A)
servizio), con l'occupazione dei locali del comando, e l'articolo 302 del codice penale (istigazione a delinquere), con i ripetuti inviti alla «diserzione» ed alla «disobbedienza»;
il giorno 24 luglio 2002, alle ore 12 circa, un gruppo di oltre cinquanta persone, appartenenti a gruppi dell'autonomia e dell'ultrasinistra padovana, si è presentato presso il comando della polizia municipale di Padova con l'intenzione di occuparne i locali;
gli occupanti motivavano il gesto come manifestazione contro il sequestro, disposto dalla competente autorità giudiziaria, di un appartamento sito in via Ruggeri, abusivamente occupato, sequestro eseguito il giorno precedente da personale in forza al corpo di polizia municipale di Padova;
durante il tentativo di occupazione dei locali del suddetto comando venivano affissi e distribuiti alcuni volantini dai contenuti estremamente gravi e dal tono decisamente intimidatorio. Negli stessi si invitavano gli agenti della polizia municipale alla «diserzione» o al «disobbedire» agli ordini delle autorità competenti;
pochi minuti dopo l'arrivo del gruppo di occupanti, sopraggiungevano alcune pattuglie dell'Arma dei carabinieri e della polizia di Stato, tra cui alcuni agenti della digos di Padova, i quali si limitavano a prendere atto della situazione;
per scongiurare che la situazione degenerasse, il comandante della polizia municipale di Padova aderiva alla richiesta avanzata dal presunto leader degli occupanti di essere ricevuto insieme ad una delegazione, che veniva quindi ascoltata nei locali del reparto polizia giudiziaria, presso il quale sono in forza gli agenti che avevano il giorno prima eseguito il sequestro di cui sopra;
una volta all'interno dei locali gli occupanti assumevano un tono ed un atteggiamento chiaramente minaccioso ed intimidatorio, riprendendo con fotocamere e fotografando tutti gli agenti presenti;
in particolare, minacciando il personale della polizia municipale di Padova, gli occupanti dichiaravano, come da rapporto del comando di polizia municipale, quanto segue: «... vogliamo che gli agenti disobbediscano alle deliranti iniziative di chi vuole trasformarli in un gruppo di squadristi (...). Vi avvertiamo che dovrete disobbedire, in caso contrario saremo costretti ad intervenire in maniera forte e proporzionata al vostro atteggiamento. Conosciamo i nominativi di tutti coloro che hanno partecipato al sequestro dell'appartamento di via Ruggeri; non è una minaccia ma una certezza. La questura non è intervenuta perché più intelligente (...) siete stati avvertiti quindi non costringeteci ad alzare il tiro»;
appare quanto mai chiaro il carattere intimidatorio di quanto avvenuto, essendo le minacce fisiche e personali esplicite e chiare. Inoltre gli occupanti si sono resi responsabili di numerose violazioni del codice penale, tra i quali l'articolo 340 del codice penale (interruzione di pubblico
l'atto appare di per sé grave, in quanto chiaramente volto ad intimidire appartenenti ad un corpo di polizia che hanno diligentemente svolto i loro compiti e le loro funzioni, in pieno accordo con quanto disposto dalle competenti autorità giudiziarie, e ad estendere le stesse intimidazioni a tutto l'operato dell'intero corpo di polizia municipale di Padova;
a quanto risulta agli interpellanti sarebbero intervenuti anche agenti della Digos, dai quali ci si sarebbe atteso un intervento volto a ristabilire l'ordine, anche con riferimento alla sorta di «schedatura» degli agenti di polizia municipale presenti (i quali venivano ripetutamente fotografati e ripresi con videocamere) effettuata dagli occupanti -:
se sia a conoscenza dei fatti sopra esposti;
quali disposizioni in merito la digos di Padova abbia ricevuto;
se ritenga di fornire indirizzi chiari in merito alla prevenzione di atti violenti nei confronti della pubblica amministrazione da parte dei centri sociali;
come si intenda garantire la sicurezza degli agenti della polizia municipale di Padova, presenti al sequestro ed all'occupazione, e dei loro nuclei familiari, ripetutamente minacciati dagli occupanti;
se non ritenga di dover riconoscere la piena legittimità dell'operato della polizia municipale padovana, che è stata messa sotto accusa dagli occupanti, infastiditi, evidentemente, da chi vuole il rispetto delle regole.
(2-00475)
«Saia, Raisi, Alberto Giorgetti, Taglialatela, Fatuzzo, Franz, Anedda, Lo Presti, Fragalà, Scalia, Riccio, Migliori, Zacchera, Losurdo, Pezzella, Patarino, Nespoli, Butti, Menia, Lisi, Airaghi, Arrighi, Giorgio Conte, Bellotti, Trantino, Saglia, Briguglio, Cirielli, Paolone, Giulio Conti».
(1o ottobre 2002)