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PRESIDENTE. L'onorevole Martella ha facoltà di ANDREA MARTELLA. Signor Presidente, signor ministro, non c'è bisogno che io ricordi a lei che la soluzione del nodo viario di Mestre è una priorità nazionale ed ormai una vera e propria emergenza per l'intero nord est. Lo sanno bene i cittadini veneti, i lavoratori, le categorie economiche, gli industriali che da tempo hanno lanciato un forte ed inascoltato grido d'allarme. Tuttavia la vicenda, invece di risolversi, si ingarbuglia ogni giorno di più.
PRESIDENTE. Onorevole Martella, la invito a concludere.
ANDREA MARTELLA. Abbiamo perso il conto degli annunci, delle dichiarazioni, delle smentite - ho finito, Presidente - delle dimissioni richieste e di quelle dichiarate. Intanto siamo all'anno zero; non si è compiuto alcun passo in avanti e l'ingorgo quotidiano della tangenziale di Mestre è reso più grave dalla vostra incapacità di decidere e di scegliere. La domanda che le rivolgiamo è molto chiara: come pensa il Governo di sbloccare la situazione al più presto per realizzare il passante insieme agli interventi complementari sulla viabilità locale?
PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Lunardi, ha facoltà di PIETRO LUNARDI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevole Vianello, onorevole Martella, alla riunione del CIPE di domani il mio dicastero esporrà una nota informativa sulla realizzazione del passante di Mestre. In particolare, siamo in grado di assicurare, per la fine del mese di novembre 2002, la presentazione al CIPE dei progetti preliminari sia del passante esterno sia del tunnel.
1997, data in cui si firmò un accordo tra il Presidente Prodi, il presidente della regione Veneto Galan e il ministro dei lavori pubblici, onorevole Costa, fino al 2001, cioè dopo quattro anni, non era stata attivata alcuna iniziativa concreta. In questo anno di attività abbiamo invece dato compiutezza a tutte le iniziative procedurali e finanziarie relative alle concessioni capaci di avviare concretamente i lavori.
PRESIDENTE. L'onorevole Vianello ha facoltà di MICHELE VIANELLO. Signor Presidente, signor ministro, se lei oggi ci avesse detto che ad una certa data sarebbe partita la realizzazione del passante, sicuramente saremmo stati più tranquilli. Lei, oggi, ci ha anche spiegato che sta continuando la progettazione del tunnel e mi sembra complicato che un'opera si progetti per non essere realizzata. Ora, tutti sanno che le due opere insieme non stanno: o fate il passante o fate il tunnel perché, sul piano dei conti - ve lo hanno spiegato le vostre concessionarie -, l'uno esclude l'altro. Il fatto che lei insista pervicacemente nel voler continuari la progettazione del tunnel implica che lei continui ad avere tale retropensiero. Quindi, non ci tranquillizza affatto.
Anche il compromesso tentato per sanare le divisioni interne alla maggioranza di centrodestra, cioè la realizzazione sia del passante sia del tunnel, sta dimostrando tutta la sua inconsistenza ed è destinato a fallire. Ormai è evidente che le due opere insieme non reggono né dal punto di vista finanziario né dal punto di vista dei trasporti. Per il momento stiamo solo assistendo ad un braccio di ferro ogni giorno più duro tra lei, signor ministro, e il presidente della regione Veneto.
Mentre per il tunnel si porterà avanti solo la fase progettuale, per il passante esterno siamo in grado di assicurare, entro il mese di maggio 2003, l'approvazione dell'intervento da parte del CIPE e la gara per l'affidamento ad un general contractor sempre entro il 2003.
Ritengo utile ricordare all'onorevole Vianello e all'onorevole Martella che, dal
In merito poi alle modalità di realizzazione del passante esterno di Mestre, ribadisco alcune informazioni già rese in occasione dello svolgimento di interrogazioni a risposta immediata e interpellanze urgenti, tra cui alcune presentate proprio dall'onorevole Vianello. Si deve precisare che l'affidamento della concessione dell'intervento, che rappresenta il sostanziale adeguamento della tangenziale di Mestre, non viene accordato ad un consorzio bensì direttamente alle tre società concessionarie autostradali (Venezia-Padova, Autovie Venete e Società Autostrade) sulla base della normativa vigente (articoli 5 e 14 della legge 12 agosto 1982, n. 531).
Per accelerare le procedure di realizzazione dell'intervento, l'ANAS segnala di aver previsto l'inserimento dell'intervento per quota parte negli strumenti convenzionali delle predette società autostradali. Tale inserimento non prevede alcuna modifica degli attuali rapporti di concessione della società in questione in quanto restano fermi i periodi di durata delle singole concessioni; tant'è che il 20 settembre 2002 l'ANAS ha approvato la modifica dei piani finanziari delle tre società, prevedendo la realizzazione del passante largo in tre parti ugualmente ripartite tra le stesse.
In secondo luogo, mi sarei aspettato - non faceva certamente parte dell'interrogazione, ma fa parte del pacchetto - che ci avesse spiegato le ultime decisioni dell'Unione europea che, come noto, non vi ha ancora risposto nel merito della concessione diretta che avete dato alla società concessionaria per la realizzazione del passante. Quindi, ancor di più, oggi, ci dichiariamo insoddisfatti ma anche particolarmente preoccupati perché, insisto, la due opere, assieme, non si tengono. Voi continuate ad insistere con una politica che - non vogliamo essere facili profeti -, sicuramente, non ci porterà da nessuna parte (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).


