Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 201 del 9/10/2002
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La seduta, sospesa alle 17,35, è ripresa alle 18,15.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI

Sull'ordine dei lavori.

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare sull'ordine lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, vorrei porre alla sua attenzione una questione che il presidente della Commissione Affari costituzionali ci ha chiesto di sottoporre all'Assemblea.
I relatori del provvedimento sul legittimo sospetto, intorno alle 5 di oggi pomeriggio, hanno presentato un emendamento interamente sostitutivo del testo della legge in esame.
Signor Presidente, dovremmo affrontare domani l'esame della cosiddetta legge Cirami e adesso ci accingiamo ad affrontare l'esame di un provvedimento che impegna la Commissione giustizia. Si pongono, allora, due problemi di una certa delicatezza. Il primo riguarda il termine per la presentazione degli emendamenti, che credo il Presidente abbia fissato intorno alle 10,30 di questa sera, se non ho capito male. Si tratta di un testo completamente nuovo che abbiamo ricevuto alle 17 e la Commissione giustizia è impegnata in Assemblea per l'esame di un provvedimento che la riguarda. La prego, quindi, di far in modo, nei termini che valuterete, che vi sia un tempo congruo per esaminare questo testo che è completamente nuovo.
La seconda questione - chiedo ai colleghi un attimo di attenzione - non riguarda tanto la materia della giustizia ma il problema dei rapporti tra Parlamento e Governo e tra maggioranza e opposizione e credo anche (non vorrei usare un'espressione delicata) il ruolo e la dignità del Parlamento. Accade questo: la maggioranza ha avuto 36 giorni di tempo, dal 3 settembre ad oggi, per presentare un emendamento. Ne ha fatti circolare tanti e l'ultimo giorno possibile ha presentato un testo completamente nuovo. Praticamente, abbiamo discusso per 33 giorni su un testo inutile. Il regolamento assegna 30 giorni per l'esame in Commissione quando sia dichiarata l'urgenza. Questa volta la maggioranza non ha chiesto l'urgenza, ma l'esame in Commissione è durato meno di 30 giorni. Inoltre, quell'esame in Commissione è del tutto inutile, perché il testo è nuovo.
A questo punto avremmo avuto diritto a 30 giorni per esaminare quel testo e non li abbiamo ottenuti; abbiamo diritto a poche ore (anzi, abbiamo discusso credo per circa un'ora) di dibattito in Commissione; verranno presentati degli emendamenti e intorno alle 10,30 (o non so quando) la Commissione si riunirà per valutarli; inoltre, non potremo formulare questi emendamenti perché dovremo essere in aula.
Allora, signor Presidente, si pone un problema politico e costituzionale. Nel momento in cui la maggioranza, all'ultimo momento, modifica integralmente il testo che la Camera dovrà esaminare, mi rimetto a lei perché valuti i nuovi termini cui ha diritto l'opposizione per valutare quel testo.
Signor Presidente, ho avuto l'impressione che persino i relatori fossero un po' colti di sorpresa da questo testo. Abbiamo chiesto, infatti, una serie di chiarimenti che non ci sono stati offerti, quasi che il testo fosse giunto dall'esterno. Naturalmente non è così, però questa è stata l'impressione che abbiamo avuto. Quindi, questo tempo forse gioverebbe anche ai relatori per compiere un esame più approfondito del testo che è loro pervenuto.
Per questi motivi, le chiedo di compiere un'attenta valutazione. Non so se vuole decidere personalmente o consultare la Giunta per il regolamento: valuti lei, signor Presidente, nella sua discrezionalità.


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Recentemente, lei ha difeso il Parlamento affermando che quest'ultimo non deve essere un ostacolo e quest'estate ha scritto un saggio importante sul ruolo del Parlamento stesso. Qui ci troviamo di fronte ad un punto chiave. Se le maggioranze possono cambiare radicalmente il testo il giorno prima che lo stesso venga esaminato dall'Assemblea, è inutile il lavoro in Commissione. Tagliamo completamente fuori la possibilità di un confronto e la maggioranza non può chiedere che vi sia un confronto in Parlamento quando ci si comporta in questo modo, eliminando ogni possibilità di verifica.
Signor Presidente, questo è ciò che volevo dirle con rispetto per quelle che saranno le sue decisioni. Tuttavia, credo che ciascun collega presente in quest'aula si renda conto di quale sia il problema politico che abbiamo posto. Si vedrà in quali tempi dare la possibilità all'opposizione e alla maggioranza stessa di esaminare con attenzione questo testo. Tuttavia - lo ripeto - esso è completamente nuovo e credo che abbiamo diritto a tutti i tempi possibili per esaminarlo con attenzione (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Verdi-l'Ulivo e Misto-Socialisti democratici italiani).

MARCO BOATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, condivido le osservazioni e le richieste avanzate dal presidente Violante e, dunque, sarò molto breve. Vorrei sottolineare il seguente aspetto: come tutti noi sappiamo, quando la proposta di legge Cirami è stata affrontata dall'altro ramo del Parlamento, si sono create ripetutamente situazioni di conflitto non solo politico, come è ovvio in Parlamento, ma anche di tensione istituzionale tra rappresentanti dei gruppi dell'opposizione ed il Presidente dell'altro ramo del Parlamento. Fortunatamente, grazie al suo senso di responsabilità e, se mi permette di dirlo, anche grazie al nostro senso di responsabilità, nulla di tutto questo è avvenuto alla Camera e gliene vorrei dare pubblicamente atto. Vorrei dare atto, sia pure con le tensioni che abbiamo avuto riguardo ai tempi ed alle procedure, anche di un corretto rapporto che vi è stato con la presidenza delle Commissioni riunite ed in particolare con il presidente Bruno che ha presieduto tutte le fasi dei nostri lavori. Abbiamo avuto momenti di dissenso, li abbiamo manifestati, ma vi è stata una reciproca correttezza istituzionale che fa onore a tutti i soggetti politici ed istituzionali della Camera dei deputati.
Adesso però, signor Presidente, siamo di fronte ad un passaggio delicato rispetto al quale vorremmo che il suo ruolo di garante potesse svolgersi nel migliore dei modi che lei ritenga, ovviamente non siamo noi a decidere quale sia tale modo.
Vorrei compiere una breve ricostruzione: un mese e sei giorni di esame di questo provvedimento; un'ampia discussione in Commissione, anche se l'abbiamo ritenuta non sufficiente; la presentazione di un numero di emendamenti da parte delle forze di opposizione alla Camera minore del numero di emendamenti presentati al Senato; nessuno di questi emendamenti è stato accolto in Commissione in sede referente, nessun emendamento presentato né dai relatori né dai deputati della Casa delle libertà in Commissione. Presentazione degli emendamenti in aula: abbiamo ridotto il numero dei nostri emendamenti per l'aula; nessun emendamento presentato dai relatori, nessun emendamento presentato dai deputati della Casa delle libertà. Di fronte alla sollecitazione della Presidenza ai sensi del regolamento abbiamo ridotto i nostri emendamenti al numero di 46: nessuno di questi ha trovato il parere favorevole dei relatori. Abbiamo discusso in quest'aula due settimane fa e, come lei aveva detto e confermato - gliene do atto - rispetto alla richiesta di chiarimento che le posi, si è arrivati al 10 ottobre.
Alle ore 14 del 9 ottobre viene convocato il Comitato dei diciotto perché viene


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preannunciato un emendamento da parte dei relatori. Alle ore 14 ci presentiamo nelle Commissioni congiunte e ci viene chiesto un rinvio perché i relatori sarebbero stati pronti per le ore 16. Alle ore 16 ci ripresentiamo di fronte al Comitato dei diciotto e ci viene chiesto un rinvio di un'altra mezz'ora perché i relatori non sono ancora pronti. Alle ore 16,30 ci viene chiesto un ulteriore rinvio di dieci minuti perché bisogna fotocopiare un testo che alle ore 16,40 viene presentato. Dalle 16,40 alle 17,25 deputati dell'opposizione e della maggioranza fanno richiesta di chiarimento ai relatori sul testo che hanno appena depositato. I relatori si rifiutano di rispondere a tali richieste di chiarimento e, detto in linguaggio scolastico, fanno scena muta. Né alle richieste dell'opposizione né a quelle di tre esponenti della maggioranza del centrodestra viene data alcuna risposta. Concludiamo il Comitato dei diciotto alle 17,25 e ci ritroviamo con la stessa operazione compiuta al Senato: un emendamento firmato dai relatori che sostituisce l'intero articolo 1, quindi quattro articoli del codice di procedura penale più le due norme finali.
Di fronte a tutto questo abbiamo discusso per un mese e sei giorni un altro testo e domani mattina ci ritroveremo in aula a discutere improvvisamente un testo completamente diverso ed interamente sostitutivo. Questa sera alle 22,30 in teoria - dico in teoria perché mi auguro che lei tenga conto della ricostruzione che ho fatto pacatamente - dovremmo, dopo aver partecipato ai lavori dell'Assemblea dove siamo impegnati con il provvedimento sull'immigrazione e con il provvedimento sulla liberazione condizionale, presentare i subemendamenti. Non credo, Presidente, che ciò possa essere accettabile da parte nostra. Ritengo che anche lei si trovi di fronte a fatti nuovi, se è vera la ricostruzione che ho appena fatto (ho cercato di farla con serenità), rispetto ai quali forse occorrerà adeguare anche le sue determinazioni.
Tuttavia, al di là delle determinazioni procedurali - e solo quelle competono a lei, lo so -, vi è anche un aspetto di carattere politico, che è sotto gli occhi di tutti (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

DONATO BRUNO, Presidente della I Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DONATO BRUNO, Presidente della I Commissione. Comprendo le osservazioni svolte dal presidente Violante e dal collega Boato. Tuttavia, signor Presidente, occorre che le venga rappresentata esattamente la realtà. Quello che è stato presentato non è un testo che modifica integralmente la normativa: è un testo che raccoglie una serie di osservazioni avanzate dall'opposizione durante il lungo percorso che ci ha occupati nelle Commissioni congiunte. Vi sono due o tre punti che, ripeto - poi la tecnica dello scrivere può essere anche non condivisa (e anche la sostanza) -, recepiscono le osservazioni che sono state avanzate sia dall'opposizione sia dalla maggioranza, sia nella fase della discussione sia in fase emendativa (Commenti dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).
Credo questo sia un elemento di cui lei, signor Presidente, deve disporre, per poter decidere con molta serenità quale debba essere il termine per la presentazione dei subemendamenti, che personalmente - senza che ciò voglia essere assolutamente una pregiudiziale, perché non può esserlo - ritengo possa rimanere benissimo quello fissato per questa sera, atteso che comunque - è bene che lei lo sappia - ho ritenuto opportuno, insieme al presidente Pecorella, convocare le Commissioni congiunte domattina alle ore 8, proprio per la valutazione degli eventuali subemendamenti che saranno presentati nel termine che lei riterrà più opportuno.
Dico ciò perché non è la prima volta che viene presentato un emendamento che sostituisce l'emendamento precedente; dire però che quell'emendamento è completamente innovativo credo sia una rappresentazione della realtà che non risponde esattamente al vero.


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Questo è un elemento che volevo rassegnarle, affinché lei possa (con molta serenità come sempre ha fatto) valutare se le ore 22,30 di questa sera sia un tempo congruo. Ripeto, ci rimettiamo alla sua determinazione, ma vorrei che domani questo provvedimento, dopo averci dato la possibilità di lavorare in sede di Comitato ristretto con le Commissioni congiunte, possa essere discusso dall'Assemblea.

FRANCESCO GIORDANO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, il presidente Bruno ha appena detto che il maxiemendamento presentato raccoglie le tante proposte che sono state avanzate dall'opposizione. In realtà, siccome l'opposizione al riguardo esprime un giudizio nettamente contrario e dato che il presidente Bruno ha anche specificato - a mio modo di vedere, lo dico con garbo, un pò contraddittoriamente - che tecnica e sostanza sono contestate, non capisco quali idee e proposte siano state raccolte dall'opposizione, visto che è del tutto evidente che ci troviamo di fronte ad un altro testo, radicalmente diverso da quello precedente, ma sul quale l'opposizione unitariamente esprime una netta contrarietà.
Allora le chiedo, signor Presidente, senza ricostruire nulla di questa vicenda, che è nota a tutti quanti, come sia possibile che il paese e il Parlamento abbiano discusso su un determinato testo e si ritrovino ora a discutere in un tempo strettissimo di un altro testo; e ciò, su una materia che ha appassionato la discussione politica.
Poiché ci troviamo in queste condizioni, con un testo che sostituisce integralmente il testo Cirami, è del tutto evidente che dovremmo avere il tempo congruo per una discussione effettiva; altrimenti l'alterazione dei rapporti fra Parlamento e volontà della maggioranza diventa così schiacciante da essere francamente del tutto inefficace ogni tipo di azione politica da parte delle opposizioni nel Parlamento medesimo.
Per questa ragione le chiediamo a questo punto, signor Presidente, di rivalutare esattamente i tempi di discussione, con l'accortezza e con la capacità, che sicuramente lei ha, di poter comprendere questo problema che a noi pare di grande rilievo.

FRANCESCO MONACO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO MONACO. Signor Presidente, lei conosce il nostro giudizio circa il merito di questa «proposta indecente». La interpretiamo come un'iniziativa che produrrà - e ha già prodotto - lacerazioni sia nei rapporti politici tra maggioranza e opposizione sia nei rapporti istituzionali - faccio osservare che ha già posto in tensione tutti i più alti organi costituzionali - sia nei rapporti tra politica e corpo sociale. Questo è il nostro giudizio sul merito. Se a ciò si aggiunge un palese vulnus nei confronti dell'attività parlamentare, anche dal punto di vista della tempistica e delle procedure, questo acuisce palesemente tale lacerazione.
Lei, non più tardi di una settimana fa, in un suo intervento - da me molto apprezzato - di bilancio di questi primi dieci anni successivi alla rottura del vecchio sistema politico, ha richiamato tutti all'idea - che sottoscrivo appieno - secondo la quale il Parlamento non può essere considerato come un ingombro.
Bene, mi permetto di far osservare, in aula e non nei seminari, che, se qualche correttivo - a nostro avviso non di sostanza - è stato introdotto attraverso questo maxiemendamento che solo ora ci viene sottoposto, ciò è avvenuto non già in ragione della dialettica democratica che si è prodotta all'interno di questo Parlamento, ma in ragione di un negoziato che si è avuto altrove, ad altissimo livello.
Questo evidenzia la misura dell'anomalia e della patologia che stiamo scontando. Se a ciò si aggiunge questa ulteriore forzatura, dal punto di vista delle tempistiche e delle procedure, lascio intendere a lei - che ci ha ricordato che il Parlamento non


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è un ingombro - cosa possiamo concludere come forze di opposizione (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Poiché vedo che non vi sono altri che intendono intervenire su questo punto, vorrei rispondere alle questioni testé sollevate.
Anzitutto, vorrei fare una premessa. Io cerco - dico cerco, perché questo è ciò che umanamente si può fare - di difendere sempre le prerogative del Parlamento, sia che si parli di legge finanziaria sia che si parli di giustizia sia che si parli di telecomunicazioni o di trasporti, come ieri mi è stato unanimemente sollecitato dall'ufficio di presidenza della Commissione trasporti della Camera in relazione ad una vicenda particolare, sulla quale, evidentemente, non voglio soffermarmi.
Per quanto mi riguarda, l'esame di questo provvedimento è stata calendarizzato per il 10 ottobre e ciò è stato annunciato sin dalla riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo del 3 settembre, stabilendo sin da allora un calendario teso a garantire le esigenze sia della maggioranza sia dell'opposizione.
Sono rammaricato per il fatto che si sia determinata la situazione di difficoltà che l'onorevole Violante e gli altri colleghi hanno testé lamentato a causa della presentazione, avvenuta solo oggi, da parte dei relatori di un emendamento interamente sostitutivo. Tuttavia, devo precisare - in quanto custode del regolamento - che i relatori hanno agito nell'ambito delle facoltà che il regolamento attribuisce loro e devo anche sottolineare all'Assemblea - e spero che tutti me ne diamo atto - che mai il Presidente della Camera ha subordinato alla presentazione di eventuali emendamenti il termine della discussione previsto per il 10 ottobre.
Quando mi è stato fatto notare che un anticipo dell'esame da parte dell'Assemblea probabilmente avrebbe potuto facilitare la presentazione dell'emendamento, ho spiegato che la data del 10 ottobre avevo deciso e che tale data rimaneva valida, indipendentemente dalle tematiche e dalle discussioni, legittime, che i gruppi parlamentari svolgono in ordine al testo che viene presentato.
Allora, la decisione circa i tempi di esame del provvedimento in aula, che è apparsa a volte ai gruppi di maggioranza come un'eccessiva tutela delle ragioni dell'opposizione, è da me confermata: domani si discuterà questo provvedimento.
Vi è un precedente che, forse per delicatezza, gli onorevoli Violante, Giordano, Boato e Monaco non hanno richiamato; ma io voglio richiamarlo perché in privato mi è stato posto questo problema. Mi riferisco al fatto che un disegno di legge collegato in materia di agricoltura è stato rinviato a seguito della presentazione di un emendamento sostitutivo del testo. Ricordo ciò e rammento anche quando fu rinviato, ma mi ricordo anche che la situazione era diversa perché in quel caso fu la Commissione, in tutte le sue componenti, a sollecitare il Presidente della Camera al rinvio. Fu la Commissione all'unanimità a chiedermi di rinviarne l'esame in aula.
Però, questa situazione rappresenta un problema e io credo che la cosa più responsabile che il Presidente della Camera possa fare è agire in due sensi: convocando, in primo luogo, finito l'esame di questo provvedimento (perché, come ha detto l'onorevole Violante, questo è un problema generale; si parla di giustizia ma potremmo trattare di qualsiasi altra materia, come in un'altra occasione ci occupavamo di agricoltura), la Giunta per il regolamento al fine di stabilire per il futuro come comportarci in casi di questo tipo. In secondo luogo, per quanto riguarda il caso in esame, voi avete posto la questione dell'esame del provvedimento e quella del termine per la presentazione dei subemendamenti poiché è stato ritenuto che le 22 di questa sera sia un termine insufficiente. Credo che la Presidenza possa aggiornare a mezzanotte, cioè di due ore, il termine di presentazione dei subemendamenti (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo - Applausi polemici del deputato Kessler).


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Onorevoli colleghi, credo sia una decisione responsabile. Se l'esame del provvedimento in aula è fissato per domani mattina, non so se vogliate che si stabilisca come termine quello delle 5 di notte ma credo sia più logico fissare come termine per la presentazione dei subemendamenti la mezzanotte. Ringrazio l'onorevole Boato che annuisce a questa mia iniziativa, segno che probabilmente essa non è così folle come può sembrare a qualcuno (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani).
Credo che la seduta di domani possa conseguentemente essere aggiornata alle ore 10, per consentire alla Commissione un minimo di tempo in più per svolgere il suo lavoro. Grazie.

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