Allegato A
Seduta n. 226 del 20/11/2002


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(Sezione 3 - Distribuzione omogenea e razionale delle forze dell'ordine nelle regioni italiane)

CÈ, GUIDO GIUSEPPE ROSSI, DARIO GALLI, BRICOLO, ERCOLE, BALLAMAN, BIANCHI CLERICI, CAPARINI, DIDONÈ, GUIDO DUSSIN, LUCIANO DUSSIN, FONTANINI, GIBELLI, GIANCARLO GIORGETTI, LUSSANA, MARTINELLI, FRANCESCA MARTINI, PAROLO, PAGLIARINI, POLLEDRI, RIZZI, SERGIO ROSSI, STUCCHI e VASCON. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
è possibile analizzare, sulla base di uno schema dell'ufficio di statistica del ministero dell'interno (Sistan), le distribuzioni totali, regionali e nazionali, aggiornate al 2001, relative alle tre forze di polizia (polizia di stato, arma dei carabinieri e guardia di finanza);
la presenza media nazionale di forze di polizia risulta essere di un'unità ogni 214 abitanti;
il rapporto tra cittadini ed agenti varia in modo significativo nei vari ambiti regionali, passando da un addetto di polizia ogni 108 abitanti del Lazio, ad uno ogni 146 abitanti in Friuli-Venezia Giulia, ad uno ogni 164 in Trentino-Alto Adige, ad uno ogni 167 in Liguria, ad uno ogni 188 in Sicilia e ad uno ogni 211 abitanti in Abruzzo;
queste sono le regioni che si trovano in linea e addirittura al di sopra della media nazionale, nonostante una diminuzione di forze dell'ordine rispetto all'anno precedente;
si passa, poi, ad un agente ogni 272 abitanti in Piemonte, fino ad arrivare ad un addetto ogni 324 abitanti nel Veneto e ad uno ogni 339 in Lombardia, regioni ampiamente al di sotto della media nazionale.


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Rispetto al dato nazionale in Lombardia mancherebbero 15.752 unità e nel Veneto 7.214;
la distribuzione non sembra essere in stretta relazione né con il numero di residenti nella regione, né con il numero di delitti che vi si commettono -:
se non si ravvisi la necessità di assicurare una presenza più omogenea e razionale delle forze dell'ordine, soprattutto nelle regioni del Veneto e della Lombardia, e di rivedere queste disparità anche a livello provinciale, in quanto alcune province, come quella di Treviso, sono tra le più penalizzate e l'aumento dei reati commessi nell'ultimo periodo conferma le preoccupazioni esposte finora. (3-01600)
(19 novembre 2002)