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PRESIDENTE. L'onorevole Nicolosi, al quale ricordo che ha un minuto di tempo a sua disposizione, ha facoltà di NICOLÒ NICOLOSI. Signor Presidente, onorevole ministro, in questo momento, i rappresentanti di circa ottanta comuni della provincia di Palermo sono riuniti nella sala consiliare del comune di Termini Imerese per discutere delle problematiche afferenti alla crisi che attanaglia quelle zone e tutta provincia e, in particolare, per valutare - considerato che sono al corrente di questa seduta della Camera dei deputati - le dichiarazioni che il Governo renderà sulla questione.
PRESIDENTE. Onorevole Nicolosi...
NICOLÒ NICOLOSI. Chiediamo al Governo di pronunciare parole che rassicurino le famiglie...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Nicolosi.
ROBERTO MARONI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, come è noto, il Governo è fortemente impegnato nella valutazione di ogni possibile ipotesi volta a contribuire a risolvere la crisi della FIAT Auto, con particolare riguardo alle aree maggiormente colpite dai tagli occupazionali previsti (appunto, il caso di Termini Imerese).
lo sforzo massimo per garantire un futuro più certo ai lavoratori di Termini Imerese, evitando di chiudere gli impianti, soprattutto se già si fosse deciso di non riaprirli alla scadenza della cassa.
PRESIDENTE. La ringrazio, signor ministro.
NICOLÒ NICOLOSI. Signor ministro, non posso dichiararmi soddisfatto.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Nicolosi.
Non riassumo, in questa sede, i termini della questione, perché ormai sono abbondantemente conosciuti. Una grave crisi di FIAT Auto determina il rischio di chiusura di parecchi stabilimenti, il ridimensionamento del lavoro a Mirafiori, Varese e Cassino e l'annunciata chiusura integrale degli stabilimenti di Termini Imerese.
Si sa che ciò comporterebbe una grave tragedia sociale a Termini e in Sicilia e determinerebbe un grave problema anche nel resto del territorio nazionale. Da noi lo è di più: 1.800 dipendenti tornerebbero a casa e circa 1.500 dipendenti dell'indotto rischiano la stessa cosa.
Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Maroni, ha facoltà di
La crisi generale del mercato automobilistico ha colpito la FIAT in un momento in cui l'azienda si trova a fronteggiare gli aspetti critici che ne hanno condizionato la performance commerciale e reddituale, nel tentativo di posizionarsi in termini più competitivi rispetto all'andamento dei mercati.
L'impegno dichiarato da FIAT è diretto a rinnovare la gamma dei prodotti per migliorare la presenza in fasce di mercato più remunerative, le vendite sui mercati europei, diminuendo la dipendenza dal mercato italiano ed accrescere le vendite attraverso i canali a più alta redditività.
Il piano presentato dalla FIAT prevede la riduzione degli organici con ricorso alla mobilità e alla cassa integrazione straordinaria. La dichiarazione di stato di crisi comporterà l'avvio automatico della procedura per la collocazione, in cassa integrazione guadagni straordinaria a zero ore per un anno, a partire dal dicembre 2002, di circa 8.100 lavoratori di FIAT Auto e della componentistica.
Per quanto riguarda, nello specifico, Termini Imerese, si tratta di circa 1.800 addetti che rappresentano la totalità dei lavoratori di FIAT Auto, COMAU e Magneti Marelli.
Il Governo segue con attenzione le iniziative che il gruppo FIAT ha preso e sta prendendo per recuperare competitività e rilanciare con successo la sua attività principale. Nel rispetto delle autonome scelte che il gruppo deciderà, tuttavia, abbiamo sollecitato l'azienda a fare
Nel piano FIAT ciò non è scritto chiaramente; è scritto il contrario. L'esplicitazione dell'impegno a garantire la riapertura degli impianti di Termini alla conclusione del periodo della cassa integrazione sarebbe un atto di saggezza e di responsabilità da parte dell'azienda torinese per evitare gravi conseguenze, in primo luogo sul piano sociale.
Il Governo sta comunque studiando soluzioni alternative alla chiusura di Termini e degli altri impianti, al fine di garantire i livelli occupazionali. Come ho già detto, però, resta principale l'impegno della FIAT (da rendere esplicito, perché nel piano presentato non lo è) per una chiusura temporanea, al termine della quale gli impianti saranno riaperti.
L'onorevole Nicolosi ha facoltà di
Gli aspetti positivi della sua risposta riguardano l'attenzione che il Governo mostra nei confronti di tale questione. Sappiamo, peraltro, di una telefonata delle 13,25 nella quale il Presidente Berlusconi ha voluto rassicurare il sindaco Purpi circa l'impegno del Governo a garantire il lavoro a Termini Imerese.
Tuttavia, si parla ancora di cassa integrazione e di riapertura eventuale degli stabilimenti. Invece, noi chiediamo che si faccia uno sforzo per evitare la chiusura! Probabilmente, è anche comprensibile che, di fronte ad uno stato di crisi così grave, possa esservi una riduzione della quantità di lavoro, ma chiudere Termini, anche se FIAT Auto si impegnerà a riaprirla, sarebbe una tragedia per la Sicilia! Le istituzioni religiose, oltre a quelle civili, sono continuamente mobilitate per chiedere che ciò non avvenga e si susseguono manifestazioni di ragazzi, di mamme e di genitori.
Perciò, chiediamo che il Governo faccia di più, anche se sappiamo che la responsabilità integrale di quest'operazione è della FIAT: quando c'è un problema così rilevante che riguarda il lavoro, ci si rivolge, sì, all'industria, ma ci si rivolge anche a chi governa!


