Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 229 del 26/11/2002
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(Iniziative volte alla stabilizzazione dei lavoratori precari del Ministero della giustizia - n. 3-01417)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia Vietti ha facoltà di rispondere all'interrogazione Grandi n. 3-01417 (vedi l'allegato A - Interpellanza ed interrogazioni - sezione 4).

MICHELE GIUSEPPE VIETTI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo ha presentato alla Camera il disegno di legge finanziaria per il 2003 in cui si autorizza, fra le altre amministrazioni, quella della giustizia ad avvalersi, sino al 31 dicembre 2003, del personale di servizio con contratti di lavoro a tempo determinato.
Il disegno di legge consente pertanto di prolungare, seppur per un periodo circoscritto, la proficua collaborazione prestata presso l'amministrazione giudiziaria dai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato. Gli auspici del Ministero sono ovviamente nel senso dell'approvazione di questa norma; il lasso di tempo costituito dalla proroga di un anno dei contratti a tempo determinato consentirà di studiare i tempi e le modalità con cui introdurre l'eventuale stabilizzazione di questi lavoratori, prospettiva senz'altro interessante, in quanto consentirebbe all'amministrazione di continuare ad avvalersi di personale con buona esperienza professionale.

PRESIDENTE. L'onorevole Grandi ha facoltà di replicare.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei potermi dichiarare soddisfatto, anche perché mi sembra di aver capito che l'obiettivo della soluzione del problema è in qualche modo condiviso, sia pure come auspicio.
Purtroppo non posso farlo perché in occasione della legge finanziaria citata, almeno nella prima lettura della Camera - e naturalmente l'onorevole Vietti ed il Governo hanno la possibilità di correggerla nel passaggio al Senato ed io sarei ben lieto di dargli atto della correzione della situazione - , è stata confermata la previsione della legge finanziaria.
La previsione contenuta nel disegno di legge finanziaria è a mio avviso sbagliata per queste ragione. In primo luogo, perché anche l'onorevole Vietti in risposta all'interrogazione parla di buona professionalità; siamo quindi di fronte a 1850 lavoratori considerati utili ai lavori della amministrazione della giustizia. Non si tratta quindi di lavoratori in esubero; anzi, senza di essi i settori della amministrazione della giustizia avrebbero qualche difficoltà. Non vorrei dire che si arresterebbero, ma è abbastanza noto all'onorevole Vietti come a me che uno dei grandi problemi è spesso rappresentato dal fatto che i magistrati non hanno il personale sufficiente per poter operare. Di conseguenza, 1850 persone impiegate in questi lavori sono effettivamente importanti per il funzionamento della amministrazione della giustizia.
In secondo luogo, per il 2003 tutto è «coperto», nel senso che vi è la possibilità di una proroga del contratto a tempo determinato sino al 31 dicembre 2003. A questo proposito si prospetta un problema: sei anni - ora andiamo verso i sette anni - di proroga di contratti a tempo determinato sono effettivamente molti. Ormai è già stato sperimentato che il loro contributo è utile e positivo, che l'amministrazione ne ha bisogno e un'ulteriore proroga, francamente, è difficilmente comprensibile.
Arriviamo poi alla questione che, soprattutto nel corso della discussione della legge finanziaria, è quella con la quale ci si deve misurare, la questione dei costi: tale questione, francamente, non esiste perché prorogare il contratto di un lavoratore fino al 31 dicembre 2003 o assumere


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un lavoratore sino al 31 dicembre 2003, dal punto di vista dei costi, è esattamente la stessa cosa. Il vero problema è che, dietro la norma, così come la finanziaria ha deciso di costituirla, esiste naturalmente il rischio che, per la fine del 2003, si apra nuovamente il problema della conferma o della mancata conferma, di conseguenza, ciò che manca è l'impegno di prospettiva.
Vorrei dire quindi all'onorevole Vietti che l'argomento del ministro dell'economia e delle finanze sarebbe stato difficile da superare qualora non fosse previsto il finanziamento per tutto il 2003; ma poiché il finanziamento per il 2003 è integralmente previsto, non si capisce perché all'amministrazione della giustizia non sia stata data la possibilità di procedere con normalità alla stabilizzazione di questi lavoratori, dal momento che l'onere che li riguarda è esattamente previsto.
Quindi, il mio auspicio è, in primo luogo, che il Ministero della giustizia prema sul Ministero dell'economia perché al Senato, durante la discussione della finanziaria, venga corretto l'errore che è stato commesso alla Camera respingendo un mio emendamento che andava in questa direzione. In secondo luogo, mi auguro che il Ministero della giustizia, di conseguenza, sulla base di una pressione adeguata sul Ministero dell'economia, ottenga le condizioni per procedere alla stabilizzazione di questi 1.850 lavoratori.
Sarei ben lieto in futuro di poter dare atto al ministero di avere ottenuto questo risultato e agito positivamente. Oggi debbo dire che esso soggiace alla preponderanza del Ministero dell'economia che però, in questo caso, agisce francamente in modo irragionevole.

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