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La seduta, sospesa alle 16,55, è ripresa alle 18.
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame del disegno di legge n. 3185, di conversione del decreto-legge n. 209 del 2002, recante disposizioni urgenti in materia fiscale.
Avverto che sono state ritirate tutte le proposte emendative a firma Leo, salvo il subemendamento 0.1.51.1.
GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Signor Presidente, nella riunione del Comitato dei nove è stata presentata dal relatore ed approvata dalla Commissione una nuova versione dell'emendamento 1.50 della Commissione che sostituisce la vecchia e chiederei pertanto di indicare un termine orario per la presentazione dei subemendamenti, dopodiché, se non vi sono interventi sul complesso delle proposte emendative, dopo aver acquisito il parere della Commissione bilancio ed avere esaminato nel Comitato dei nove (che si riunirà domani mattina alle ore 8,30) i subemendamenti presentati entro l'ora che lei avrà definito, domani mattina, alla ripresa della seduta, potremmo cominciare l'esame e proseguire.
PRESIDENTE. Sta bene. Fisserei il termine per la presentazione dei subemendamenti alle ore 21 di questa sera, concedendo un tempo congruo di 3 ore. Conveniamo, dunque, che le votazioni riprenderanno domani mattina.
Vi sono quattro persone che hanno chiesto di parlare e chiedo loro se questa sera intendano intervenire sul complesso degli emendamenti.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, le chiedo scusa, ma siccome entrando ho sentito che lei invitava ad intervenire sul complesso degli emendamenti, mi permetta di svolgere un'osservazione, dopodiché mi rimetterò alle sue decisioni.
Signor Presidente, qui si intrecciano due questioni. Una è all'esame della Commissione finanze e riguarda il noto decreto fiscale; l'altra concerne la legge finanziaria che è all'esame della Commissione bilancio. Le due questioni si intrecciano perché è evidente che il provvedimento all'esame della Commissione finanze abbia un riverbero sui saldi e, quindi, sull'articolo 1 della legge finanziaria.
Signor Presidente, non so se lei sia già in possesso del testo di una nuova proposta emendativa presentata dal Governo o dalla maggioranza, che subemenda lo stesso emendamento in ragione del quale ha dovuto sospendere la seduta. Tuttavia, al Comitato pareri della Commissione bilancio è giunta la notizia della presentazione, questa sera, di un subemendamento.
Dunque, ai sensi del regolamento dobbiamo effettuare un rinvio, come lei giustamente ha fatto, alla giornata di domani perché essendovi sicuramente oneri dobbiamo...
PRESIDENTE. Ho già dato i termini per i subemendamenti alla riformulazione.
ANTONIO BOCCIA. Dunque, se tutto questo è noto, le chiedo come si possa intervenire sul complesso degli emendamenti quando gli emendamenti ed i subemendamenti non sono ancora stati presentati. Di cosa parliamo, di aria fritta?
Non vedo discrezionalità: se non fossero stati annunciati o presentati subemendamenti, lo capirei; se la Commissione bilancio avesse espresso il parere, lo capirei. Tuttavia, come è possibile intervenire sul complesso degli emendamenti quando il complesso degli emendamenti è modificato ad horas? Non mi faccia esprimere giudizi sul comportamento del Governo: perlomeno dobbiamo prendere atto che vi è un po' di confusione. Le chiedo di mettere ordine e di chiudere questa parentesi abbastanza antipatica della vita parlamentare.
ANTONIO LEONE, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO LEONE, Relatore. Signor Presidente, innanzitutto non è la prima volta che, per economia dei nostri lavori, si procede agli interventi sul complesso degli emendamenti per poi attendere di passare, quando tutte le circostanze lo permettono, all'esame degli emendamenti. Vorrei dire al collega Boccia che non si tratta di una questione voluta dalla Commissione né da qualche gruppo. Se si intende intervenire sul complesso degli emendamenti «a cosa fatta», cioè dopo che è pervenuto il parere della Commissione bilancio, ben venga. Vi erano esigenze dei gruppi che davano un'indicazione in tal senso per poter arrivare alla chiusura dei lavori entro determinati limiti. Per il resto, non possiamo obbligare chi vuole intervenire sul complesso degli emendamenti a non farlo. Vi era una sorta di disponibilità questa sera per evitare di perdere tempo domani mattina. Se il collega Boccia ritiene, sul piano formale, che ciò non sia possibile, le conseguenze ricadranno sul seguito dei lavori e andranno a discapito delle aspettative dei gruppi con riguardo ai tempi del provvedimento in esame.
RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, anch'io intervengo nel merito della richiesta di proseguire i nostri lavori iniziando a svolgere gli interventi sul complesso degli emendamenti.
Il comma 5-bis dell'articolo 86 del regolamento individua una procedura secondo la quale possiamo procedere all'esame una volta che su un emendamento avente effetti in termini di maggiori spese o minori entrate vi sia stato un pronunciamento. Il Presidente dell'Assemblea si riserva di fissare i termini anche per la presentazione dei subemendamenti ed il regolamento prevede che vi siano la discussione e la votazione dell'emendamento nella giornata successiva a quella nella quale l'emendamento è stato presentato. Dunque, ci troviamo nella fattispecie individuata dal comma 5-bis dell'articolo 86.
È stata formalizzata pochi minuti fa una nuova formulazione di un emendamento su cui sono stati dati i termini per presentare subemendamenti. La Commissione bilancio si deve esprimere: mancano gli elementi fondamentali a coloro che vogliono intervenire sul complesso degli emendamenti. Come è possibile iniziare un dibattito avendo l'incertezza circa un pronunciamento importante come quello della Commissione bilancio su un emendamento che ha effetti, mi sembra di capire, non di poco conto rispetto ai saldi ed alle maggiori spese?
Signor Presidente, rimetto dunque a lei le valutazioni da farsi, ma ritengo di dovermi associare alla richiesta formulata dal collega Boccia di interrompere i nostri lavori e di affrontare la discussione soltanto dopo che saranno stati espressi i pareri della Commissione bilancio e saranno stati presentati i subemendamenti.
Vede, collega Leone, lei sa benissimo, meglio di me, che il principio dell'economia dei lavori non può mai andare a danno della sostanza delle cose. Qui non si tratta di trovare un modo per passare il tempo, ma si tratta di intervenire efficacemente su una questione che ha effetti -
mi sembra di capire - per qualche miliardo di euro e, poiché siamo in sessione di bilancio, qualcuno direbbe che non sono bruscolini.
Anche se incertezze possono sussistere al di fuori di quest'aula, almeno in questa sede alcuni elementi su questi aspetti fondamentali li dovremmo avere, signor Presidente.
PRESIDENTE. Le osservazioni degli onorevoli Boccia e Innocenti non mi sembrano infondate. Poi questo argomento dei bruscolini, onorevole Innocenti, taglia la testa al toro...
Immagino che domani vi possa essere una conduzione ragionevole e dunque, avendo stabilito che domani si riprenderebbe comunque l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge e che oggi alle ore 21 scade il termine per la presentazione di subemendamenti, penso che possano terminare qui i nostri lavori; la questione d'altronde era abbastanza complessa da risolvere.
Pertanto il seguito dell'esame del disegno di legge di conversione è rinviato ad altra seduta.
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