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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni, onorevole Innocenzi, ha facoltà di GIANCARLO INNOCENZI, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. In relazione all'atto parlamentare in esame, si ritiene di non poter esprimere alcuna valutazione in merito alla supposta volontà di alcuni esponenti di partito e delle istituzioni di non voler pagare il canone RAI, ovvero della ipotizzata disobbedienza fiscale da parte della regione Veneto, atteso che non si è a conoscenza né del reale tenore delle riferite dichiarazioni né del contesto in cui eventuali affermazioni in tal senso siano state rese.
PRESIDENTE. L'onorevole Ruzzante ha facoltà di PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, è la prima volta, in questa legislatura, che mi dichiaro soddisfatto della risposta ad una interrogazione, e volevo sottolinearlo.
sulla base di quanto preannunciato nell'ambito di dichiarazioni rese pubbliche.
Tuttavia, è appena il caso di sottolineare che, per qualsiasi violazione dell'obbligo di pagare il canone di abbonamento da parte di chiunque possieda o detenga un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radiodiffusioni - stabilito dal regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880 -, gli uffici competenti, accertata l'infrazione, non mancheranno di applicare la sanzione amministrativa prevista dal medesimo regio decreto, come modificato dal decreto legislativo del 18 dicembre 1997, n. 473.
Probabilmente, il Governo non condividerà le motivazioni per cui mi ritengo soddisfatto della sua risposta. Infatti, la mia soddisfazione deriva dal fatto che, attraverso queste dichiarazioni rese dal sottosegretario Innocenzi - ad di là del fatto che manca un giudizio politico, che mi sarei aspettato dal Governo in merito alle dichiarazioni citate nella mia interrogazione -, in qualche modo si smentisce quanto annunciato, durante la campagna elettorale, da alcuni partiti che compongono la maggioranza di Governo e poi ribadito dalle dichiarazioni del presidente della regione Veneto, onorevole Galan che, in tale sua veste - quindi con una funzione istituzionale -, aveva annunciato di non voler pagare, a nome della regione Veneto, il canone RAI. Ma ci sono state altre dichiarazioni riportate anche dalla stampa; cito quella del vicepresidente della Commissione di vigilanza sui servizi radiotelevisivi, onorevole Caparini che, durante il congresso del suo partito - come testimoniato anche da un quotidiano nazionale la Repubblica -, aveva dichiarato di non voler pagare il canone RAI e, addirittura, di non averlo mai pagato.
Caro sottosegretario, ci sono siti di partiti di governo, come quelli della Lega nord del Trentino o della provincia di Brescia, che invitano i cittadini a disdire il canone RAI.
Allora, signor sottosegretario, sono soddisfatto della sua risposta, perché ha chiarito ai partiti che compongono la sua maggioranza di Governo e ad autorevoli esponenti che siedono nei banchi della Camera che non è possibile annunciare di non pagare il canone RAI: si tratta di un reato previsto dalla nostra legislazione; inoltre, ha chiarito che, se questi movimenti intendono modificare le leggi, come hanno preannunciato durante la campagna elettorale, lo devono fare attraverso atti legislativi che vadano a modificare il regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269. C'è, dunque, una sanzione amministrativa che deve essere pagata. Mi auguro che, anche attraverso quest'interrogazione, si proceda a verificare se l'onorevole Caparini e il presidente della giunta regionale del Veneto Galan paghino o meno il canone RAI,
Comunque, i casi sono due. Erano balle le iniziative annunciate. Erano balle le promesse elettorali, perché sono state fatte promesse elettorali da parte di rappresentanti di alcuni gruppi politici, i quali avevano preannunciato l'eliminazione del canone RAI. In tal caso, suggerisco a quelle forze politiche di eliminare, almeno dai propri siti di riferimento, gli annunci sull'eliminazione del canone RAI, che risultano superati dalla dichiarazione del rappresentante del Governo, e di chiedere scusa agli elettori che, magari, hanno espresso con il voto il loro appoggio politico a questi partiti sulla base di un obiettivo preannunciato durante la campagna elettorale.
Se, invece, non si è trattato di bugie e se si ha intenzione di cancellare il canone RAI, intenzione non annunciata dal rappresentante del Governo, mi domando perché possano dichiararlo pubblicamente soltanto l'onorevole Caparini, il quale ricopre anche un ruolo istituzionale, essendo vicepresidente di una Commissione di vigilanza sulla RAI, ed il presidente Galan. Come ultima considerazione, sinceramente non credo che la nostra Costituzione e la nostra legislazione consentano di mettere i cittadini su un piano di diversità dal punto di vista fiscale; ritengo, quindi, che l'onorevole Caparini e il presidente Galan siano sullo stesso piano di qualsiasi altro cittadino. Se pretendiamo il canone - e sento dalle parole del sottosegretario di Stato che continuiamo e continueremo a pretenderlo - da tutti i cittadini, anche l'onorevole Caparini ed il presidente Galan dovranno cominciare a pagarlo.


