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la politica dell'attuale Governo è orientata in particolar modo alla creazione di nuovi posti di lavoro incentivando la nascita di nuove imprese e l'emersione del sommerso;
alcune disposizioni eccessivamente restrittive contenute nelle leggi n. 46 del 1990 e n. 122 del 1992, relative rispettivamente all'impiantistica e alle autoriparazioni impediscono a migliaia di lavoratori artigiani di iscriversi nell'albo delle imprese artigiane;
questi ultimi, spesso appartenenti ad una fascia d'età compresa tra i 25 e i 45 anni, non possono infatti accedervi in quanto obbligati a dimostrare l'esercizio di tale professione per tre anni consecutivi negli ultimi cinque anni;
tale situazione comporta conseguentemente un aumento sensibile del lavoro sommerso;
una soluzione ai suddetti impedimenti è costituita dalla possibilità di istituire un'apposita commissione composta da rappresentanti della commissione provinciale per l'artigianato e da tecnici esterni, nonché dall'istituzione di specifici corsi di formazione -:
se il Ministro interrogato ritenga opportuna l'adozione di iniziative normative volte a:
a) riaprire i termini, nel senso di consentire l'iscrizione nell'albo delle imprese artigiane mediante l'esibizione di fatture emesse per lavori eseguiti attinenti ai requisiti richiesti, effettuati successivamente all'entrata in vigore delle leggi n. 46 del 1990 e n. 122 del 1992;
b) istituire un'apposita commissione deputata ad esaminare la preparazione professionale, a valutare il grado di conoscenza pratica e teorica di tale professione e conseguentemente a rilasciare apposito attestato di idoneità a tutti coloro che intendono iscriversi nell'albo delle imprese artigiane.
(4-04275)