Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 203 dell'11/10/2002
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(Misure a favore dell'agricoltura - n. 2-00484)

PRESIDENTE. L'onorevole Burtone ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00484 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 5).

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, si tratta, tra l'altro, dell'ennesima interpellanza che illustro, anche in sua presenza. Abbiamo presentato interpellanze fin dall'agosto 2001, con una frequenza quasi mensile, per protestare sulle inadempienze del Governo ma, se ci permette, signor sottosegretario, anche per tentare di offrire suggerimenti, per mettere a fuoco le difficoltà che ha vissuto in questo anno e che vive ancora oggi l'agricoltura siciliana.
Noi abbiamo più volte chiesto al Governo di intervenire in una situazione che stava diventando estremamente delicata per la Sicilia.
Finalmente, nel luglio scorso, il Governo si è deciso e ha presentato, nell'ambito di un provvedimento definito omnibus, una serie di proposte. Noi, in quell'occasione, abbiamo dichiarato la nostra contrarietà. Ritenevamo, infatti, che l'applicazione della legge n. 185 significava non svolgere un ruolo di tempestività per risolvere i problemi gravi dell'agricoltura siciliana. Avevamo chiesto un intervento diverso, anche perché la legge n. 185 interviene quando il danno riguarda la struttura e non la produzione. Invece, per la siccità grave che ha vissuto la Sicilia avremmo avuto bisogno di altre norme in grado di rendere più celere l'azione soprattutto nell'emergenza. Inoltre, ci siamo dichiarati preoccupati per la poca chiarezza che, un po', fa parte del quotidiano comportamento del ministro Tremonti con riferimento all'individuazione delle risorse. Questo provvedimento era stato «coperto» con una serie di acrobazie finanziarie. Era stato dichiarato che sarebbe stato «coperto», in parte, da Sviluppo Italia, dalle regioni e che un capitolo sarebbe stato prelevato dall'agricoltura. Si trattava di una serie di proposte che avremmo voluto bocciare. A questo riguardo, presentammo determinate proposte emendative, chiedendo, tra l'altro, di ripristinare la legge Saccomandi al fine di determinare un ripianamento della condizione debitoria di gran parte delle imprese agricole siciliane. Avevamo, dunque, individuato una serie di proposte per fornire aiuto e contributi in conto capitale agli agricoltori per la mancata produzione.
Conosciamo la storia di quel decreto-legge. Il Governo ha posto la fiducia e si è assunto la responsabilità di far passare, con la decadenza delle nostre proposte emendative, la linea del Governo e dopo l'entrata in vigore della legge abbiamo ascoltato le grandi, trionfali dichiarazioni dell'onorevole Fini (Il piano è immediatamente operativo - ha dichiarato il Vicepresidente del Consiglio - 570 miliardi di euro saranno pronto cassa a disposizione degli agricoltori del sud, in modo particolare della Sicilia) e dell'onorevole Cuffaro, presidente della regione che guardava con soddisfazione anche agli aiuti per la siccità. Dopo aver messo da parte le navi dissalatori che dovevano portare acqua alle aziende agricole e agli operatori zootecnici, l'onorevole Cuffaro ha parlato dell'impegno, concordato con il Presidente del Consiglio, di far arrivare tantissime autobotti della Guardia della finanza, della forestale, dei carabinieri, dei vigili del fuoco per aiutare le imprese agricole in difficoltà per l'irrigazione. Nulla di tutto ciò!


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La situazione si è, invece, aggravata. Il 15 settembre si è verificata un'altra calamità naturale che ha coinvolto alcune province tra le quali, in modo particolare, quella di Ragusa. I comuni di Scicli, Ispica e soprattutto Modica hanno subito - a causa di una calamità riconducibile alle grandinate - fortissimi danni alle strutture ed alla produzione. Vi sono aree totalmente distrutte. Tutto ciò si è incrociato con la constatazione che nulla è stato svolto in questi mesi. Si era parlato di tempestivo impegno per far arrivare le risorse finanziare agli agricoltori. Si era parlato di questa iniziativa strutturale nell'ambito delle questioni relative all'emergenza idrica. Si era detto, però, che sarebbe stata affrontata l'emergenza. Nulla di tutto ciò.
Vorremmo sapere quale sia lo stato dell'arte di questa legge, se ci sono ancora le risorse, se le regioni hanno fatto la propria parte, se sono state fatte le note esplicative, anche per gli istituti bancari, visto che alcune risorse riguardavano i mutui a tasso agevolato per dare un minimo di sollievo ai nostri agricoltori.
Vorremmo capire se il Governo affronterà con tempestività i danni verificatisi il 15 settembre nelle province di Ragusa, Siracusa e, in parte, di Catania.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali, onorevole Delfino, ha facoltà di rispondere.

TERESIO DELFINO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Signor Presidente, premetto che il Governo risponde con riferimento alle responsabilità di sua competenza, mentre tutto quanto pertiene alle regioni è in quelle sedi che deve essere valutato.
Per quanto riguarda, più specificamente, il contenuto dell'interpellanza a prima firma dell'onorevole Burtone, concernente le difficoltà economiche delle imprese agricole delle regioni meridionali ripetutamente colpite, nel corso del 2002, dalle avversità atmosferiche, occorre anzitutto ricordare che, in presenza di eventi climatici avversi di carattere eccezionale, su proposta motivata e documentata della regione territorialmente competente, prodotta nei termini previsti dalla legge n. 185 del 1992, il ministero provvede ad attivare, con la massima sollecitudine, gli interventi previsti dal fondo di solidarietà nazionale nelle aree colpite, al fine di favorire la ripresa economica e produttiva delle imprese agricole danneggiate.
Successivamente, con periodici prelevamenti dal fondo di solidarietà nazionale, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, si dispongono le assegnazioni, in capo alle regioni competenti all'erogazione degli aiuti economici, contributivi e creditizi, delle risorse finanziarie destinate alle imprese agricole danneggiate ed alla realizzazione dei ripristini delle strutture fondiarie danneggiate.
Allora, per replicare al «nulla è stato fatto» dell'onorevole Burtone, mi limiterò a segnalare quanto hanno fatto il Governo ed il ministero. In particolare, a favore delle regioni citate nell'interpellanza, sono state assegnate ed erogate, nel corrente anno, per l'anno 2002, le seguenti risorse finanziarie: alla Sicilia, euro 25.770.000; alla Calabria, euro 8.099.000; alla Basilicata, euro 3.794.000; alla Puglia, euro 18. 537.000; alla Campania, euro 6.739.000.
Alle stesse regioni, nelle aree agricole colpite dalle avversità atmosferiche degli anni precedenti, sono state assegnate ed erogate le risorse finanziarie di seguito elencate, con riferimento all'anno 2000: alla Sicilia, euro 12.365.000; alla Calabria, euro 7.080.000; alla Basilicata, euro 2.849.000; alla Puglia, euro 1.835.000; alla Campania, euro 25.829.000; e, inoltre, con riferimento all'anno 2001: alla Sicilia, euro 22.757.000; alla Calabria, euro 5.602.000; alla Basilicata, euro 789.000; alla Puglia, euro 17.144.000; alla Campania, euro 18.561.000.
A seguito dell'emanazione del decreto-legge n. 138 del 2002, richiamato anche dall'interpellante (convertito dalla legge n. 178 del 2002), che, all'articolo 13, commi 4-bis, 4-ter, 4-quater e 4-quinquies,


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prevede interventi, straordinari ed integrativi delle analoghe misure previste dalla legge n. 185 del 1992, nelle aree colpite dalla siccità negli anni 2000, 2001 e 2002 e, al comma 4-octies, reca uno stanziamento di 18 milioni di euro a titolo di limite di impegno di spesa, il ministero, per consentire l'immediata erogazione degli aiuti integrativi, ha tempestivamente assegnato alle regioni interessate una prima quota di stanziamento di 9 milioni di euro, ripartiti come di seguito indicato, sulla base dei danni prodotti dalle siccità del 2000 e 2001: al Piemonte, euro 128.020,97; al Veneto, euro 7.815,08; alla Toscana, euro 242.881,43; alle Marche, euro 44.770,27; all'Abruzzo, euro 20.187; al Molise, euro 235.854,94; alla Campania, euro 342.980,59; alla Puglia, euro 1.436.851,30; alla Basilicata, euro 1.090.059,97; alla Calabria, euro 703.607,69; alla Sicilia, euro 2.869.570,76; alla Sardegna, euro 1.877.400,01.
La restante quota di 9 milioni di euro di limite di impegno di spesa sarà ripartita a conclusione dei rilevamenti dei danni della siccità 2002 e della stima dei fabbisogni di spesa da parte delle regioni interessate, da porre a base di riferimento del riparto stesso.
Voglio qui ribadire quanto già detto nelle premesse, cioè che gli adempimenti del ministero si esauriscono con la declaratoria degli eventi avversi e l'erogazione delle risorse finanziarie: i successivi adempimenti, per l'erogazione degli aiuti, sono di esclusiva competenza delle regioni.
Infine, in relazione alla siccità del corrente anno, si fa presente che a tutt'oggi, su proposta delle regioni, sono stati emessi i decreti di declaratoria per l'attivazione degli interventi di soccorso, nelle province di Matera e Potenza della regione Basilicata, nelle province di Enna e Catania della regione Sicilia ed è in corso di perfezionamento analogo decreto per le province di Palermo, Caltanissetta e Ragusa. È stato annunciato, proprio nei giorni scorsi, l'invio da parte della regione della documentazione relativa alla provincia di Trapani; il Ministero delle politiche agricole e forestali è pronto a svolgere l'istruttoria con la massima sollecitudine.
Non risultano pervenute altre proposte di intervento, essendo ancora in corso rilevamenti tecnici da parte delle regioni interessate, per altre province. Infine, per quanto riguarda i danni del 15 settembre, è noto all'interrogante che c'è un decreto-legge di cui non ricordo esattamente nome, in esame comunque al Senato, con il quale si stanziano ulteriori risorse e si assumono ulteriori provvedimenti a sostegno, in relazione a queste calamità. Mi pare alquanto infondato e anche ingeneroso sostenere, come ha fatto l'interpellante, che nulla sia stato fatto dal Governo, ma vorrei dire dal Parlamento, rispetto alle questioni evocate dall'interpellante.

PRESIDENTE. L'onorevole Burtone ha facoltà di replicare.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, intervengo per dichiararmi ulteriormente insoddisfatto rispetto alle analisi e alle indicazioni che sono state date dal Governo; è un Governo che, a mio parere, continua a sottovalutare la condizione di crisi gravissima che si è verificata in Sicilia.
L'onorevole Delfino è venuto in Sicilia, nei mesi scorsi e ha incontrato gli operatori; io riconosco la sua linearità rispetto ad altri suoi colleghi; egli non ha enfatizzato il ruolo del Governo, ha cercato di tenere un atteggiamento meno demagogico rispetto invece a quanto è stato fatto da altri suoi colleghi, che spesso hanno enfatizzato gli interventi del Governo, sottovalutando invece il fatto che in Sicilia assistiamo alla chiusura di tantissime attività, signor sottosegretario di Stato, perché le aziende continuano a fallire. Non parliamo di filosofia, non parliamo di fatti che non appartengono alla realtà concreta, parliamo di uomini e donne, di persone in carne ed ossa che stanno vivendo in maniera drammatica, in condizioni di ristrettezza economica, nella Sicilia, le difficoltà legate ad una condizione climatica che non è quella normale. Quando avete varato la decreto omnibus


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con il voto di fiducia noi avevamo sostenuto che quell'intervento non avrebbe garantito tempestività e che non sarebbe stato risolutivo rispetto ad una situazione che non ha eguali. Le difficoltà che si stanno determinando sono di natura economica, sociale e ambientale. Infatti, quando le aziende falliscono, la gente va via delle campagne e si determina una desertificazione, un'ulteriore difficoltà idrogeologica di quel territorio.
Le poche aziende rimaste presentano una cronicizzazione dell'indebitamento. Abbiamo più volte chiesto un intervento per il ripianamento debitorio anche con riferimento a questo problema. Era stato presentato un emendamento in tal senso, ma voi avete fatto un'altra scelta. La cosa che vi chiediamo è di non fare passare un anno. A marzo ci sarà la scadenza, se il Governo di centrodestra dovesse proseguire con il ritmo finora tenuto nell'emanazione delle norme attuative della legge varata dal centrosinistra (il pacchetto Sicilia) che ancora non sono state emanate, i nostri agricoltori, che sperano nei mutui che voi avete definito con il decreto omnibus, si troverebbero in grandissima difficoltà. Allora, vorremmo meno promesse, meno annunci, meno proclami. Finora l'unica legge attiva in Sicilia è quella della protezione civile; l'intervento riguardante la zootecnia è stata una goccia nel deserto. Potremmo considerare ininfluenti, quasi offensivi gli aiuti elargiti agli operatori zootecnici eppure non lo facciamo perché non abbiamo intenzione di fare solo demagogia, sappiamo che la strada è in salita, vorremmo, però, che ci fosse un maggiore senso di responsabilità.
Mi permetta, signor sottosegretario, di sottolineare che, mentre lei distingue, giustamente, le responsabilità del Governo nazionale da quello regionale, io credo che si debba, invece, prendere atto dell'omogeneità politica. È una collaborazione che dovrebbe essere utilizzata non solo per uno scambio di potere ed elettorale, ma anche per la Sicilia e per i siciliani; dovrebbero esserci impegno, sintonia e sollecitazione continua della regione nei confronti dello Stato, del Governo nazionale nei confronti della regione. Tutto ciò non avviene: sembra quasi un colloquio tra sordomuti e non ci pare che questa iniziativa venga attivata.
Abbiamo una seria preoccupazione che si è ulteriormente accentuata con le difficoltà climatiche del 15 settembre; prendiamo atto che il Governo utilizzerà il decreto-legge sulle calamità naturali presentato al Senato a seguito dei fatti calamitosi nel nord del nostro paese.
Speriamo che non vi sia soltanto il binario unico previsto dalla legge n. 185, che il Governo abbia più fantasia e che inventi qualcosa che possa permettere non solo all'onorevole Fini di fare gli annunci, ma anche di ottenere concretamente risorse per la Sicilia. Ad oggi, gli agricoltori siciliani - glielo dico con chiarezza e con fermezza - non hanno ricevuto un solo euro di contributo e di rimborso.
Signor Presidente, ciò ci sembra estremamente grave se lo si intreccia con le condizioni drammatiche che vive in questi giorni la Sicilia a Termini Imerese e con le preoccupazioni che vi sono rispetto a una legge finanziaria che non aiuta il Mezzogiorno e che prevede il taglio di numerose risorse che in passato hanno fornito qualche aiuto.
Non vogliamo ricorrere alla demagogia. Aspettiamo questo ulteriore provvedimento del Governo per operare eventualmente interventi migliorativi. Tuttavia, sollecitiamo ulteriormente il Governo a rendere tempestivo il proprio intervento, attraverso le misure previste nel decreto-legge omnibus, per poter dare un minimo di respiro agli operatori agricoli siciliani.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.

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