Allegato A
Seduta n. 227 del 21/11/2002


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(Sezione 3 - Commissariamento della Croce Rossa Italiana)

C)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
l'indipendenza della Croce rossa italiana è stata ferita da una grave ingerenza governativa con la nomina di un commissario e di un vice commissario;
non si comprende a quale norma ordinaria possano ricollegarsi lo scioglimento degli organi della Croce rossa italiana e il predetto decreto di nomina, che, tra l'altro, è privo di motivazione;
sono stati sostituiti organi democraticamente eletti e in servizio gratuito con funzionari che saranno stipendiati;
il Governo aveva rassicurato il Parlamento quando il Ministro Sirchia, rispondendo, presso la XII Commissione (Igiene e sanità) del Senato della Repubblica, all'interrogazione n. 3-00520, in data 27 giugno 2002, dichiarò che «è già prevista una proroga automatica dell'attuale dirigenza (era il 27 giugno 2002) della Croce rossa italiana di 45 giorni ... probabile che, entro questo periodo, la situazione possa essere risolta in via definitiva, in caso contrario, è comunque consentita una proroga ulteriore. Allo stato non si vede alcuna ragione d'ipotesi di commissariamento ed è perciò ragione di soddisfazione attendersi un esito positivo e definitivo della vicenda»;
ciò è stato poi ribadito dal Sottosegretario per la salute, dottor Guidi, che, rispondendo alla interrogazione n. 5-01030, il 15 ottobre 2002, ha affermato che: «vista l'importanza che la Croce rossa italiana ha in Italia e nel mondo, questo Governo, a differenza di chi ha preferito mantenere l'ente per troppi anni in uno stato di commissariamento, senza invadenze inopportune, farà di tutto perché la Croce rossa italiana sia sempre più uno degli esempi più importanti nel


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settore della solidarietà sociale nel nostro Paese» -:
quale sia stato il peso delle suddette dichiarazioni di esponenti del Governo nell'organo collegiale del Consiglio dei ministri;
chi sia stato, tra i Ministri, il proponente del commissariamento della Croce rossa italiana, visto che nel comunicato della seduta del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2002 non è specificato;
come mai vi sia stata una successione di atti normativi che contraddice la realtà. In effetti, lo statuto dell'associazione, approvato il 5 luglio 2002, recita all'articolo 56, secondo comma: «Gli organi eletti alla data di approvazione del presente statuto restano in carica con poteri di ordinaria amministrazione sino alla costituzione dei nuovi organi» e perciò, quand'anche il decreto-legge emanato in materia fosse decaduto, non si sarebbe dovuto procedere al commissariamento, perché gli organi dell'ente, alla data del 5 luglio 2002, erano ordinariamente prorogati ai sensi delle leggi vigenti. Peraltro, il citato decreto-legge non è stato convertito per responsabilità esclusiva del Governo e della maggioranza;
quale sia il motivo che ha indotto il Governo a sciogliere gli organi della Croce rossa italiana ed a nominare una gestione commissariale.
(2-00528)
«Castagnetti, Loiero, Monaco, Boccia, Burtone».
(4 novembre 2002)