Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 226 del 20/11/2002
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(Pagamento degli arretrati alle ditte preposte alle pulizie nelle scuole - n. 3-01603)

PRESIDENTE. L'onorevole Dorina Bianchi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01603 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).

DORINA BIANCHI. Signor Presidente, signor ministro, onorevoli colleghi, con nota n. 645 del 1o ottobre 2002 indirizzata ai direttori generali regionali, la direzione generale del personale della scuola ha assicurato che si sta provvedendo al pagamento degli arretrati alle ditte per la pulizia delle scuole. La notizia appare priva però di fondamento giacché alla data odierna il relativo decreto amministrativo di ripartizione non risulta ancora emesso.
Le ditte di pulizia rischiano il fallimento per le onerose esposizioni bancarie alle quali nell'anno in corso sono state costrette a ricorrere. Chiedo pertanto al ministro quali interventi urgenti intenda assumere per pagare finalmente le spese concernenti gli arretrati alle ditte per la pulizia nelle scuole o, visto anche lo stato di agitazione delle migliaia di dipendenti, se non ritenga opportuno autorizzare le istituzioni scolastiche ad anticipare, compatibilmente con le risorse disponibili, le somme ancora dovute alle cooperative stesse.

PRESIDENTE. Il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dottoressa Letizia Moratti, ha facoltà di rispondere.

LETIZIA MORATTI, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 ha previsto il trasferimento nei ruoli dello Stato del personale amministrativo tecnico e ausiliario delle scuole, dipendente degli uffici degli enti locali, senza oneri per lo Stato. In via interpretativa si è ritenuto che, oltre al personale amministrativo e tecnico, dovessero essere trasferiti allo Stato, sempre senza oneri, i contratti stipulati dagli enti locali per l'affidamento del servizio di pulizia nelle scuole. Il subentro dello Stato nei contratti di appalto per lo svolgimento dei servizi di pulizia nelle scuole ha comportato, invece, ovviamente, un onere rilevantissimo, non previsto e non coperto dalla legge n. 124 del 1999. Questa è la situazione ereditata dal Governo che ha dovuto provvedere, in primo luogo a quantificare l'onere e, successivamente, a reperire le risorse. A tal fine nel disegno di legge recante disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione, presentato dal Governo alla Camera nel dicembre 2001, è stata inserita una disposizione che stanziava le risorse apposite, necessarie per provvedere all'onere per gli appalti delle pulizie nelle scuole, incrementando il finanziamento iscritto nell'unità previsionale di strutture scolastiche di 151 milioni di euro per il 2002, 173 per il 2003 e 135 a decorrere dal 2004. Il disegno di legge non ha potuto essere approvato in tempo utile per l'avvio dell'anno scolastico 2002-2003.
Al fine, quindi, di evitare disservizi, la disposizione contenuta nel disegno di legge non ancora approvato, è stata inserita nel decreto-legge n. 212 del settembre 2002.
I piani di ripartizione delle risorse finanziarie sono stati trasmessi al Ministero dell'economia e delle finanze per l'adozione delle prescritte variazioni di bilancio. Il provvedimento è, attualmente, alla firma del titolare del dicastero dell'economia in attesa, peraltro, della conversione del decreto-legge che è stato oggi convertito dall'Assemblea. Dunque, appena acquisite le necessarie risorse finanziarie, in corso di acquisizione, gli uffici scolastici regionali provvederanno con la massima tempestività ad erogare le somme in oggetto.

PRESIDENTE. L'onorevole Dorina Bianchi ha facoltà di replicare.

DORINA BIANCHI. Signor ministro, mi ritengo parzialmente soddisfatta in quanto spero che il Ministero dell'economia e


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delle finanze dia risposta positiva a questo problema. Devo dire che sono soddisfatta della risposta del ministro dell'istruzione che si è subito attivato rendendosi conto che questo era un problema, per onestà di cronaca, oneroso e proveniente dalla scorsa legislatura. Vorrei ricordare che sono in gioco non solo 16 mila posti di lavoro di lavoratori socialmente utili ma anche numerosi disagi cui dovranno far fronte tutti gli istituti scolastici del nostro paese.

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