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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Ventucci, ha facoltà di COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, l'Italia è fortemente impegnata a livello multilaterale per la tutela dei diritti umani e della dignità della persona, con particolare riguardo alla protezione da trattamenti inumani e degradanti ed al diritto ad uno standard carcerario adeguato.
livello europeo nel quadro delle attività istituzionali del Comitato prevenzione tortura (CPT), organo costituito da esperti indipendenti incaricato di verificare, anche mediante visite ispettive nel luogo di detenzione, l'adempimento degli Stati membri alla Convenzione europea per la prevenzione della tortura e di altre pene disumane e degradanti.
PRESIDENTE. Ringrazio il sottosegretario. L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, prima di entrare nel merito vorrei dire che la seduta di oggi solo apparentemente si appalesa stanca, perché i colleghi che mi hanno preceduto hanno fornito una prova di straordinaria disinvoltura, da una parte, ed hanno
svolto, dall'altra, un'importantissima premessa, di cui lei, onorevole Presidente, avrà certamente preso atto. La disinvoltura è dovuta al fatto che mi sembra ridicolo chiedere in quest'aula quanto tempo sia necessario per restituire la stele di Axum, da parte dell'onorevole Bulgarelli, che appartiene ai Verdi e che ha avuto per cinque anni un ministro facente parte del suo stesso gruppo nei precedenti Governi.
PRESIDENTE. Onorevole Delmastro Delle Vedove, scusi se la interrompo. La sua è un'esondazione - come si diceva un tempo - dal perimetro del terreno a sua disposizione.
SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Le chiedo scusa, Presidente, rilevo soltanto che sarei lieto che i colleghi auspicassero anche il ritorno di tutte le opere portate via da Napoleone Bonaparte, così sentiremo le risate «omeriche» dei verdi francesi quando i loro colleghi italiani rivolgeranno loro questa proposta.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze e delle interrogazioni all'ordine del giorno.
La situazione carceraria in Russia è stata oggetto di specifiche raccomandazioni sin dalla visita, effettuata nel 1994, su invito delle stesse autorità russe, da parte dello Special rapporteur contro la tortura delle Nazioni Unite; già in quella occasione era stato sottolineato come il sovraffollamento e le pessime condizioni igienico-sanitarie costituissero una forma di grave maltrattamento dei detenuti e quindi una violazione delle norme internazionali. Un altro punto debole era stato ravvisato nell'insufficienza di personale, mal pagato e male addestrato: venivano pertanto raccomandati interventi urgenti ed una maggiore allocazione di risorse per porre rimedio a questa situazione inaccettabile. Lo Special rapporteur, pur riconoscendo in quella occasione alle autorità russe un'effettiva volontà di collaborare, le aveva richiamate al rispetto delle norme internazionali e della stessa legislazione nazionale, contraria alla tortura ed alle pene inumane e degradanti. Per ovviare al sovraffollamento, aveva altresì raccomandato un ricorso più ampio all'istituto della libertà provvisoria.
La situazione interna degli istituti di pena russi è costantemente monitorata a
L'Italia segue con attenzione l'opera di monitoraggio costante sulla situazione dei carceri russi sviluppata in ambito Consiglio d'Europa e Comitato prevenzione tortura: in tale ambito la Russia, anche di recente, è stata richiamata ad una maggiore cooperazione con il Comitato prevenzione tortura e sulla base di questi interventi le autorità di Mosca si sono impegnate a fornire informazioni ed aggiornamenti costanti al Comitato sui seguiti assicurati ai rilievi da questo formulati.
Va ricordato che il Comitato ha inoltre il potere di disporre visite ispettive senza preavviso, facoltà di cui si avvale quando le informazioni e gli aggiornamenti che riceve non sono soddisfacenti.
La Russia ha ratificato la citata Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene disumane e degradanti nel 1998. Da allora delegazioni del Comitato prevenzione tortura hanno ispezionato istituti di pena in Russia nel dicembre del '98, nel settembre del '99, nell'ottobre del 2000, nel marzo del 2001, nel dicembre del 2001; nei mesi di febbraio e maggio di quest'anno sono stati ispezionati anche dei centri di detenzione in territorio ceceno.
In virtù dell'articolo 11 della succitata convenzione, i rapporti delle visite sono riservati e non possono essere divulgati; tuttavia alla luce dei risultati della visita in Cecenia nel marzo 2001, il Comitato rilasciò una dichiarazione pubblica denunciando casi di gravi maltrattamenti riscontrati nella prigione di Chernokozovo e contestando l'atteggiamento poco cooperativo assunto dalle autorità russe nei riguardi del Comitato.
Con riguardo allo specifico esempio riferito nella interrogazione, va rilevato che le informazioni riportate sono quelle fornite dal ricorrente alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, in occasione della sentenza sul caso Kalashnikov resa il 17 luglio di quest'anno. Tali informazioni sono state contestate dalle autorità russe che hanno prodotto fotografie e un video della cella dove era contenuto il signor Kalashnikov. È, tuttavia, importante precisare che la Corte ha comunque condannato la Russia per violazione dei diritti umani in relazione all'articolo 3 della Convenzione, cioè non per le condizioni di detenzione ma per gli eccessivi termini di custodia cautelare cui il ricorrente era stato sottoposto.
L'Italia è determinata a ribadire in ogni «foro» multilaterale incluso nel quadro del Consiglio d'Europa e dell'OCSE, la necessità per tutti i paesi di rispettare i diritti fondamentali dei detenuti e svolge questa azione a tutto campo, anche nei confronti di quei paesi, come la Russia, così come richiesto dall'onorevole Delmastro Delle Vedove nella sua puntuale interrogazione, che hanno ratificato le più importanti convenzioni in materia di diritti umani, tra le quali il Patto sui diritti civili e politici e la Convenzione contro la tortura.
L'Italia ha inoltre cosponsorizzato durante la cinquantottesima sessione della Commissione per i diritti umani (svoltasi a Ginevra nell'aprile del 2002) la risoluzione «Torture ed altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti» di cui siamo stati copresentatori. La risoluzione, anche grazie nostri sforzi, è stata approvata per consenso da tutti i membri della Commissione per i diritti umani, tra cui la Russia.
Inoltre, affermare che l'Italia abbia tardato cinquant'anni, quando il centrosinistra ha governato per cinque anni e non è riuscito a spostare un obelisco, dimenticando che l'Italia di tanti anni fa ha impiegato meno tempo per costruire case, strade, ponti, ospedali, infrastrutture di ogni tipo in quei paesi...
Dopo 70 anni di comunismo, onorevole sottosegretario - e quindi di errori ed orrori - la Russia del Presidente Putin sta cercando di ridisegnare un suo nuovo ruolo nello scacchiere mondiale, in linea con i nuovi equilibri geopolitici delineatesi dopo lo sbriciolamento inglorioso del sistema del cosiddetto socialismo reale.
Nessuno di noi può pretendere che, in poco più di dieci anni, la Russia riesca a colmare il gap che irrimediabilmente divideva l'Occidente dall'Unione sovietica. Vi sono però alcuni settori di intervento (fra questi l'adeguamento a principi di umanità del sistema carcerario), rispetto ai quali il consorzio degli Stati civili ha diritto di pretendere una forte e decisa accelerazione del processo di omogeneizzazione con gli standard occidentali.
Ho ricordato, onorevole sottosegretario, la condanna della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Perché si faccia mente locale, mi preme ricordare che in celle di 17 metri quadrati convivono ben 24 detenuti, con 0,8 metri quadrati di cella disponibili a persona, a fronte dei 7 metri previsti dalla normative europee e che i reclusi sono costretti, molte volte, a dormire a turno nella cella sempre illuminata, rumorosa, infestata di parassiti e priva di areazione.
Onorevole sottosegretario, dedico questa descrizione non certo simpatica a quella sinistra sedicente comunista che denuncia il sistema carcerario italiano, dimenticando che, pur con tutte le sue ben conosciute inadeguatezze, esso è, rispetto al sistema carcerario comunista, un complesso di hotel a cinque stelle. Onorevole sottosegretario, l'occidente deve aiutare fraternamente ed in modo convinto la nuova Russia. È interesse, oltre che della Russia stessa, del mondo intero, far sì che questo paese venga recuperato ed inserito a buon diritto nel novero dei paesi moderni.
Ho preso atto delle iniziative intraprese dal ministero, di cui sono profondamente soddisfatto e lieto. Penso che questa sia la strada da perseguire e che bene stia agendo il nostro paese, utilizzando anche lo straordinario lavoro svolto dal ministro per gli affari esteri ad interim, onorevole Berlusconi, per la cucitura di un importantissimo rapporto personale con il Presidente Putin. È bene quindi che il Governo prosegua su questa strada per far comprendere agli amici russi che per entrare sul serio e a buon diritto nel novero dei paesi civili anche il sistema carcerario rappresenta una cartina di tornasole importante. Su questo versante auguro a lei, onorevole sottosegretario, buon lavoro e confermo la mia piena soddisfazione per la sua risposta.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 18.


