Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 229 del 26/11/2002
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(Esame dell'articolo 12 - A.C. 2031-bis-B)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12 (vedi l'allegato A - A.C. 2031-bis-B sezione 14).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo alla votazione dell'articolo 12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lulli. Ne ha facoltà.

ANDREA LULLI. Signor Presidente, intervengo per preannunciare il voto favorevole sull'articolo in esame, anche se mi corre l'obbligo di esprimere due valutazioni.
L'articolato avrebbe rappresentato, in primo luogo, un'ottima soluzione anche per intervenire in altri settori produttivi e distretti industriali. La maggioranza ed il Governo hanno respinto sia alla Camera, la volta precedente, sia al Senato, le impostazioni che noi avevamo portato avanti. Naturalmente, ciò ci dispiace perché se è importante intervenire in un settore, quello delle fonderie, che presenta una serie di problemi riguardanti numerosi piccoli imprenditori, altrettanti problemi avvertono altri settori che, magari, sono caratterizzati anche da uno slancio industriale produttivo positivo in misura maggiore delle fonderie. Ciò dimostra che nel


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concreto e non solo a parole da parte di questo Governo e di questa maggioranza vi è stata una certa disattenzione nei confronti dei distretti industriali.
Il secondo ordine di motivi che vorrei porre in evidenza è il seguente: oggi siamo di fronte al fatto che dobbiamo discutere della questione in tempi ristretti e con un atteggiamento di monolitica chiusura, sebbene in Commissione e nel corso dell'intervento del relatore in Assemblea siano state evidenziate una serie di critiche e di necessità di miglioramenti al provvedimento in esame. Questa fretta ovviamente deriva da una lunga inerzia della maggioranza e dalla disattenzione mostrata dal Governo nel corso del dibattito al Senato (forse perché dovevano essere approvati altri provvedimenti più importanti per il paese, come si nota in questi giorni in merito alla legge Cirami).
Il suddetto provvedimento oggi interviene, prevedendo una serie di incentivi in materia di politica industriale, ancorché molto modesti, ma evidenzia una certa contraddizione che sorprende con riferimento all'impostazione della legge finanziaria del 2003.
Interveniamo con una serie di provvedimenti, con risorse molto marginali e povere. Sembra quasi che intendiamo affrontare la situazione tanto per metterci il cappello sopra, ma, in realtà, poco si fa per questi settori importanti della nostra economia. Nello stesso tempo, si affronta una riorganizzazione delle politiche di incentivo, con riferimento alla legge finanziaria, che, sicuramente, renderà complicate e, quindi, non applicabili per il 2003 le misure che stiamo per varare.
Pertanto, sarebbe stato importante avere più tempo a disposizione per riflettere, per aggiustare i provvedimenti, per modificare le politiche industriali e adeguarle ai bisogni che avvertono i nostri settori produttivi e, soprattutto, i distretti industriali i quali - voglio ricordarlo - rappresentano la maggior occupazione industriale per le operaie e gli operai in questo paese. Bisognerebbe avere il buonsenso di prendersi i tempi necessari al fine di affrontare la situazione all'altezza delle problematiche che questi settori industriali del nostro paese avvertono. Invece, si è presi dalla foga e con la foga si intende andare avanti. Come vedremo successivamente, si procederà, commettendo un grossa imprudenza proprio nel ramo delle RC auto che, tanto per voler favorire l'iniziativa privata e la concorrenza, aumenterà le tariffe dei nostri concittadini e la spirale inflazionistica.
Ciò sarà il peggior servizio che potremo rendere non solo ai consumatori, ma anche al sistema delle piccole imprese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, si tratta di uno degli articoli, come quelli che abbiamo affrontato precedentemente, che pare costituisca la giustificazione in base alla quale il provvedimento, sebbene contenga - per ammissione del relatore e del Governo stesso - parti assolutamente improponibili (ciò emergerà successivamente nel corso della discussione) deve essere comunque approvato.
Facciamo notare che quanto è stato vagliato da questa Assemblea nel corso dell'approvazione della legge finanziaria entra in contrasto con questo e con quegli articoli precedenti che abbiamo approvato per quello che riguarda l'utilizzazione delle risorse dei fondi.
L'idea è che vi è una mano che non sa quanto fa l'altra e che l'unica utilità che potrebbe avere questo provvedimento è quella di riuscire ad intervenire, nel corso delle poche settimane e dei pochi giorni che ci separano dal 31 dicembre 2002. Esprimerò ed esprimeremo voto favorevole su questo articolo e tuttavia emerge in tutta la sua enormità la contraddizione che ha portato il Governo all'approvazione di questo provvedimento. Si tratta di un disegno di legge collegato alla legge finanziaria che approviamo dopo avere approvato la legge finanziaria per l'anno successivo.


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È evidente che le responsabilità sono grandissime da parte del Governo e della maggioranza che hanno insabbiato questo provvedimento e che ha insistito su quelle parti del provvedimento che sono meno solide e che vanno contro gli interessi dei consumatori e del paese, come quella che riguarda le assicurazioni, che discuteremo in seguito.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 424
Votanti 414
Astenuti 10
Maggioranza 208
Hanno votato
408
Hanno votato
no 6).

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