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PRESIDENTE. L'onorevole Russo Spena ha facoltà di
interrogazione n. 3-01599 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2).
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, lo sconcerto democratico per l'indecente inconsistenza dell'operazione repressiva costruita contro il movimento no global cresce di ora in ora, di pari passo con la lettura dell'ordinanza degli arresti. Sofferenze a persone, solo perché si oppongono, alludono ad un altro mondo possibile. Noi tutti - allora si sappia - siamo sovversivi!
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Russo Spena, le procure della Repubblica di Roma, di Genova, di Torino e di Napoli, all'uopo interessate ed interpellate, hanno escluso che i ROS dei carabinieri abbiano mai sottoposto dossier, con i teoremi descritti dall'interrogante, alla loro attenzione, tantomeno il dossier di 980 pagine che sarebbe stato preparato da sei mesi dai ROS, evocato nella stessa interrogazione. Parimenti, la procura di Cosenza ha comunicato che nessuna delle circostanze rappresentate dall'interrogazione risulta agli atti del procedimento pendente presso quell'ufficio. In particolare, si esclude che la sezione anticrimine dei carabinieri di Catanzaro, delegata dalla procura della Repubblica di Cosenza, abbia condotto indagini sugli incidenti di Napoli e di Genova, limitandosi ad indagare su attività in essere nel territorio calabrese. Fin qui, le risposte formali giunte dalle procure della Repubblica.
PRESIDENTE. L'onorevole Russo Spena ha facoltà di GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, signor ministro, credo che si debba andare al di là delle giustificazioni formali. Credo che lei abbia avuto, nel corso della sua illustrazione, e la ringrazio di questo, un lapsus. Ha fatto riferimento alle preoccupazione del Governo prima di Napoli. Probabilmente, intendeva riferirsi alle preoccupazioni del Governo prima di Firenze.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Sì, sì, prima di Firenze.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Il cambio di città è importante perché vogliono far ripiombare il movimento su quello che è successo a Napoli. È innegabile...
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Rimanga a verbale Firenze.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Sì, vede che l'aiuto a correggersi, signor ministro? È innegabile che si è aperto un problema istituzionale grave e la gravità aumenta con la caduta progressiva di ogni sistema di controllo. Questo mi pare il punto. Aumentano l'opacità delle decisioni, la clandestinità delle indagini, una pervasività del controllo perché vi è una strategia internazionale, a nostro avviso, dentro il ventre stesso della globalizzazione liberista. Certo, i ROS, lo sappiamo bene (sono stato otto anni in antimafia), sono un organismo complesso e, pertanto, non facciamo di tutta l'erba un fascio. Non l'ho fatto personalmente nemmeno quando ho scritto la relazione Impastato.
PRESIDENTE. Onorevole Russo Spena, è andato un po' oltre i termini. Si tratta di termini iugulatori, me ne rendo conto, ma non li ho inventati io! Si immagini se non la capisco!
È un fatto, non di banale repressione, ma politicamente grave; un tratto che separa uno Stato di diritto da una propensione eversiva di segmenti di apparati. Chi, per mesi, ha costruito questo teorema, questa grottesca paccottiglia accusatoria?
Le smentite formali non salvano nemmeno l'anima. Per nove mesi - lo sappiamo - per le procure d'Italia si è aggirato un dossier dei ROS dei carabinieri fino a quando non ha trovato a Cosenza un ambiente accogliente.
Possono - chiediamo al Governo - settori dello Stato lavorare autonomamente su presupposti pregiudiziali e non per indagini su notizie precise di reato?
Il Governo, tuttavia, ribadisce in questa occasione, come già ebbe modo di fare alla vigilia del convegno no global di Napoli, che intende garantire la pacifica libertà di manifestazione e, nel contempo, naturalmente anche la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale delle nostre città e la sicurezza dei cittadini. In quest'ottica, è giusto e doveroso identificare e perseguire tutti coloro che si siano resi responsabili di atti di devastazione, di violenza o di aggressione alle forze dell'ordine, mentre ribadiamo con forza che in uno Stato democratico nessuno può essere perseguito per l'espressione di opinioni, anche le più dure e severe, nei confronti del Governo e del funzionamento delle istituzioni.
Noi leggiamo però criticamente alcune indicazioni preoccupanti che ci dicono che i ROS ed altri segmenti dell'apparato hanno consumato una vera e propria vendetta repressiva contro quel movimento che a Firenze ha dimostrato forza, culture, progettualità di una comunità alternativa a livello europeo.
Questo dossier era da tempo pronto: ha bussato, porta a porta, alle procure di mezza Italia, rifiutato per la sua inconsistenza. Era già successo cinque volte alle inchieste contro gli immigrati costruite sull'articolo 270-ter.
Parlo di cose precise: vi sono zone d'ombra e mi sembra che lo stesso ministro Pisanu - deve essergliene dato atto - si sia reso conto del pericolo di azioni che forse, vorrei essere preciso, sente rivolte anche contro la propria intenzione di ristrutturazione degli apparati, sul modello di ordine pubblico di Firenze, non invece di Napoli e Genova, con altre gestioni. Ma costoro sono apprendisti stregoni, pensano di bloccare un movimento che crescerà sempre di più. A noi, da garantisti, interessa dire a questi apprendisti stregoni che vogliamo sapere come è nata l'inchiesta, con quali finalità e a chi serve. Credo che il Governo possa accettare un ampio dibattito in Parlamento.


