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B) Interpellanza
da alcuni anni l'Italia si è dotata di strumenti legislativi in materia di cancellazione e conversione del debito con i Paesi in via di sviluppo: la legge 27 dicembre 1997, n. 449, (e conseguente regolamento attuativo adottato col decreto del ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 9 novembre 1999) ha introdotto la possibilità di procedere alla conversione del debito. Successivamente, la legge n. 209 del 2000 (e conseguente regolamento attuativo adottato col decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, di concerto con il Ministro degli affari esteri, del 4 aprile 2001, n. 185) ha introdotto la possibilità di procedere alla cancellazione del debito;
queste norme sanciscono la finalizzazione della conversione/cancellazione ai fini di «sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile» e alla «lotta alla povertà», trasformando l'onere debitorio in un sostegno diretto e verificabile alle politiche di riduzione della povertà che la comunità internazionale sta perseguendo;
l'accordo di conversione Italia-Perù siglato nel settembre del 2001 rappresenta una delle prime realizzazioni di tale normativa in coerenza con i principi indicati dal legislatore -:
quale sia la tipologia dei soggetti che potranno concorrere ai finanziamenti;
come si pensa di impostare, in applicazione dell'accordo, il rapporto con il Governo peruviano;
come si è determinato e quale sia il percorso che ha portato all'individuazione delle rappresentanze della società civile peruviana;
come il Governo italiano voglia impostare il rapporto con le organizzazioni non governative italiane operanti in Perù;
se ritenga che il regolamento attuativo recepisca lo spirito e la lettera dell'accordo;
quali strumenti di monitoraggio del processo di attuazione dell'accordo siano stati previsti.
(2-00428) «Sereni, Pistelli, Spini, Fioroni, Calzolaio, Giovanni Bianchi».
(18 luglio 2002)