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La seduta comincia alle 9,30.
TIZIANA VALPIANA, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.
(È approvato).
PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, ieri sera, al termine della seduta, attraverso un intervento dell'onorevole Cazzaro, a nome del gruppo dei Democratici di sinistra, abbiamo già posto un tema che riveste una particolare importanza. Ieri si è verificata una rapina che ha comportato la morte di un operaio di 57 anni a Fiesso d'Artico, in provincia di Venezia. L'operaio è morto nel corso di una cosiddetta rapina nelle ville, forse, sarebbe opportuno iniziare a chiamarle rapine nelle case, perché di casa si trattava. Il problema delle cosiddette rapine nelle case esiste, è consistente, è in forte incremento e riguarda non soltanto il nord est, ma l'intero nord. Stamattina vengono pubblicati i dati relativi ai primi due mesi del 2002, in raffronto con i primi due mesi del 2001: si registra un incremento del 43 per cento delle rapine nelle ville e del 24 per cento di altre forme di rapina nella sola regione Lombardia.
Abbiamo l'impressione che si stia assistendo ad un salto di qualità delle organizzazioni criminali e il segno di questo salto di qualità è rappresentato dalla morte dell'operaio di 57 anni a Fiesso d'Artico. Contemporaneamente, si ha l'impressione che, un po' a livello locale ma anche a livello nazionale, il Governo si perda dietro episodi marginali di microcriminalità, senza comprendere che le organizzazioni criminali stanno compiendo un salto di qualità. E la dimostrazione è fornita dal tipo di reati e dalle modalità con cui essi si svolgono. Ovviamente, i deputati del gruppo dei Democratici di sinistra si augurano che vengano assicurati alla giustizia gli autori della rapina di ieri.
Tuttavia, ci sentiamo di sollecitare il Presidente affinché si faccia interprete della nostra richiesta. Chiediamo che il Governo venga a riferire in aula, perché il problema non è soltanto quello di assicurare alla giustizia gli autori della rapina. Esiste un problema di fondo. Quale azione il Governo intende compiere in termini preventivi, in particolar modo nelle regioni del nord e del nord est? E ricordo che non è un problema limitato a quelle aree del paese. Quali azioni intende portare avanti per dare più sicurezza alle nostre città? Come si intende fornire una risposta ai fenomeni di macrocriminalità da noi denunciati attraverso questo intervento?
Certamente, abbiamo la possibilità di presentare atti di sindacato ispettivo e il nostro gruppo intende farlo. Tuttavia, signor Presidente, il problema che vogliamo sottoporre alla sua attenzione è il seguente: di fronte ad episodi come quelli avvenuti, è importante che l'Assemblea possa avere un'informativa urgente su quali siano le azioni che il Governo sta attuando per garantire maggiore sicurezza
nel nostro paese. Su questo argomento sentiamo la necessità di un momento di riflessione in quest'aula.
ERMETE REALACCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ERMETE REALACCI. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori.
Come tutti sanno, ieri si è verificato un gravissimo incidente petrolifero al largo delle coste spagnole. L'inquinamento previsto è di grande entità. Signor Presidente, la pregherei di invitare il Governo a riferire in aula sulle misure che il nostro paese ha intrapreso per evitare che fatti di questa gravità si verifichino anche nei nostri mari. Come è noto, infatti, si tratta di mari che hanno un ricambio di acqua molto inferiore e che possono, quindi, subire conseguenze anche più gravi.
Ricordo che la quantità di petrolio trasportato dalla petroliera naufragata al largo delle coste spagnole è paragonabile a quella finita in mare all'epoca del naufragio della petroliera Haven al largo delle coste liguri. Da allora, poche iniziative sono state prese sia per garantire la qualità delle petroliere che solcano il mar Mediterraneo - ricordo che nel mar Mediterraneo finisce già di routine, ogni anno, circa un milione di tonnellate di petrolio - sia per prevedere misure di protezione dagli incidenti e di riparazione dei danni. Ricordo che, sempre nel caso della Haven, alla fine dei processi, in parte ancora in corso, gli armatori pagheranno un risarcimento dell'ordine di 120 miliardi di vecchie lire - mi pare -, quando, in incidenti analoghi accaduti negli Stati Uniti - e penso al naufragio della nave Exxon Valdez -, i danni pagati ammontarono ad alcune migliaia di miliardi.
Negli anni passati c'era stato un protocollo siglato dal Ministero dell'ambiente, dagli armatori e dalle maggiori associazioni ambientaliste che accelerava il passaggio alle navi a doppio scafo e una verifica della qualità della naviglio circolante lungo le nostre coste che, come sappiamo, a causa dell'evasione dell'obbligo di non lavare le cisterne a mare, è spesso causa di pesanti inquinamenti.
Ritengo che per evitare il ripetersi di questi disastri sia utile agire prima ed invito quindi il Governo a venire a riferire su quali misure abbia intrapreso o intenda intraprendere, affinché il Mediterraneo, che è un mare delicatissimo e importantissimo, per la nostra cultura, per la nostra storia e anche per la nostra economia, non venga più ulteriormente ferito da incidenti di questa natura.
PRESIDENTE. Effettivamente, sono state oggi sollevate due grandi questioni che, seppure molto diverse fra loro, sono di prima grandezza: quella della criminalità, con il ripetersi ormai di episodi gravi ed inquietanti, sollevata dall'onorevole Ruzzante, e quella delle catastrofi ecologiche derivate da incidenti marittimi, sollevata dall'onorevole Realacci.
Riferirò immediatamente al Presidente della Camera perché informi il Governo sulle richieste oggi pervenute al fine di riferire e quindi discutere sulle modalità con le quali potranno essere affrontati problemi di questa portata. Sarà fatto subito. Vi ringrazio.
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