Allegato A
Seduta n. 227 del 21/11/2002


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(Sezione 15 - Iniziative normative a tutela del personale delle forze dell'ordine che agisce per legittima difesa)

Q)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
domenica 27 ottobre 2002, grazie all'intervento dell'agente della polizia di Stato, Mario T., è stata sventata una rapina presso una sala scommesse in via Melandri a Roma;
l'agente di polizia, in quel momento fuori servizio, agendo a tutela dell'incolumità e della sicurezza dei numerosi presenti, dopo aver verificato che un suo intervento non avrebbe comportato rischio alcuno per i cittadini e dopo essersi altresì qualificato, è stato costretto a un conflitto a fuoco nel corso del quale hanno perso la vita due dei tre rapinatori;
da notizie di stampa si apprende che l'agente, il cui comportamento è stato oggetto di unanime encomio, sarebbe attualmente indagato per duplice omicidio volontario e ciò avrebbe creato sconcerto tra i colleghi del poliziotto e, in generale, tra i tutori dell'ordine, ai quali certamente sfugge il perché di una decisione che mette in discussione l'azione dell'agente, avvenuta in presenza di decine di testimoni, e che induce un senso di sfiducia in tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine, quotidianamente impegnati, tra mille difficoltà e pericoli, a svolgere il proprio dovere -:
quali iniziative di carattere normativo intendano intraprendere per mettere al riparo i tutori dell'ordine da eventuali lesioni alla loro professionalità e immagine derivanti da legittime iniziative della magistratura che inducono però l'opinione pubblica, e più in particolare i protagonisti di azioni meritorie, a ritenere ingiusta e persecutoria un'indagine penale.
(2-00523)
«Lo Presti, La Russa, Ascierto, Cannella».
(4 novembre 2002)