...
O)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
nel decreto-legge n. 245 del 4 novembre 2002, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dalle calamità naturali nelle regioni Molise e Sicilia, nonché ulteriori disposizioni in materia di protezione civile, non è stato previsto alcuno stanziamento per la provincia di Foggia, che pure è stata duramente colpita dal terremoto;
moltissimi paesi sono stati quasi del tutto distrutti e centinaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case;
la drammaticità della situazione è stata, inoltre, ampiamente illustrata dallo stesso prefetto di Foggia, che ha avuto modo di riferirne a tutte le autorità competenti -:
per quale motivo, in un momento così drammatico per il Paese, non si sia ritenuto necessario dare un contributo immediato a tutte le aree colpite dal terremoto e ci si sia dimenticati, in maniera davvero inqualificabile, delle popolazioni della provincia di Foggia;
se non si ritenga necessario ed urgente rimediare ad una così grave mancanza provvedendo ad emanare un ulteriore decreto-legge che stabilisca gli stanziamenti necessari per la provincia di Foggia.
(2-00530)
«Di Gioia, Boato, Intini, Boselli, Albertini, Buemi, Ceremigna, Pappaterra, Grotto, Villetti».
(5 novembre 2002)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
come è noto, il giorno 31 ottobre 2002 un intenso sisma ha colpito diversi comuni del Molise e della Puglia, causando decine di vittime e gravi danni a persone e cose;
tale sisma ha causato ingenti danni, oltre che nella regione Molise, in diversi comuni della provincia di Foggia e, a quanto risulta all'interpellante, oltre 600 sfollati in tali comuni;
il giorno stesso il Presidente del Consiglio dei ministri emanava un proprio decreto per dichiarare lo stato di emergenza nella provincia di Campobasso, senza che vi fosse alcun accenno alla situazione dei suddetti comuni;
il 4 novembre 2002 è avvenuto un incontro tra i 14 comuni dell'area della provincia di Foggia interessata dal sisma e il viceprefetto del capoluogo dauno, nel quale è stata fatta presente la grave situazione di questi comuni, alcuni dei quali hanno subito danni paragonabili a quelli dei vicini comuni molisani;
il 5 novembre 2002 si è svolto un incontro con il prefetto di Foggia, al quale sono stati invitati 28 sindaci di altrettanti comuni della provincia, comuni che con diversa intensità sono stati interessati dal sisma;
il 4 novembre 2002 il Governo ha emanato un decreto-legge nel quale, ancora una volta, nessuna misura veniva presa per i comuni pugliesi;
nel frattempo diversi deputati, sia della maggioranza che dell'opposizione, eletti nella provincia di Foggia, con una lettera al Presidente del Consiglio dei ministri, hanno fatto presente la grave situazione di quelle aree -:
se il Governo abbia apprezzato la gravità dei danni prodotti dal terremoto nei comuni pugliesi e quali motivazioni abbiano indotto il Governo ad escludere, in due diversi e successivi atti, i comuni pugliesi dalle misure di emergenza;
se il Governo intenda procedere, con la celerità richiesta dalle circostanze del caso, ad includere suddetti comuni, o almeno quelli maggiormente colpiti, nelle misure di emergenza.
(2-00538) «Violante, Folena, Bonito».
(7 novembre 2002)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
il 31 ottobre 2002 un terremoto di rilevante intensità ha colpito in modo disastroso la comunità di San Giuliano di Puglia, in provincia di Campobasso, causando il crollo di una scuola, la Francesco Iovine, che ha causato la morte di 26 alunni e di un'insegnante, nonché di un'abitazione dove hanno perso la vita due donne anziane;
questo tragico bilancio di vite umane si è accompagnato agli effetti devastanti sul patrimonio urbanistico e sulle attività economiche del territorio circostante;
il comune di San Giuliano di Puglia si trova in Molise ma a breve distanza dalla Puglia e segnatamente dal subappennino dauno e dalla provincia di Foggia, dove pure si sono verificati danni agli edifici ed alle attività, con un numero consistente di famiglie che sono state allontanate dalle loro abitazioni perché dichiarate inagibili;
ancora oggi continuano gli accertamenti sulle staticità degli edifici pubblici e privati;
in maniera sorprendentemente superficiale il Governo ha emanato i provvedimenti relativi alla dichiarazione dello stato di emergenza e le provvidenze per i primi interventi senza tenere in nessuna considerazione il territorio pugliese ed i comuni del subappennino dauno coinvolti nella medesima calamità -:
se intenda valutare la necessità di integrare l'ordinanza che delibera lo stato di emergenza ed il provvedimento legislativo che assicura le prime misure, tenendo conto di un'analisi meno superficiale e più tecnica, ma anche più giusta, che tenga conto degli effetti calamitosi del terremoto del 31 ottobre 2002 nei comuni limitrofi ricompresi nel territorio regionale pugliese.
(2-00542)
«Castagnetti, Carbonella, Sinisi, Fusillo».
(9 novembre 2002)