute nel testo che la Commissione ha varato e che è all'esame dell'Assemblea, riguardante la questione del notariato.
Il rappresentante del Governo ha preso atto delle giuste rimostranze che le opposizioni hanno avanzato in quella sede, trattandosi di materie che non erano state oggetto di alcuna discussione in Commissione, impegnandosi a ritirare quell'emendamento ed impegnandosi (come in quel momento si deduceva) a non presentarne altri. Adesso, ci troviamo di fronte alla presentazione di questo nuovo emendamento che, come ricordavano i colleghi, ha come obiettivo un riassetto complessivo di tutta la materia dell'autotrasporto di persone e cose (regolamentazioni, fissazione di tariffe sui servizi e quant'altro). Non metto in evidenza la questione in termini regolamentari.
So che in termini regolamentari vi sono...
PRESIDENTE. Ma lei ha fatto un richiamo al regolamento!
RENZO INNOCENTI. No, signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori.
Tali iniziative alterano la normale programmazione dei lavori perché l'Assemblea si trova investita di nuovi argomenti mai istruiti all'interno delle Commissioni. Mi riferisco sia alla Commissione competente su questo provvedimento, cioè la I Commissione, sia alla Commissione trasporti che dovrebbe avere quanto meno diritto di parola sulle questioni legate al riassetto dell'intero settore dell'autotrasporto di cose e persone.
Ecco perché ritengo che tali problemi abbiano l'effetto di alterare la giusta e necessaria valutazione dei provvedimenti in Assemblea da parte dei colleghi, mancando chi per regolamento - questo sì - avrebbe titolo ad esaminare tale questione. Ciò interviene sulla normale ed ordinaria
programmazione dei nostri lavori perché tali iniziative del Governo, appunto, scardinano il principio di dare a tutti la possibilità di esaminare i provvedimenti che sono stati istruiti.
Perciò, le chiedo espressamente di farsi interprete, come sempre ha fatto, di queste nostre rimostranze nei confronti del Governo affinché ritiri questo emendamento. Inoltre, sarebbe necessario convocare il Comitato dei nove per discutere la necessità che in aula si trattino gli argomenti istruiti dalla Commissione. In questo caso, infatti, non vi sono situazioni di urgenza per cui, entro una determinata data, bisogna assumere una decisione. Si tratta del riordino complessivo di un settore importante come quello del trasporto, dunque sono necessari un'istruttoria ed un coinvolgimento dei destinatari del provvedimento che, sempre in termini di regolamento, sono indicati come elementi importanti e non soggetti passivi dell'intero procedimento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza coglie il significato della preoccupazione politica sollevata, ma deve far rilevare che il regolamento consente al Governo, come l'onorevole Innocenti ha riconosciuto, la facoltà ed il diritto di presentare emendamenti nei limiti previsti dal quinto comma dell'articolo 86. Dunque, la Presidenza non può far altro che esercitare una vigilanza rigorosa affinché siano rispettati i termini, siano concessi alle opposizioni i tempi per approfondire e presentare eventuali subemendamenti e la materia introdotta sia attinente alla materia oggetto del provvedimento in esame. Pertanto, esula dalle competenze della Presidenza intervenire sul Governo per stigmatizzare un comportamento che il regolamento al Governo consente.
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