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PRESIDENTE. L'onorevole Pecoraro Scanio ha facoltà di ALFONSO PECORARO SCANIO. Il tema della tutela dei consumatori e degli agricoltori resta per noi Verdi un argomento centrale, nonché, per quanto mi riguarda, una scelta strategica, avendolo seguito quando ero presidente della Commissione agricoltura e poi ministro, e che ancora oggi continuiamo a seguire. Lo sviluppo economico del nostro paese si persegue non solo con le affermazioni e le chiacchiere, ma difendendo poi seriamente in sede europea - perché anche in questo caso stiamo parlando di una vicenda europea - il contesto specifico italiano.
Ciò creava, nel settore del biologico e del biodinamico, situazioni anomale. Questo benemerito decreto del Presidente della Repubblica dell'aprile del 2001 è riuscito a rompere questo ingranaggio.
europea la nuova formulazione dell'articolo 38, come modificato con il consenso delle parti.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la salute, senatore Cursi, ha facoltà di CESARE CURSI, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, vorrei rassicurare l'onorevole Pecoraro Scanio. Nella brevità della risposta sono contenuti due impegni precisi che egli ha richiesto con quest'interpellanza, alla quale rispondiamo su delega della Presidenza del Consiglio dei ministri.
PRESIDENTE. L'onorevole Pecoraro Scanio ha facoltà di ALFONSO PECORARO SCANIO. Signor Presidente, diversamente dalla risposta sulla problematica relativa al transgenico, questa volta posso dichiararmi soddisfatto. In una visione in cui, come Verdi, badiamo ai contenuti e non agli schieramenti in astratto, siamo contenti quando capita - purtroppo, non troppo frequentemente - di veder accolte alcune istanze che sono di buonsenso e di merito.
funzionari della Commissione europea, del Consiglio europeo e dell'Unione europea possono, come tutti gli esseri umani, essere fortemente influenzati da lobby che sono particolarmente potenti; quelle esistenti nel settore del transgenico sono un esempio di lobby potentissime e, forse, uno degli esempi più scandalosi di quanto l'Unione europea sia sensibile, in certe situazioni, alle lobby più che ai poteri democratici del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali.
Si tratta di una questione estremamente delicata. Il 16 ottobre 2002 la Commissione europea avvia una procedura di infrazione relativa ad un regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 23 aprile 2001, n. 290. Si tratta di un regolamento di semplificazione dei processi di autorizzazione alla produzione, all'immissione in commercio e alla vendita di prodotti fitosanitari e relativi coadiuvanti, riguardanti l'agricoltura biologica e biodinamica.
Sapete - probabilmente per averlo letto - che il nostro paese è diventato il primo paese d'Europa per superfici biologiche, più di 1 milione di ettari; e poi ci troviamo di fronte ad un Parlamento nel quale si parla sempre di semplificazione!
Questo regolamento ha compiuto un'opera benemerita, ha eliminato un paradosso: in Italia, per anni - pur tentando di approvare alcune leggi, nonostante l'opposizione lobbistica da parte delle industrie della stessa filiera, vale a dire quelle dei pesticidi, ovvero dei prodotti fitosanitari, che sono le stesse della farmaceutica, le stesse che producono il transgenico -, se si voleva usare la sabbia al quarzo (la polvere di quarzo) in agricoltura, occorreva registrarla, attraverso una procedura lunghissima, come se si trattasse di un farmaco. Questo valeva anche per il propoli, che se lo si voleva utilizzare in agricoltura, bisognava registrarlo, con una lunghissima procedura, come prodotto fitosanitario.
L'apertura della procedura di infrazione interviene quando, presso il Ministero delle politiche agricole e forestali, è stato già raggiunto un accordo tra le parti interessate per una modifica del decreto, con specifico riferimento agli articoli 19, 20 e 38 di tale regolamento.
Nel frattempo, nell'ambito di una revisione complessiva del regolamento, vi fu un'ulteriore discussione nell'ambito di una commissione, nella quale erano rappresentate le organizzazioni professionali e dalla quale erano state inspiegabilmente escluse le organizzazioni dell'agricoltura biologica ed biodinamica, che avevano svolto una parte attiva nella precedente azione.
A questo punto accade che Agrofarma - l'Associazione nazionale dei prodotti di pesticidi (in inglese pesticide, forse in italiano suona male e, quindi, i produttori facenti parte di questa associazione dicono che non si dovrebbe dire pesticidi), allora parliamo di fitofarmaci - prima ricorre al TAR contro questo decreto e il ricorso non ha buon esito e poi, alla fine, tutti gli operatori del settore trovano un accordo e l'8 ottobre del 2002 raggiungono un'intesa al fine di eliminare alcuni eccessi di liberalizzazione. Siamo in un paese tanto liberista, ma quando viene emanato un decreto di liberalizzazione, emerge il timore di chi invece ha tendenze protezioniste.
Dunque, si trova un'intesa, nell'ambito della quale si cercano di eliminare gli eccessi di apertura presenti in questo decreto e si trova un accordo anche di fronte al TAR del Lazio, prevedendo un miglioramento della procedura attuale che tuteli il biologico e il biodinamico senza quelli che potevano essere considerati come elementi di eccesso.
Dopo l'8 ottobre, il 16 ottobre del 2002, la Commissione europea notifica al Governo italiano l'apertura di un procedimento di infrazione con riferimento al disposto di questo articolo 38 del regolamento, a seguito di segnalazione sul medesimo, presumibilmente inoltrata dalla stessa Agrofarma, alla quale, infatti, il Ministero della salute notifica la nota di Bruxelles, notificata anche al Ministero delle politiche agricole e forestali e agli altri Ministeri interessati.
Sostanzialmente, attraverso la sede europea, si cerca di procedere ad una pressione in Italia, che danneggia profondamente i produttori del biologico e del biodinamico del nostro paese.
Qual è la richiesta rivolta al Governo? Innanzitutto, chiediamo che si invitino le organizzazioni dell'agricoltura biologica e biodinamica a partecipare ai lavori della commissione istituita per la revisione del decreto del Presidente della Repubblica n. 290 del 2001; in secondo luogo, chiediamo di difendere il testo del regolamento, che si pone nell'ottica della semplificazione perseguita dall'Unione europea anche nel libro bianco sulla sicurezza alimentare. Peraltro, vorrei ricordarvi che, dopo il ricorso al TAR da parte di Agrofarma contro questo provvedimento, il Governo è venuto qui in aula nell'aprile 2002. In quell'occasione, il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali, onorevole Delfino, rispondendo ad un'interpellanza urgente di cui ero primo firmatario, ha difeso in Parlamento, a nome del Governo, l'attuale formulazione dell'articolo 38 del provvedimento. Quindi, l'attuale Governo ha continuato a difenderlo. All'epoca ho dato atto al sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali di difendere correttamente un'impostazione che tutela l'agricoltura italiana e i consumatori e che è nell'interesse dell'economia italiana.
Ci attendiamo che, anche in questa circostanza, il Governo recepisca l'accordo realizzato in modo ampio, anche con l'intesa delle associazioni del settore biologico e biodinamico, e che assuma opportune iniziative in sede europea per rispondere ai rilievi della Commissione europea, anche sulla scorta del nuovo testo dell'articolo 38 concordato tra le parti. Chiediamo, quindi, che si invii rapidamente alla Commissione
Riteniamo, invece, molto preoccupante la proposta interministeriale intervenuta il 14 novembre scorso che, in pratica, rischia di abrogare l'innovazione positiva, ritornando semplicemente alla situazione pregressa, che ha portato, addirittura, ad una serie di processi e di azioni giudiziarie di stampo proibizionista ed oscurantista nei confronti di chi in Italia si occupa di agricoltura biologica e biodinamica.
Quindi, su questa materia ci attendiamo risposte rassicuranti dal Governo.
Il Ministero delle politiche agricole e forestali, come ricordava giustamente l'onorevole Pecoraro Scanio, si è fatto carico di coordinare il lavoro di revisione del decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2001, n. 290, che tratta la materia dei prodotti antiparassitari. Un apposito gruppo di lavoro ha già tenuto numerose riunioni in cui è stata definita una prima bozza di revisione del decreto del Presidente della Repubblica n. 290 del 2001. Come rilevato nell'interpellanza, la Commissione europea ha recentemente avviato una procedura d'infrazione in relazione ai coadiuvanti e ai prodotti fitosanitari e in materia di prodotti utilizzati nell'agricoltura biologica. Naturalmente, è necessario procedere alla revisione del lavoro fin qui svolto, per tenere nel dovuto conto i rilievi sollevati dalla Commissione europea e per poter dare ad essi, quanto prima, risposte efficaci ed esaurienti.
I due impegni che assumiamo oggi in questa sede sono i seguenti. Fin dalla prossima riunione del gruppo di lavoro, prevista per il 25 novembre, verrà discusso tale argomento e alla riunione parteciperanno direttamente le organizzazioni dell'agricoltura biologica e biodinamica, che hanno già preso parte alle riunioni precedenti ed hanno contribuito alla stesura della citata bozza di revisione del decreto del Presidente della Repubblica n. 290 del 2001. Quindi, si tratta di un impegno preciso assunto dal Governo, come richiesto dall'onorevole Alfonso Pecoraro Scanio. Il Governo assume un identico impegno a difesa dei contenuti del regolamento, che mi sembra vadano oltre alcune aspettative, che è giusto difendere fino in fondo, perché i contenuti sono estremamente importanti.
Prendiamo atto con soddisfazione che le organizzazioni operanti nei settori del biologico e del biodinamico parteciperanno alla prossima riunione e, inoltre, che si parta dal livello di accordo già precedentemente raggiunto. Tale accordo tutela il principio della possibilità di fare, in modo intelligente, agricoltura biologica e biodinamica in Italia.
Colgo questa occasione per segnalare un aspetto importante; vale a dire che noi, a livello comunitario, non siamo una colonia dell'Unione europea. Questo concetto l'ho ribadito più volte anche in sede di Consiglio europeo; l'Italia è uno dei paesi membri, peraltro uno dei paesi fondatori della Comunità europea e, come tale, è compartecipe della legislazione europea.
L'Europa è una grande ricchezza e una grande risorsa ma non è un totem; cioè, i
Nel caso specifico, all'Unione europea e alla Commissione europea, va risposto con durezza ricordando che rispetto al regolamento italiano di semplificazione, hanno avviato una procedura di infrazione quando, nella Repubblica federale tedesca, è in vigore una legislazione identica che tutela i settori del biologico e del biodinamico, senza che sia stata sollevata alcuna eccezione.
Probabilmente, dobbiamo dare atto di ciò alle organizzazioni italiane operanti nei settori farmaceutico e dei pesticidi che, non a caso, in tanti anni sono riuscite sempre a bloccare, grazie ad un'opposizione costante, l'approvazione in Italia di una legge sui fitofarmaci; in aggiunta, occorre tenere presente anche una certa simpatia mostrata, per alcuni segmenti, da parte del Ministero della salute. Questo è il dato che ha condotto ministri, sia di centrodestra sia di centrosinistra, ad assumere nel settore della sanità una posizione, quanto meno discutibile, di eccesso di tutela di meccanismi che riguardano, da una parte, il transgenico e, dall'altra, le produzioni di queste industrie farmaceutiche. Pertanto, a mio parere, occorre assumere, in sede di Unione europea, una posizione molto netta.
In merito all'articolo 38, sono contento della seconda osservazione e cioè che il Governo si attesta sulla difesa dei principi e dei contenuti di quel decreto del Presidente della Repubblica da noi adottato all'epoca in cui dirigevamo il Ministero per le politiche agricole e forestali.
Ritengo inoltre molto positivo, una volta tanto, che, in alcuni settori e in parecchi ambiti del Ministero per le politiche agricole e forestali dell'attuale Governo, ci si mantenga - evitando quella specie di furia distruttrice di tutto ciò che è stato fatto in precedenza anche quando si trattava di cose condivise da gran parte degli operatori italiani - sulla difesa del biologico e del biodinamico. Ciò perché si tratta di una linea che, a mio parere, serve all'Italia, all'Europa e ai consumatori; non si tratta, quindi, di una linea che riguarda i verdi, i gialli, i rossi, i blu o gli azzurri. Si tratta, invece, di una linea che noi abbiamo perseguito perché serve al paese e dimostra inoltre come il gruppo dei Verdi sia, quando ragiona serenamente, molto più il partito del «sì» alle cose buone che non del «no». Infatti, noi, molte volte, dobbiamo dire di no perché ci vengono proposte delle cose scandalose che danneggiano il paese.
Quindi, vi ringraziamo perché, da questo punto di vista, speriamo di avere un segnale positivo a difesa del biologico e del biodinamico.


