Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 226 del 20/11/2002
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[Carenza di sezioni nella scuola pubblica dell'infanzia di Greve in Chianti (Firenze) - n. 3-01009]

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca onorevole Aprea, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Titti De Simone n. 3-01009 (vedi l'allegato A - Interpellanza e interrogazioni sezione 5).

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, credo che stavolta sarò più fortunata con l'onorevole Titti De Simone, perché mi sembra che la vicenda abbia avuto un esito positivo. La questione riguardante le difficoltà derivanti dall'elevato numero delle iscrizioni alla scuola dell'infanzia presso l'istituto comprensivo di Greve in Chianti - e, specificamente, la scuola dell'infanzia di Ponzano - ha trovato positiva soluzione. Infatti, pur trattandosi di esigenze che non riguardano la scuola dell'obbligo, per venire incontro alle famiglie residenti nel territorio, presso la scuola dell'infanzia di Ponzano è stato istituito un ulteriore posto rispetto alla dotazione già assegnata in organico di diritto. Quindi, almeno questo caso si è concluso felicemente.

PRESIDENTE. Mi complimento con l'onorevole Aprea.
L'onorevole Titti De Simone ha facoltà di replicare.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, noi naturalmente, per quanto riguarda questa questione, siamo soddisfatti della risposta. Ovviamente, in questo caso il problema è stato risolto, ma noi sappiamo bene che esso non riguarda soltanto la vicenda della scuola di Greve in Chianti. Purtroppo, vi sono molte situazioni analoghe in Italia che riguardano la sovrannumerarietà, perché il numero delle sezioni nelle scuole dell'infanzia - mi riferisco ovviamente a quelle statali - risulta ad oggi inferiore alle esigenze, dal momento che - come hanno confermato anche gli ultimi dati ISTAT (di cui, naturalmente, il sottosegretario è a conoscenza) - c'è stato un aumento delle iscrizioni.
Approfitto per dire che noi, naturalmente, continueremo a far presente e a denunciare queste situazioni, perché riteniamo si tratti dell'applicazione di principi costituzionali che non possono essere elusi, né scavalcati. La Costituzione, agli articoli 33 e 34, stabilisce infatti l'obbligo, da parte della Repubblica, di istituire scuole statali di ogni ordine e grado ed il diritto - e qui mi richiamo al fatto increscioso che si è verificato - dei cittadini, di tutti i cittadini, a frequentare la scuola statale che è la scuola che può garantire per tutti la libertà di insegnamento e, quindi, una formazione senza orientamenti predeterminati.
Naturalmente, noi crediamo che la frequenza della scuola privata sia una scelta legittima però, poiché questa scelta è


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molto spesso di orientamento religioso, deve essere comunque una scelta libera e non - come spesso avviene - un percorso obbligato a causa del fatto che le scuole statali dell'infanzia ad oggi non corrispondono al numero delle richieste.
Quindi noi ci rallegriamo per la soluzione di questa vicenda e speriamo che possa essere estesa a tutti quei casi analoghi che si stanno verificando in Italia, anche a fronte degli ultimi provvedimenti del Governo sulla dotazione degli organici all'avvio dell'anno scolastico, che hanno visto - come il sottosegretario sa - un'ulteriore riduzione di sezioni nelle scuole dell'infanzia.

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