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giudicato irreprensibile sotto ogni aspetto dai loro colleghi e dagli altri superiori -:
risulta all'interrogante che l'amministrazione della pubblica sicurezza, nel riassetto logistico dei vari uffici dislocati nella capitale, abbia deciso che il prossimo 31 dicembre 2002, la scuola tecnica di polizia di Roma, ubicata in via del Castro Pretorio, cessi l'attività;
la suddetta Scuola (costituita nel 1922) è la prima scuola di polizia di Stato dove vengono svolte diverse attività, tra le quali:
a) gestione sia a livello amministrativo che logistico di tutti i corsi e selezioni della polizia;
b) gestione dei gruppi sportivi della polizia di Stato;
c) gestione della banda musicale della polizia di Stato;
d) gestione della mensa dove ogni giorno affluiscono 2000 dipendenti provenienti dai diversi uffici della capitale;
e) gestione dell'unico Poligono di tiro coperto presente nella capitale, recentemente adeguato alle nuove normative vigenti di sicurezza, dove annualmente si esercitano circa 13.000 appartenenti alle forze di polizia;
f) gestione della vigilanza dell'intero comprensorio di Castro Pretorio al cui interno ci sono delicatissimi reparti ed uffici del dipartimento di pubblica sicurezza;
g) gestione logistica e della manutenzione dei vari uffici ubicati all'interno della strutture;
h) gestione di numerosi capitoli di spesa del dipartimento della pubblica sicurezza;
i) custodia della bandiera storica della polizia di Stato.
è evidente l'attenzione totale dedicata allo svolgimento dei lavori di ristrutturazione della struttura, dove verranno nuovi reparti, mentre non viene dedicato alcun interesse, da parte dei «vertici» all'attuale personale della scuola;
i 184 dipendenti che ancora operano suddivisi nelle varie qualifiche, essendo tenuti all'oscuro del proprio futuro professionale, vivono in una situazione di notevole disagio -:
se, considerato quanto sopra esposto, il Ministro non ritenga opportuno intervenire presso i vertici della polizia di Stato per chiarire per quale ragione ad altri Reparti è stata assegnata una nuova sistemazione logistica, mentre per la scuola tecnica sia stata decisa la chiusura;
se non ritenga, inoltre, giusto disporre che i 184 dipendenti della scuola tecnica debbano essere messi in condizione di poter scegliere o quantomeno di avere una visione sulle eventuali prospettive future.
(3-01520)
con decorrenza 1o ottobre 2002 è stato disposto con ordine di servizio del Comandante provinciale di Roma il trasferimento dalla sede centrale di via Genova del C.S. Sergio Formone e del V.P. Antonio Valenzano;
tale trasferimento è stato giustificato facendo riferimento a generiche esigenze «di rappresentatività e di relazioni esterne», formalizzate in modo altrettanto generico da un precedente ordine di servizio interno promulgato dallo stesso comandante provinciale;
ad avviso dell'interrogante, tutto ciò sembra palesemente contraddire il principio di legittimità amministrativa nel rispetto della gerarchia delle fonti degli atti normativi che sempre deve contraddistinguere gli atti relativi alla gestione del personale, con il risultato - sempre ad avviso dell'interrogante - disconoscere i diritti e la dignità della persona e non tenere in alcun conto le leggi, i regolamenti e gli accordi sindacali, in vigore in materia di trasferimento del personale;
le due persone trasferite hanno precedenti di servizio del tutto ottimi per capacità professionali e comportamento,
se il Ministro non ritenga di dover intervenire procedendo ad un accurato esame della situazione e valutando la possibilità di annullare i trasferimenti decisi dal Comando provinciale di Roma.
(4-04273)
nella tarda serata del 20 ottobre 2002, ignoti hanno incendiato il portone della sede della Federazione provinciale dei Democratici di Sinistra di Crotone, dopo averlo cosparso di liquido infiammabile;
siamo con ciò di fronte, nel volgere di pochi mesi, al terzo episodio di violenza: il primo accaduto durante il mese di agosto quando ignoti hanno imbrattato il portone d'entrata della Federazione con una svastica, il secondo il 4 ottobre quando ignoti dopo aver fatto irruzione negli stessi locali, ne hanno deturpato le pareti con croci celtiche;
lo stesso prefetto di Crotone, si è recato in visita alla Federazione testimoniando con ciò solidarietà ed attenzione;
dopo questa sequenza di atti intimidatori perpetrati nei confronti della sede di un partito politico, con tutto quello che esso può rappresentare sia in termini di valori umani sia in termini di ideali politici, tali atti non possono più essere catalogati come eventi sporadici né sottovalutati -:
quali misure intenda adottare il Ministro interrogato per ripristinare, attraverso un più attento ed efficace controllo del territorio, le condizioni di un ordinato e domocratico confronto civile e garantire - in tal modo - il sereno esercizio delle attività politiche nella città di Crotone.
(4-04279)
Dionisio Bernal, considerato un luminare dell'ingegneria civile, professore della «Northeastern University» di Boston, invitato dall'Università di Torino e dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, è stato respinto al consolato italiano perché la quota degli stranieri, ai quali concedere il visto, è stata già raggiunta, secondo le disposizioni della cosiddetta legge Bossi-Fini (legge n. 189 del 2002);
a chiamare in Italia il professore, membro dell'Asce (l'American Society of Civil Engineers), grazie alla legge per il rientro dei «cervelli» italiani e stranieri nel nostro Paese, è stato, un anno fa, il dipartimento di ingegneria strutturale di Torino per un anno sabbatico presso il Politecnico;
il professor Bernal, nell'attesa di conoscere i termini della situazione, vive un piccolo dramma: ha prenotato e pagato la caparra per un appartamento a Torino, ha dato in affitto la sua casa di Boston ma soprattutto si è visto dimezzare lo stipendio presso l'Università di Boston, come previsto in questi casi, e con due figli con passaporto dominicano e una terza figlia con passaporto americano, non sa dove iscrivere i figli a scuola;
il caso in questione non rappresenta purtroppo un caso isolato, come già evidenziato in una interpellanza dall'interrogante sottoscritta, l'8 luglio scorso, e indirizzata al Presidente del Consiglio dei ministri, ma è semmai emblematico di una situazione assolutamente ricorrente, che si perpetua nei confronti di moltissimi cittadini extracomunitari, all'indomani dell'entrata in vigore della nuova legge sull'immigrazione -:
come intenda risolvere l'incresciosa situazione e quali iniziative normative intenda assumere affinché situazioni del genere non abbiano più a ripetersi.
(4-04283)