Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 201 del 9/10/2002
Back Index Forward

Pag. 79

(Risorse finanziarie statali destinate ai sindacati - n. 3-01451)

PRESIDENTE. L'onorevole Catanoso ha facoltà di illustrare l'interrogazione La Russa n. 3-01451 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 8), di cui è cofirmatario.

BASILIO CATANOSO. Signor Presidente, signor ministro, il 26 settembre di quest'anno - come peraltro riportato piuttosto diffusamente dalla stampa - il dipartimento organizzazione di un noto sindacato nazionale (la CGIL) ha dato indicazioni alle proprie strutture periferiche affinché venissero messe a disposizione dell'Udu (unione degli universitari) dei fondi per lo svolgimento di una manifestazione antigovernativa per il 12 ottobre indetta dalla stessa unione degli universitari.
La confederazione degli universitari è una confederazione nazionale di associazioni studentesche che dovrebbe, secondo il proprio statuto, mirare a migliorare le condizioni dell'università italiana. Quindi, si tratta di un'organizzazione non legata ufficialmente ad alcun partito o ad alcun sindacato.
Fermo restando il fatto che per noi il diritto di manifestare dev'essere salvaguardato sempre perché è base della tutela della libertà dei cittadini, appare certamente strano che a sopportare, a gestire e a finanziare manifestazioni antigovernative di organizzazioni studentesche sia un sindacato che, per farlo, utilizza i fondi provenienti dai propri iscritti (i quali non so se ne siano contenti) e dallo Stato. Infatti, non va dimenticato che lo Stato finanzia i sindacati direttamente con l'erogazione ai patronati e indirettamente in vari altri modi. Lo Stato però finanzia l'attività sindacale perché questa sia e rimanga tale, a tutela del lavoratore italiano. Non si possono finanziare organizzazioni che esplicano un ruolo marcatamente politico, se non nel rispetto di quelle che sono le normative sui rimborsi elettorali dovuti ai partiti politici, così come previsto dalla legge.

PRESIDENTE. Onorevole Catanoso, il suo tempo è abbondantemente scaduto.

BASILIO CATANOSO. Vogliamo sapere quale sia l'ammontare complessivo delle contribuzioni erogate direttamente o indirettamente dal sindacato in questione e quali iniziative il Governo intenda adottare per evitare che le risorse dello Stato destinate ai sindacati siano utilizzate per fini estranei a quelli della propria attività sindacale. Ciò, visto anche che le norme impongono ai partiti politici e non ai sindacati di rendere pubblici i bilanci.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, con riferimento a tale interrogazione, si fa presente che il finanziamento viene erogato dal ministro del lavoro non ai sindacati, ma agli istituti di patronato e di assistenza sociale che sono promanazione delle organizzazioni sindacali, riconosciuti quali enti di diritto privato con decreto ministeriale, e che svolgono un servizio di pubblica utilità.
Al predetto finanziamento si provvede mediante il prelievo di una quota percentuale dei contributi incassati dagli istituti previdenziali. Chiarito, quindi, che l'erogazione dei fondi da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali costituisce un contributo al finanziamento degli istituti di patronato e di assistenza sociale, la ripartizione dell'ammontare, risultante per ciascun esercizio, è effettuata sulla base di una valutazione dell'estensione e dell'efficienza dei servizi.
Gli specifici criteri per l'erogazione del contributo, contenuti nel regolamento del 1994, tengono conto, oltre che dell'organizzazione, soprattutto della specifica attività di patrocinio espletata da ciascun istituto di patronato, valutati in rapporto all'entità e alla complessità tecnica degli interventi statisticamente rilevati.
La ripartizione definitiva delle somme, affluite per ciascun esercizio fra gli istituti


Pag. 80

di patronato che hanno operato nel corso dell'anno considerato, è attuato in base all'elaborazione in sede ministeriale, a livello centrale, di dati statistici che pervengono da tutte le province tramite i servizi di ispezione del lavoro delle direzioni provinciali, i quali provvedono, come previsto dalla legge, ad inviare al Ministero del lavoro, per ciascun esercizio, i prospetti statistici debitamente convalidati e corredati dalle relazioni specifiche.
Il contributo al finanziamento viene versato alla sede centrale del patronato interessato che, nell'ambito della propria autonomia gestionale, le ripartisce tra le singole sedi periferiche.
Per quanto riguarda l'INCA CGIL, nel 2000 e nel 2001 sono stati rispettivamente versati 76 miliardi e 907 milioni di lire e 37 milioni e 146 mila euro (si tratta di acconti); a saldo bisogna aumentare queste somme di circa il 10 per cento.
Per quel che riguarda gli istituti dei permessi retribuiti e delle aspettative le pubblica amministrazione, come è noto, sono tenute, come datori di lavoro, ad accordarli ai propri dipendenti che ne hanno titolo. I destinatari sono eccezionalmente i lavoratori che rivestono le qualità di componenti delle rappresentanze sindacali unitarie. Le aspettative riguardano i lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali nazionali o, comunque, nella struttura organizzativa del sindacato di appartenenza.
Vorrei ricordare un dato che può essere significativo: con riferimento alla CGIL-scuola sono 226 i distacchi annui, 26 mila e 328 le ore annue complessive di permessi sindacali per gli organismi direttivi e 111 mila e 201 le ore ammesse per l'espletamento del mandato sindacale (è un dato del Ministero della pubblica istruzione).
Con riferimento all'iniziativa del Governo, e concludo signor Presidente, richiesta dagli interroganti, stante l'attuale quadro normativo, non sono possibili interventi da parte dell'esecutivo.

PRESIDENTE. L'onorevole Catanoso, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

BASILIO CATANOSO. Signor Presidente, ringrazio il Governo per la conferma del fatto che esistono i contributi attraverso i patronati ed i sindacati. Si tratta, ovviamente, di contributi che tendono sempre, in ogni caso, a garantire il lavoratore italiano e non certo a destabilizzare il Governo in carica in questo momento.
Ci preoccupa, quindi, il fatto che ci si possa trovare di fronte alla strumentalizzazione della volontà, seria e costruttiva, degli studenti italiani di migliorare le condizioni dell'università italiana e la possibilità di una formazione dei nostri giovani a livello europeo. In tal modo ci si troverà di fronte ad un sindacato italiano che desidera diventare piuttosto partito politico contro un Governo e che non si porrà, quindi, a tutela dei propri iscritti e dei cittadini italiani lavoratori.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Sospendo la seduta che riprenderà alle 16 con lo svolgimento di interpellanze e di interrogazioni.

Back Index Forward