Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 192 del 25/9/2002
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(Carenza di risorse per la realizzazione di opere pubbliche - n. 3-01401)

PRESIDENTE. L'onorevole Abbondanzieri ha facoltà di illustrare l'interrogazione Vigni n. 3-01401 (vedi l'allegato A - interrogazioni a risposta immediata sezione 7), di cui è cofirmataria.

MARISA ABBONDANZIERI. Signor Presidente, avremmo voluto che fosse presente a rispondere il ministro dell'economia perché l'argomento è sicuramente importante...

PRESIDENTE. Dovete accontentarvi...

MARISA ABBONDANZIERI. L'interrogazione vuole fare chiarezza, dato che il Governo continua ad annunciare ad ogni latitudine la realizzazione di grandi opere mentre il settore dei lavori pubblici è interessato da una discreta crisi, a cominciare dal fatto che le risorse stanziate nell'anno 2002 sono state sicuramente inferiori a quelle previste per l'anno 2001.
Il documento di programmazione economico-finanziaria presentato a luglio non ha fornito indicazioni precise sulle risorse. Vedremo che cosa si farà con la legge finanziaria, ma comunque nei prossimi anni è prevista una riduzione degli investimenti per le infrastrutture.
In questo quadro si sono aggiunte le norme contenute nei commi 6 e 7 dell'articolo 1 del decreto-legge n. 194 del 2002, già all'esame della Camera, con il quale verrebbero cancellati i residui di stanziamento, che consistono in assegnazioni di bilancio relative a spese in conto capitale (quindi, in primis, alle grandi opere), che potranno essere conservati soltanto per un anno anziché tre, come stabilisce oggi la normativa in vigore. Vorremmo sapere quali iniziative intenda intraprendere il Governo per rispondere a questi due quesiti.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, ho il vantaggio di poter rappresentare l'economia e anche le infrastrutture, perché vi sono interpellanze che riguardano più ministeri. Con riferimento all'interrogazione, posso sottolineare che il Governo sta sviluppando il programma delle infrastrutture secondo un itinerario finalizzato a dare certezze sia a livello di procedure di attuazione sia di risorse disponibili.


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Nel rinnovato contesto istituzionale delineato dalla legge n. 433, la legge obiettivo, il Governo è impegnato a reperire in ogni modo le risorse necessarie alla realizzazione delle grandi opere, anche tramite l'individuazione di strumenti (la società Infrastrutture Spa) che agevolino il coinvolgimento finanziario da parte dei privati. Già da ora, comunque (vorrei citare alcune cifre) sono stati stanziati 4,5 miliardi di euro (pari a circa 9 mila miliardi di lire) per il 2002-2004 in base al collegato alla legge obiettivo.
Per quanto concerne più strettamente le risorse pubbliche da destinare alla realizzazione non solo delle opere connesse alla legge obiettivo, ma anche delle opere ordinarie, tali risorse vengono stanziate nel quadro delle compatibilità finanziarie complessive, coerente con la prosecuzione del processo di risanamento della finanza pubblica nel rispetto degli impegni assunti in sede europea. A tale proposito, registriamo con soddisfazione la decisione della Commissione europea di prorogare al 2006 l'esigenza di raggiungere il pareggio di bilancio e insistiamo, peraltro, sulla proposta di non calcolare le spese per investimenti nel novero di quelle che concorrono a formare il deficit di bilancio. Ciò avviene proprio per l'esigenza di tutti i paesi europei di investire in infrastrutture.
In merito poi alle recenti norme introdotte dal decreto-legge n. 194 del 2002, commi 6 e 7, si sottolinea che le modifiche e i tempi di mantenimento in bilancio dei residui di stanziamenti in conto capitale nonché delle somme relative al limite di impegno rispondono all'esigenza di un costante monitoraggio dell'andamento dei conti pubblici, anche in vista del perseguimento di una maggiore efficienza della spesa pubblica.
Pertanto, nella misura in cui la ricognizione delle somme impegnate fornisca un quadro dell'utilizzo delle risorse disponibili, tanto più diviene perseguibile l'obiettivo di efficienza della spesa tramite una più stretta correlazione delle risorse finanziarie all'effettiva operatività dell'amministrazione di spesa.
In altri termini, molto più terra terra, ma molto più comprensibili, si ritiene che il ridotto termine di impegnabilità degli stanziamenti di bilancio possa parimenti assicurare il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Governo anche mediante una sferzata di maggiore operatività per le strutture amministrative che siano indotte ad operare non in tempi biblici ma in tempi ristretti, funzionali e corrispondenti all'esigenza del paese.

PRESIDENTE. L'onorevole Vigni ha facoltà di replicare.

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, non siamo soddisfatti della risposta del ministro, anzi siamo molto preoccupati. Signor ministro, sa che cosa rimproveriamo prima di tutto al Governo? Gli rimproveriamo di non dire la verità e di continuare a vendere fumo agli italiani. Sull'economia avete fatto la stessa cosa: per mesi e mesi avete detto che tutto va bene, ora siete costretti a cominciare a dire che, invece, le cose vanno male.
Per quanto riguarda le infrastrutture si è ripetuta la stessa storia. Il ministro Lunardi continua a fare promesse ed annunci con riferimento a strade, ferrovie ed acquedotti, ma le opere non partono perché non stanziate i soldi per farle partire.
Un anno fa avete detto agli italiani: si arriva noi e vedrete. E l'abbiamo visto: nel 2002 (sono dati certi) si registra un meno 4,4 per cento delle risorse per le opere pubbliche. Questo è il dato.
Come se non bastasse, Tremonti ha adottato questo provvedimento che bloccherebbe anche lavori già finanziati dai Governi precedenti (ad esempio, tramvie e metropolitane nelle città). Lunardi ha emanato una circolare per fermare gli appalti e poi l'ha ritirata lasciando nell'incertezza e nella confusione tutto il settore. Questa è la situazione e lei non ci ha dato risposte precise.
Dunque, ripropongo le domande. Il Governo vuole modificare o no il decreto-legge che bloccherebbe gli appalti? Mi sembra di aver capito di no. Noi vogliamo


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modificarlo perché creerebbe un danno serio al settore. Quante risorse stanzierete nella prossima finanziaria? Noi proponiamo realisticamente di aumentarle almeno del 10 per cento per realizzare quelle opere davvero utili, non solo quelle che voi chiamate grandi. Ancora, prorogherete le agevolazioni fiscali per ristrutturare le abitazioni o metterete fine a questa positiva esperienza? Noi proponiamo di confermarle perché hanno aiutato milioni di famiglie a rifarsi la casa.
Per concludere, signor ministro, visto che oggi rappresenta l'intero Governo, ci dia retta: cominciate a dire la verità alle imprese che avete deluso, agli italiani che avete illuso e cominciate a rivedere il programma delle opere per realizzare quelle davvero utili al paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

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