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due giovani kosovari giovedì 24 ottobre 2002 hanno scambiato il corso centrale di Chiampo, cittadina in provincia di Vicenza, per un rettilineo di «formula uno», ingaggiando, a bordo di due potenti autovetture, un duello a colpi di sorpassi e di brusche accelerazioni;
nel corso della folle gara i due automobilisti, che procedevano secondo i testimoni ad almeno 120 chilometri all'ora, hanno travolto ed ucciso un imprenditore di 57 anni, che stava semplicemente passeggiando in compagnia della moglie, rimasta anche lei gravemente ferita;
il pover'uomo era in convalescenza e quella di giovedì sera era la sua prima uscita dopo la malattia;
i due automobilisti hanno rischiato il linciaggio da parte di una folla inferocita e sono stati salvati soltanto dall'arrivo della polizia stradale;
poiché, secondo la ricostruzione degli inquirenti, la corsa era stata decisa poco prima al bar, la locale procura della Repubblica ha contestato ai due responsabili addirittura il reato di omicidio volontario, scelta che non si intende contestare sotto il profilo giuridico, ma che paradossalmente, nell'ipotesi di suo accoglimento, rischia di tradursi in una beffa per i danneggiati, ai quali verrebbe negato il risarcimento da parte delle compagnie assicurative;
il fenomeno delle corse automobilistiche clandestine è ormai molto diffuso nel nostro Paese e si ripetono con tragica fatalità episodi nei quali vengono coinvolti terzi estranei -:
quali iniziative intenda assumere il Governo per reprimere tale grave fenomeno, arrestando la scia di sangue che sconsiderati automobilisti provocano ai danni di vittime innocenti.(3-01534)
(29 ottobre 2002)