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MICHELE VENTURA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICHELE VENTURA. Signor Presidente, oggi alcuni giornali (e questa mattina i telegiornali) riportano con grande evidenza una notizia che sembrerebbe degna, se non fosse vera (e invece è vera), dello scherzo di un buontempone. Leggo un titolo: Uffizi senza più soldi; l'ENEL: stacchiamo la luce. Ciò non riguarda - e
vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi - solo la Galleria degli Uffizi, ma tutto il polo museale fiorentino (Galleria dell'Accademia, Cappelle Medicee, ed altro). Apprendiamo che la bolletta dell'ENEL ammonta a 250 mila euro, che le gallerie fiorentine non hanno più i mezzi per l'ordinaria amministrazione, che le ditte e i fornitori aspettano di vedere saldati i crediti da gennaio.
Io sollevo la questione, Presidente, perché questa situazione è il frutto di mancati trasferimenti da parte del ministero (pari a 3 milioni di euro), del ritardo nell'attuazione del regolamento per quelle sovraintendenze che ha hanno acquisito una speciale autonomia (vorrei ricordare, insieme a Firenze, Venezia, Napoli e Roma). Il ministero non ha mai inviato il regolamento attuativo, per cui noi siamo in una situazione per la quale vige ancora il vecchio sistema, che non è più operativo, e il nuovo non è stato varato. Questo ritardo burocratico sta mettendo in crisi tutto il sistema museale.
Per concludere, questo mio intervento (noi depositeremo ovviamente un'interrogazione) è volto, proprio perché questo ritardo e queste inadempienze da parte del ministero sono gravi e del tutto inaccettabili, a sollecitare il Governo affinché intervenga con urgenza per scongiurare l'avveramento di ciò che viene prefigurato: far restare al buio le più importanti gallerie di Firenze. Ciò anche per stimolare e far uscire il ministro Urbani dal torpore nel quale è caduto (perché di fronte a molte sollecitazioni non ha neppure risposto).
Infine vorrei sottolineare che, dopo i tanti miracoli promessi e annunciati da questo Governo, lo spegnimento delle luci su questi capolavori - da Michelangelo e Leonardo a Botticelli e Giotto - sarebbe un vero miracolo degno di suscitare l'attenzione, la curiosità e l'indignazione dell'opinione pubblica mondiale. Vorrei che sul Governo venisse svolta questa azione di sollecito affinché fornisca risposte che non possono essere ulteriormente differite (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
VALDO SPINI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. Signor Presidente, faccio un ringraziamento ed una proposta. Un ringraziamento proprio a lei e ai colleghi Craxi, Boato, Intini e Lolli, che nella giornata di lunedì hanno preso la parola per ricordare il senatore De Martino, deputato in quest'Assemblea dal 1948 al 1983. Posso ricordare che, quando nel 1979 mi presentai per la prima volta sull'uscio, fu lui che mi dette il benvenuto in questa Camera.
Così com'è stato fatto in altre occasioni, però, credo sarebbe bene programmare anche una commemorazione solenne, ad un orario definito, con la possibilità di convocare gli interessati. Proprio perché il periodo 1948-1983 della milizia politica del segretario del partito socialista, di questo grande studioso, di questo grande uomo politico della sinistra italiana, è stato particolarmente intenso, mi auguro che proprio lei, onorevole Mussi, si faccia interprete di questa esigenza. Penso sarebbe giusto trovare l'occasione per riflettere fino in fondo sul significato della sua azione politica e della sua opera di studioso (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Per quanto riguarda la questione posta dal collega, Michele Ventura sarà trasmessa immediatamente al Governo per avere una rapida soddisfazione. Non credo sia auspicabile che i nostri grandi musei restino al buio; quei capolavori meritano di essere adeguatamente illuminati. La sollecitazione sarà immediatamente trasmessa al Governo.
Per quanto riguarda la questione posta dal collega Spini, posso testimoniare che in diversi interventi di commemorazione e di condoglianza per la scomparsa del senatore De Martino svolti lunedì, considerato il rilievo e l'importanza di questa personalità nella vicenda italiana dal dopoguerra ad oggi, è stato sollecitato un momento di riflessione su questa grande figura della nostra storia repubblicana.
Dunque, lei aggiunge la sua parola a quella già spesa da altri. Personalmente sono molto sensibile a questo argomento e credo lo sia anche il Presidente Casini. Vedremo insieme quale iniziative sarà opportuno che la Camera promuova, magari d'intesa con il Senato della Repubblica.
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