Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 200 dell'8/10/2002
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DICHIARAZIONI DI VOTO FINALE DEI DEPUTATI ETTORE PERETTI E GIANCARLO PAGLIARINI SUL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE N. 3138

ETTORE PERETTI. Dichiaro il voto favorevole dei deputati del gruppo dei cristiano democratici dell'UDC (CCD-CDU) su questo provvedimento, sottolineando con soddisfazione la risoluzione del problema dei residui e auspicando che in sede di legge finanziaria possa trovare adeguata soluzione la ricerca di una compatibilità tra necessario rigore finanziario ed esigenze dello sviluppo.

GIANCARLO PAGLIARINI. Colleghi, tutti i problemi che abbiamo e che stiamo trasferendo sulle generazioni future, sui nostri figli, sono riconducibili a due cose: al mancato rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, in particolar modo negli anni '70 e '80, e alla organizzazione esasperatamente centralistica dello Stato, le cui conseguenze, negli anni, sono state la mancanza di responsabilizzazione in molti enti locali e i giochi di potere qui, a Roma, al centro, che sicuramente sono andati a vantaggio di qualcuno, ma che altrettanto sicuramente non sono mai andati a beneficio della collettività.
Al primo punto si cerca di rimediare adesso con questo testo, che non sarebbe stato assolutamente necessario se in passato l'amministrazione centrale avesse dimostrato di saper svolgere in modo corretto, onesto e tempestivo i suoi compiti di controllo di gestione. Compiti che tra le altre cose includono anche, necessariamente, il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione.
Ma se guardiamo ai conti dello Stato e al mastodontico ammontare del debito accumulato dallo Stato, a cui bisognerebbe aggiungere il valore attualizzato del debito già maturato per le pensioni, che come sapete è un vero e proprio debito che stiamo trasferendo alle generazioni future e che non è contabilizzato da nessuna parte del bilancio dello Stato, dobbiamo non solo ammettere che questo decreto è


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necessario, ma dobbiamo anche convenire che il suo difetto più grande è quello di essere stato predisposto troppo tardi. Il ritardo è di almeno 40 anni e se fosse andato in Gazzetta Ufficiale 40 anni fa, quelli che in questi anni hanno comandato nei palazzi del potere avrebbero combinato meno guai.
Al secondo difetto, quello della organizzazione esasperatamente centralistica del sistema fiscale dello Stato, si dovrebbe porre riparo con un'attuazione estensiva dell'articolo 119 della Costituzione.
Il testo del decreto predisposto dal Governo è stato parzialmente modificato prima in Commissione e poi in aula. Il testo originale era molto snello ed era interamente basato sul concetto di responsabilità. Vale a dire sul principio che il Parlamento approva le leggi e poi l'amministrazione svolge il suo compito anche di controllo di gestione per accertare che le leggi operino nel rigoroso rispetto dell'articolo 81 della Costituzione.
Gli emendamenti approvati dalla Commissione e dall'Assemblea non hanno cambiato questa filosofia di base del testo, salvo alcuni tecnicismi che hanno ulteriormente rafforzato i controlli e che sono stati considerati necessari nella circostanza.
In conclusione, il voto della Lega nord Padania su questo testo è positivo. Sottolineiamo che se questo testo fosse stato approvato quarant'anni fa noi oggi staremmo trasferendo sulle spalle delle generazioni future un debito molto minore e le procedure sugli appalti sarebbero già molto più efficienti di oggi. Naturalmente ricordiamo che è, comunque, sempre necessaria una profonda riforma di tutta la legge di bilancio e, in particolare, delle caratteristiche e dei tempi della legge finanziaria.

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