B) Interpellanza
a 22 anni dall'incidente di volo del DC9 I-TIGI Itavia del 27 giugno 1980, che costò la vita ai 77 passeggeri e ai quattro membri dell'equipaggio, si avvia all'ultima e definitiva fase il processo dinanzi alla terza sezione Corte di assise di Roma, che dovrà stabilire la «verità processuale» sulla tragica vicenda;
nel corso degli anni le oggettive difficoltà di istruzione probatoria hanno portato alla formulazione di ipotesi e di relativi capi di imputazione al vaglio della magistratura;
nonostante le contraddizioni e i sospetti di depistaggio, tutto il possibile è stato fatto per ricostruire la vicenda ed acquisire elementi di prova, compreso il recupero dei resti dell'aeromobile e la sua ricostruzione quasi integrale. Tuttavia la possibilità di individuare precise responsabilità nelle competenti sedi giurisdizionali risulta difficile e soltanto il completamento dell'attuale fase processuale potrà individuare una verità quanto meno processuale;
il ruolo dei media nella vicenda di Ustica è stato estremamente rilevante per il forte impatto che questa tragedia ha avuto sull'opinione pubblica e per la difficile individuazione dei responsabili. In questo contesto alle vittime di Ustica, cui va tributato il massimo rispetto ed il massimo impegno nella ricerca della verità, si rischia di affiancare ulteriori vittime;
possono diventare vittime le istituzioni coinvolte, come l'Aeronautica militare e il Sismi, e coloro che, per difendere il corpo di appartenenza da accuse ritenute ingiuste, sono stati perseguiti penalmente, a causa del contenuto ritenuto diffamatorio delle affermazioni fatte;
è il caso del generale Catullo Nardi, uno dei coordinatori del «dossier Ustica», predisposto dal comitato di studi istituito presso il centro studi aeronautici, condannato in primo grado per alcune frasi pronunziate in pubblico nell'ambito di un convegno. Possono diventare vittime anche gli attuali imputati, ufficiali dell'Aeronautica militare, del Sismi e funzionari di Civilavia, sui cui pendono gravissime accuse, che vanno dall'attentato contro organi costituzionali dello Stato, aggravato dall'alto tradimento, alla falsa testimonianza e al depistaggio. Persone che dovrebbero vedersi garantiti i propri diritti e, in particolare, il diritto ad un equo e non «sommario» processo;
recentemente è stato rappresentato uno spettacolo, «I-TIGI Canto per Ustica», ed è stata diffusa una videocassetta della rappresentazione con allegato un volume. Tale spettacolo, di indubbia e suggestiva dimensione artistica, si basa però su una ricostruzione dei fatti arbitraria. Nello spettacolo, prodotto peraltro per Rai 2 e già trasmesso in televisione, si prospetta lo scenario dell'abbattimento ad opera di un missile, piuttosto che la diversa ipotesi dell'esplosione a bordo. Non è in discussione il valore artistico dello spettacolo, ma la chiave di lettura, che non lascia spazio ad una critica valutazione, né prospetta un'asettica ricostruzione dei fatti, ma propone l'opinione che sui fatti si sono formati gli autori, i quali presentano una condanna previa e senza appello degli imputati nel processo;
la Costituzione repubblicana tutela la libertà di stampa e di espressione, ma protegge anche, come diritti fondamentali di pari rango, la presunzione di innocenza e la libertà e l'indipendenza della funzione giurisdizionale, che dovrebbe svolgere la propria attività in piena autonomia ed indipendenza, senza essere soggetta a suggestioni o turbative;
per questo, nel valutare l'opportunità di divulgare attraverso diversi media e rappresentazioni artistiche una ricostruzione storica di parte, mentre si celebra la fase conclusiva del processo, occorrerebbe tenere conto dell'esigenza di bilanciare il legittimo diritto di critica e cronaca con gli altri diritti ed interessi in gioco;
per le ragioni esposte potrebbe considerarsi inopportuna la diffusione di ricostruzioni di verità che implicano pesantissime responsabilità a carico di soggetti che ancora non sono stati condannati nelle sedi competenti;
la rilevanza politica della vicenda, che vede coinvolti poteri dello Stato, dovrebbe indurre ad una maggiore cautela per la delicatezza dei diritti e delle libertà in gioco e per il rischio di una spettacolarizzazione dell'incidente;
tale cautela consentirebbe di salvaguardare adeguatamente il supremo interesse dei familiari delle vittime al corretto accertamento dei fatti;
si dovrebbe, nell'ambito del servizio pubblico radiotelevisivo, che già ha trasmesso lo spettacolo nel 2000, quanto meno garantire una completa informazione sull'inchiesta, sul processo e sulle posizioni espresse dall'accusa e dalla difesa, sulle richieste effettuate dai Governi italiani nei confronti della Francia e degli Stati Uniti, sulle risposte ricevute e sulle forme di cooperazione attivate a livello internazionale;
occorre infatti proteggere non solo la libertà di stampa e di espressione, ma anche il diritto dei cittadini, anch'esso fondamentale, ad essere correttamente informati e il diritto degli imputati ad essere giudicati dal «giudice naturale precostituito per legge» -:
se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti;
quali risposte il Governo abbia ricevuto dalla Francia e dagli Stati Uniti e da eventuali altri Paesi interpellati in merito alla vicenda di Ustica;
quale ipotesi allo stato degli atti il Governo ritenga essere più plausibile in relazione all'esplosione del DC9, alla luce delle risultanze della commissione d'inchiesta a suo tempo insediata per far luce sulla vicenda.
(2-00257)«Tucci».
(27 febbraio 2002)