Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 227 del 21/11/2002
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(Manifestazione sull'immigrazione svoltasi a Roma il 2 novembre 2002 - n. 2-00539)

PRESIDENTE. L'onorevole Pistone ha facoltà di illustrare la sua interpellanza urgente n. 2-00539 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 16).

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, come, peraltro, si evince dal testo dell'interpellanza, sottoscritta da numerosissimi colleghi (potevano esser molti di più, per ragioni di tempi parlamentari mi sono fermata a questo numero, ma credo che la condivisione fosse molto più ampia) abbiamo assistito, per fortuna non in diretta, non essendo presenti fisicamente, alla manifestazione che si è tenuta a Roma in piazza Santi Apostoli organizzata da Forza nuova con la presenza dell'onorevole Borghezio. Sono apparse alcune notizie Ansa relativamente al giorno della manifestazione del seguente tenore: abbiamo l'orgoglio di rifarci a quel movimento che ha sconvolto nel bene l'Europa e a Mussolini che è ancora la spina nel fianco dei poteri forti dell'Europa.
Il pubblico urlava: «duce, duce», dopo aver cantato l'inno d'Italia e qualche giovane militante bruciava la bandiera di Alleanza nazionale. La manifestazione nazionale di Forza Nuova, a cui ha partecipato l'onorevole Borghezio, ha contato la presenza di circa 350 persone, tra i quali un centinaio di disoccupati napoletani. Negli striscioni esposti vi era scritto: «Non passa lo straniero», «Boia chi molla», «Immigrazione: cimitero dei popoli». Sono stati cacciati a calci e a spintoni alcuni giornalisti e troupe televisive (in particolare la troupe di Sciuscià e di Enrico Lucci delle Iene).
Dal palco tutti i «camerati» (tra virgolette) sono stati invitati a rispettare un minuto di silenzio per le vittime del terremoto e ad accendere le fiaccole in ricordo di tutti i camerati caduti.
Replicando ad un alto esponente della comunità ebraica, Borghezio ha detto: ci ha accusato di antisemitismo e di xenofobia. Borghezio si è inoltre chiesto (d'altronde queste scene sono state viste pubblicamente anche nelle nostre televisioni) «come mai nel ghetto non vi sono vu cumprà ? Ciò perché si fanno pulizia da soli. Noi, è stato affermato, siamo separatisti come loro e vogliamo fare pulizia non solo davanti alla sinagoga».
Hanno invocato ovviamente il pericolo islamico e la loro guerra santa. Ritengo siano già troppe le cose pronunciate in quest'aula, in questo Parlamento per dar luogo all'interpellanza che ho ritenuto di presentare, insieme a molti parlamentari, poiché ci è sembrato anche di non intravedere, e francamente ciò mi è dispiaciuto, nessuna forma di dissociazione da parte di alcuni membri del Governo.
Lo voglio dire perché mi sembra fondamentale ricordare che i tre ministri della Lega non abbiano detto nulla sulla giornata che si è svolta a Roma. Il ministro Castelli spesso e volentieri è molto sollecito nel censurare i giudici ed io non ho nulla in contrario in merito a ciò, nel senso che i giudici, molte volte, sono assolutamente censurabili. Non ho riscontrato altrettanta sollecitudine nel censurare atteggiamenti di questa natura.
Penso che chi vuole realmente garantire serenità e sicurezza alla comunità nazionale avrebbe il dovere civile non soltanto di censurare, bensì di impedire che certe manifestazioni abbiano luogo e non tollerare che simili iniziative, che ripugnano alla coscienza democratica dell'intera Europa, abbiano luogo, proprio nella nostra città, che non è la prima volta che vede queste manifestazioni, essendosi esse già svolte e quindi essendo semplicemente


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manifestazioni di cui si sapeva già il contenuto provocatorio e sicuramente censurabile.
Mi riferisco a Milano e alla manifestazione tenuta il 28 ottobre a piazza Vittorio qui a Roma, nella stessa città.
Per questo con tale interpellanza ci rivolgiamo al Governo per comprendere quali atteggiamenti intenda tenere nei confronti di tali esternazioni e se certe manifestazioni abbiano in pratica il diritto di esistere.

PRESIDENTE. Il Sottosegretario di Stato per l'interno, onorevole Mantovano, ha facoltà di rispondere.

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla vicenda posta all'attenzione del Governo dall'onorevole Pistone e dagli altri interpellanti riferisco gli elementi conoscitivi forniti dalla questura di Roma, oltre a qualche sintetica considerazione.
Come è stato ricordato il 2 novembre scorso, in piazza Santi apostoli si è svolta una manifestazione indetta dal movimento politico Forza nuova sul tema dell'immigrazione. Di tale manifestazione era stato dato preavviso. Essa ha visto la partecipazione di circa 300 persone e durante la stessa vi sono stati diversi interventi.
Nel corso della manifestazione alcuni partecipanti hanno dato luogo ad espressioni che richiamavano simboli e slogan del periodo fascista, anche mediante l'esposizione di striscioni. Di quanto avvenuto nel corso della manifestazione la Digos della questura di Roma ha inoltrato dettagliata informativa all'autorità giudiziaria che sta svolgendo ulteriori accertamenti anche con l'ausilio di riprese video, al fine di individuare i soggetti intervenuti e i comportamenti eventualmente illeciti riferibili penalmente e personalmente.
Mi permetto di dire, come nella risposta alla precedente interpellanza, quando ho rivolto l'auspicio per una rapida definizione della vicenda, cambiando tutto ciò che c'è da cambiare, che nella risposta all'interpellanza attuale auspico un'efficace definizione della vicenda.
La valutazione dell'ordine pubblico è una valutazione complessa: faccio riferimento alla richiesta presente nel testo, e che è stata ribadita nella esposizione, a che non vengano più autorizzate in futuro analoghe manifestazioni. L'ordinamento non prevede un potere generale di divieto delle riunioni che prescinda dai caratteri e dalle specifiche modalità di tempo e di luogo di ciascuna iniziativa.
Il diritto di riunione, purché esercitato in modo pacifico e senza armi, riveste, mi sembra superfluo ricordarlo, rango costituzionale ed il suo esercizio non è sottoposto ad autorizzazione di sorta. L'articolo 17 della Costituzione prevede soltanto un onere di preavviso alle competenti autorità, dove la riunione si svolga in luogo pubblico.
La riunione può essere vietata, secondo la stessa disposizione costituzionale, solo per comprovati motivi di sicurezza ed incolumità pubblica, ma soltanto a condizione che sussista un pericolo concreto e non meramente probabile per la sicurezza o l'incolumità dei cittadini.
Peraltro, l'interruzione di manifestazione in corso presuppone una valutazione sul momento dell'ordine pubblico in una determinata zona che non deve trascurare gli effetti pregiudizievoli per la sicurezza e lo stesso ordine pubblico. Vorrei ricordare che contestualmente alla manifestazione organizzata da Forza nuova, a poca distanza, in piazza del Campidoglio ha avuto luogo un presidio, con la partecipazione di circa 500 persone, dell'associazione Senza confini e del Social forum di Roma, anche su mandato dell'associazione degli ex partigiani, degli ex deportati e perseguitati del nazifascismo per protestare contro l'iniziativa di Forza Nuova.
Colgo l'occasione per ribadire ancora una volta l'atteggiamento del Governo in tema di libera manifestazione del pensiero, che si traduce nel garantire concretamente l'esercizio del diritto di ogni gruppo di organizzare iniziative volte a sostenere le proprie tesi, purché tutto avvenga nel rispetto del dettato costituzionale, nel rispetto dell'ordinamento vigente e, quindi, anche delle norme che impongono


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di tutelare l'onorabilità degli altri, salve le valutazioni che su fatti eventualmente illeciti siano svolte in un secondo momento dall'autorità giudiziaria a cui le forze di polizia hanno riferito e riferiranno i fatti medesimi.

PRESIDENTE. L'onorevole Pistone ha facoltà di replicare.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, io mi trovo soddisfatta per un verso - che il sottosegretario ha sottolineato, a mio avviso, molto correttamente - e cioè per quanto riguarda l'apertura di un'indagine da parte della DIGOS, ma, per altro verso, soprattutto, dell'efficacia che questa indagine potrà avere, anche in tempi rapidi. Su questo sono assolutamente d'accordo e questa iniziativa mi fa piacere, perché considero questo tipo di manifestazioni di piazza non manifestazioni del libero pensiero - per le quali mi batterò finché avrò voce e vita - ma manifestazioni francamente da vietare, perché in esse si inneggia a disvalori e comunque offendono fortemente il dettato costituzionale. Di questo si tratta.
E quando dall'altra parte, in maniera assolutamente pacifica, ma molto seria e forte, le associazioni di partigiani e deportati hanno manifestato contro la manifestazione che si teneva nello stesso momento in piazza Santi Apostoli, hanno reso un servizio alla democrazia e alla memoria di questo paese. Essi hanno chiesto anche un incontro urgente al Presidente Ciampi su questo tema. L'ho già detto: il problema non è se manifestare o meno. Come abbiamo visto, a Firenze si è manifestato in maniera pacifica (poi ci sono stati altri risvolti certamente meno lieti o, francamente, dal mio punto di vista, censurabili).
In ogni caso, io penso che la coscienza di tutti i cittadini italiani - non di una parte di essi - venga fortemente offesa dalle espressioni di odio xenofobo e razzista, peraltro alla presenza di un parlamentare.
L'onorevole Mantovano adesso è qui, in qualità di sottosegretario, e mi ha dato una risposta, ma certamente non vi è stata alcuna presa di posizione ufficiale da parte del Governo e da parte di forze che compongono la maggioranza di Governo per condannare tali atteggiamenti e la partecipazione di un loro esponente - ripeto, un parlamentare - a questa manifestazione.
So perfettamente che la questura non dà autorizzazioni. Alla questura viene data la segnalazione di una manifestazione. Inoltre, la questura (me ne sono interessata personalmente), di fronte alla richiesta o alla sottoscrizione di un parlamentare, precisa che la stessa proviene da un parlamentare. Borghezio ha inviato la comunicazione della manifestazione. Non lo ha fatto l'ultimo cittadino di passaggio, ma un parlamentare, non della Repubblica italiana, ma del Parlamento europeo, in ogni caso facente parte di un partito che sta al Governo.
Credo che queste manifestazioni non siano una rivelazione dell'ultima. Sicuramente di esse se ne è a conoscenza. Infatti, si sa perfettamente che, se Forza Nuova si raduna, lo fa per dire e fare certe cose. Di ciò abbiamo avuto un'ampia dimostrazione; non abbiamo più bisogno di avere dimostrazioni di questo genere. Credo offendano fortemente tutti i cittadini, le istituzioni, questo Parlamento e la nostra storia, la storia di questo paese, la storia che ha reso l'Italia una Repubblica, per fortuna.
Provo molto rispetto nei confronti di coloro che sono scesi in campo per prendere posizione. Mi rivolgo, dunque, ai presidenti dell'ANPI, a Massimo Rendina, al presidente di Giustizia e Libertà, a Vittorio Cimioto, al vicepresidente dell'ANPI, a Pietro Amendola, con i quali noi, in rappresentanza delle istituzioni, siamo andati di fronte alle lapidi. Non possiamo, dunque, utilizzare due pesi e due misure.
So che il sottosegretario Mantovano non la pensa così. Lo so perfettamente, ma io, come parlamentare, come esponente del popolo italiano, oltreché di una forza politica, quella dei Comunisti italiani (ma - lo ripeto - quest'interpellanza è sottoscritta da tantissimi colleghi di tutti i


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gruppi dell'opposizione), ritengo che questa manifestazione sia incostituzionale ed illegittima e che manifestazioni del genere non possano più essere autorizzate da alcuno. Anche se vengono notificate, deve esserci un rifiuto a priori a manifestazioni di questo tipo che non sono, sottosegretario, di libero pensiero, perché su tutte le altre do la mia totale adesione, non solo personale. Queste sono incitazioni all'odio e manifestazioni che evocano periodi del passato, che sono anche vietate dal nostro dettato costituzionale.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
Ringrazio i colleghi intervenuti ed il Governo. Non si può dire che il sindacato ispettivo oggi non abbia sviluppato, alla massima dimensione, la sua potenzialità e la sua arte!

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