Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 226 del 20/11/2002
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(Ridimensionamento delle istituzioni scolastiche - n. 2-00348)

PRESIDENTE. L'onorevole Titti De Simone ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00348 (vedi l'allegato A - Interpellanza e interrogazioni sezione 4).

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, si tratta dell'imminente bando del corso concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici che sarà riservato ai docenti con almeno un triennio di incarico di presidenza (sostanzialmente, si tratta del bando di un corso concorso per i presidi già incaricati), ma sappiamo che i posti stimati per questo corso concorso equivalgono alla metà di quelli vacanti, così come stimati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. I posti, infatti, saranno soltanto millecinquecento.
Ci chiediamo come siano stati fatti i conti da parte di questo ministero, vale a dire da dove scaturisca la cifra dei millecinquecento posti, a fronte delle necessità evidenti del doppio dei posti da ricoprire. Questa quantificazione dovrebbe, infatti, tener conto dei vuoti di organico, dei posti che si libereranno nel triennio a causa dei vari pensionamenti, di una quota del 25 per cento destinata alla mobilità e del fatto che, nel luglio del 2001, la previsione ammontava a circa tremila e cinquecento unità.
Se queste sono le procedure di legge, vogliamo capire come il ministero abbia fatto questi conti. Alla vicenda si aggiungono altri particolari. A parte questi millecinquecento posti, ne mancherebbero duemila che, al momento, non verrebbero messi a concorso.
Ci chiediamo - e questa è la domanda che rivolgiamo al Governo - se si tratti di posti che potrebbero essere cancellati definitivamente e se, in tale quadro, il Governo stia preparando una ridefinizione dei criteri di dimensionamento delle istituzioni scolastiche, in sintesi un ridimensionamento del numero di scuole nel paese, come, fra l'altro, proponeva, con una propria nota il 2 agosto scorso, il ministro Moratti nel suo carteggio con il ministro Tremonti.
Se fosse davvero questa l'ipotesi, la via per la razionalizzazione che il Governo sta continuando a fare (e che va verso la dequalificazione del sistema pubblico dell'istruzione), il numero delle scuole (oggi di circa 10 mila e 600 unità), potrebbe ridursi notevolmente (parliamo di circa mille posti in meno), con una contrazione di questa natura sull'organico dei dirigenti, dei direttori e degli assistenti amministrativi nel prossimo triennio.
Naturalmente, tutto ciò va anche a discapito del numero medio degli studenti che dovrebbe a questo punto salire in modo consistente, soprattutto per quanto riguarda la scuola dell'obbligo. Resta poi da chiarire l'esclusione del concorso ordinario di cui sostanzialmente si sono perse le tracce. Ancora oggi, dopo mesi di stallo, di questo concorso non se ne ha più alcuna notizia.
Per questa ragione, intendiamo rivolgere al Governo questi interrogativi e capire, quindi, se vi sia nell'intenzione del Governo stesso, a fronte del ridimensionamento del numero dei posti messi a disposizione con questo concorso, il disegno di ridimensionamento del numero delle istituzioni scolastiche nel paese per i prossimi anni.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, l'onorevole Aprea, ha facoltà di rispondere.


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VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, in risposta all'onorevole De Simone, interpellante, si premette che le disposizioni introdotte in materia di organizzazione scolastica dalla legge 28 dicembre 2001, n. 448, legge finanziaria 2002, in particolare dall'articolo 22, comma 9, prevedono che il primo corso concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici, disciplinato dall'articolo 29 del decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001, nella parte riservata ai presidi incaricati per la copertura del 50 per cento dei posti disponibili, si svolge sulla base di un bando indetto separatamente rispetto a quello del corso concorso ordinario.
Si conferma che, a breve, sarà bandito il suddetto corso concorso riservato, a seguito dell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, in data 4 ottobre 2002, del decreto presidenziale che autorizza questo ministero ad avviare le relative procedure concorsuali per complessivi millecinquecento posti. Ciò consentirà di colmare parzialmente il fabbisogno del personale dirigenziale nella scuola. Prevedibilmente, i vincitori potranno essere immessi nei ruoli con l'inizio del prossimo anno scolastico.
Quanto ai criteri da osservare per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche, si fa presente che la materia è stata disciplinata dal regolamento adottato con decreto del Presidente della Repubblica n. 233 del 18 giugno 1998, emanato in applicazione dell'articolo 21 della legge di delega n. 59 del 15 marzo 1997.
Nel citato regolamento sono stati definiti i criteri e i parametri che devono essere osservati per l'organizzazione della rete scolastica. Eventuali modifiche di tali criteri non potrebbero che essere adottati con le medesime procedure.
Quanto alla programmazione della rete scolastica, come è noto, la spesa è stata demandata dal decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998 alle regioni, che la definiscono, sulla base di piani provinciali, mentre l'istituzione, l'aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole, in attuazione degli strumenti della programmazione, è stata demandata dal decreto stesso ai comuni e alle province. Non potrebbe quindi essere il ministro a decidere il dimensionamento, né sono allo studio nuovi criteri di dimensionamento.
Per quanto riguarda il secondo concorso, quello ordinario, confermo che in tempi dovuti, ma certamente brevi, si procederà anche all'autorizzazione del secondo bando di concorso, ovvero quello ordinario. In questo momento non è possibile comunque indicare alcuna data con precisione.

PRESIDENTE. L'onorevole Titti De Simone ha facoltà di replicare.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il sottosegretario di Stato per la risposta che ci fornisce un quadro più chiaro della situazione, nonché riferimenti più precisi.
Tuttavia, il nostro grado di soddisfazione è parziale perché, come immagino possa essere parziale il grado di soddisfazione in generale rispetto a questo caos che è stato determinato, anche dalla sua risposta, ci sembra che venga confermato il quadro di incertezza, confusione, che rischia di creare demotivazione. Parliamo di personale della scuola che ha maturato una professionalità ed anche un diritto di poter accedere a livelli più alti della dirigenza scolastica. Delle 10 mila 700 istituzioni scolastiche che sono coperte di titolare, oggi soltanto 9 mila lo sono; altre ne rimarranno prive nel prossimo triennio, a causa di questo ridimensionamento dei posti ripartiti, ovvero dei millecinquecento posti ripartiti sulle diciotto regioni.
Pertanto, la nostra preoccupazione permane e ci rincuora il fatto che in questa sede lei abbia voluto chiarire, smentendo anche le dichiarazioni apparse sui giornali circa le intenzioni del ministro Moratti, che il Governo ha intenzione, da qui a breve, di porre mano al ridimensionamento degli istituti scolastici. È chiaro ed evidente anche per noi che, anche sulla base della riforma del titolo V della Costituzione, ci sono competenze passate


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ormai alle regioni e agli enti locali. È tuttavia anche vero che nel complessivo quadro della razionalizzazione a cui questo Governo sta lavorando, attraverso il ridimensionamento delle classi, l'accorpamento e l'aumento del numero di alunni per classe, già con questa legge finanziaria si stanno producendo, purtroppo, un ridimensionamento di numerose sezioni scolastiche ed, in alcuni casi, la chiusura di alcuni istituti.
Per queste ragioni, la nostra preoccupazione rimane assolutamente invariata e colgo l'occasione per sollecitare anche in questo caso il Governo affinché si proceda per coprire i posti vacanti per presidi, dando seguito in tempi brevi al concorso ordinario che, come qui è stato confermato, verrà bandito. Sappiamo bene invece che ciò non avverrà perché la copertura finanziaria, anche nell'ambito di questa legge finanziaria, non è prevista ed, ahinoi, immaginiamo che i tempi tanto brevi che il Governo vuole in questo momento indicare saranno in realtà assai più lunghi. Di questo naturalmente siamo molto preoccupati e continuiamo ad esserlo.

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