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La seduta comincia alle 9,30.
ALBERTA DE SIMONE, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 4 ottobre 2002.
(È approvato).
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Grazie, Presidente. Vorrei richiamare l'attenzione sui fatti che in questi giorni stanno fortemente preoccupando la popolazione italiana, in particolare ampie fasce di lavoratori impiegati nelle aziende della FIAT: è infatti nuovamente salita la preoccupazione sulla crisi della FIAT, dopo gli accordi di luglio con i quali era stato previsto il prepensionamento di 2.800 lavoratori per la razionalizzazione del personale, oltreché un piano di ripresa produttiva. Purtroppo l'auspicata ripresa non c'è stata; nel mese di settembre, le case automobilistiche estere hanno registrato bilanci positivi, mentre la FIAT ha registrato un'ulteriore flessione delle sue quote di mercato. Da qui i segnali di allarme partiti dagli organi di informazione su possibili tagli occupazionali (si parla di circa 7.000-8.000 lavoratori che dovrebbero perdere il posto di lavoro) e sulla possibilità di chiusura di stabilimenti storici, quali quelli di Mirafiori, di Arese e di Termini Imerese.
Ben sappiamo che questi scenari di crisi della più grande impresa del settore industriale potrebbero riversarsi su tutta l'economia del nostro paese. Pur non volendo fare particolarismi, vorremmo sottolineare che le conseguenze eventuali sarebbero ancora più drammatiche sulle realtà del Mezzogiorno, in modo particolare per la Sicilia, laddove vi sono delle difficoltà strutturali sul piano delle alternative occupazionali e dove la crisi industriale si intreccerebbe fortemente con le gravi difficoltà che sta vivendo il mondo agricolo.
È per questo, signor Presidente, che consideriamo importante svolgere stamani questa considerazione, anche perché la settimana in corso appare decisiva per le questioni che abbiamo voluto sottolineare. Si tratta, infatti, di una settimana densa di appuntamenti: ieri vi è stato un incontro tra l'azienda e le istituzioni locali; domani vi sarà un incontro tra l'azienda e i sindacati e probabilmente sarà comunicato dalla FIAT ufficialmente il numero dei tagli occupazionali.
Pensiamo che il Parlamento non possa assistere inerte al declino della FIAT. Vi sono situazioni drammatiche che si profilano sul piano occupazionale; pertanto riteniamo indispensabile che il Governo venga a riferire in aula sulle prospettive del settore auto, sulle ripercussioni negli stabilimenti della FIAT e soprattutto sui gravi problemi di natura occupazionale che ne potrebbero derivare.
PRESIDENTE. Lei pone, onorevole Burtone, una questione molto grave, che ci preoccupa fortemente. Purtroppo il mezzo da lei adoperato, quello dell'intervento sull'ordine dei lavori, è uno strumento improprio dal punto di vista procedurale. Le ho consentito di completare il suo
intervento proprio perché si tratta di un argomento di grandissima rilevanza sociale. La invito, tuttavia, a servirsi degli strumenti che il regolamento della Camera le consente di utilizzare, quali, ad esempio, la presentazione di interrogazioni a risposta immediata, di interpellanze e così via.
Ad ogni modo, stante la gravità della situazione da lei segnalata e della quale la Presidenza condivide l'importanza, la segnaleremo al Presidente Casini, affinché intervenga sul Governo perché comunichi al Parlamento quali siano le iniziative che riterrà necessarie proporre per affrontare questo grave problema.
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