Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 192 del 25/9/2002
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(Immigrazioni illegali verso la Sicilia - n. 3-01404)

PRESIDENTE. L'onorevole Cristaldi ha facoltà di illustrare l'interrogazione La Russa n. 3-01404 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4), di cui è cofirmatario.

NICOLÒ CRISTALDI. Signor Presidente, signor ministro, sembra che un esodo biblico stia interessando le coste italiane e, in particolare, quelle siciliane a proposito del fenomeno dell'immigrazione clandestina.
La legge Fini-Bossi si sta dimostrando un ottimo strumento per contrastare il fenomeno all'interno del nostro territorio, tuttavia, non può impedire al colonnello Gheddafi di minacciare l'autorizzazione di un milione di clandestini verso il nostro paese per ritorsione non si sa bene a quale politica del passato.
L'autorità giudiziaria di Agrigento specificatamente ha aperto un'indagine al fine di verificare se esistano collegamenti - così come è stato dichiarato da un scafista - tra organizzazioni malavitose di paesi rivieraschi e l'organizzazione mafiosa siciliana, in particolare Cosa nostra.
Le dichiarazioni dello scafista sarebbero state ritrattate successivamente ad una certa data, ma intendiamo sapere la fondatezza di quanto riportato dai giornali e specificatamente se il Governo sia a conoscenza di elementi che possano, in qualche maniera, farci affermare che esiste un collegamento di questa natura.

PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, onorevole Pisanu, ha facoltà di rispondere.

BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. Signor Presidente, il tragico sbarco sulle coste siciliane richiamato oggi dai colleghi La Russa, Cristaldi ed altri ripropone l'esigenza di rapidi ed efficaci interventi di prevenzione e repressione, non solo sul piano interno, ma anche e soprattutto sul piano internazionale.
Il 23 scorso, di intesa con il Presidente del Consiglio Berlusconi, ho ricevuto il rappresentante permanente d'Italia presso l'Unione europea per fare il punto sulle iniziative da assumere in vista del Consiglio dei ministri della giustizia e degli affari interni che si terrà a Lussemburgo il prossimo 14 e 15 ottobre.
Ho consegnato anche al nostro ambasciatore due lettere destinate rispettivamente al commissario europeo per la giustizia e gli affari interni e al Presidente del Consiglio di giustizia e affari interni con le quali ho chiesto di assegnare la massima priorità al tema della immigrazione clandestina e ho sollecitato iniziative comuni in materia di prevenzione, contrasto, accoglienza, rimpatrio e relazioni con i paesi di origine e di transito dei flussi migratori irregolari.
Sull'argomento avrò, martedì prossimo, un incontro con il commissario europeo Vitorino a Bruxelles.
Nella mattinata di ieri, inoltre, ho inviato a Tunisi una commissione tecnica di esperti della pubblica sicurezza, che ha raggiunto accordi per rafforzare la collaborazione tra i due paesi. Tali accordi prevedono, tra l'altro: il potenziamento delle dotazioni tecniche e l'aggiornamento del personale tunisino impegnato nel settore ad opera del Ministero dell'interno italiano; l'adozione di procedure più rapide ed efficaci per l'accertamento dell'identità dei clandestini; il miglioramento dell'informazione sulle nuove norme in materia di immigrazione, con particolare riguardo alle quote di ingresso stabilite annualmente; lo svolgimento di visite periodiche di funzionari italiani della polizia di frontiera presso i principali scali marittimi


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tunisini e la presenza permanente di un ufficiale di collegamento a Tunisi per l'immigrazione clandestina.
Accordi analoghi sono in corso di definizione con altri paesi terzi dell'area mediterranea. Sono convinto che accordi bilaterali e multilaterali ben congegnati tra di loro possano dare un contributo decisivo al buon Governo di questo complesso fenomeno. Ricordo, inoltre, che è imminente l'impiego della forza marittima europea, costituita da unità italiane, francesi, spagnole e portoghesi. Questa forza, pur non avendo come specifica finalità la lotta all'immigrazione clandestina, contribuirà sicuramente alla migliore sorveglianza del Mediterraneo. Quanto, infine, alla possibilità che vi siano collegamenti ...

PRESIDENTE. Signor ministro...

BEPPE PISANU, Ministro dell'interno. ...tra le organizzazioni criminali straniere che gestiscono il traffico illegale di emigranti e quelle italiane, posso dire che, allo stato attuale, non disponiamo di elementi sicuri di conferma. È accertato, invece, un coinvolgimento non trascurabile di cittadini italiani in questa disumana attività criminale; ma i connazionali finora arrestati (esattamente 107 su 552), dall'inizio dell'anno a ieri, risultano avere svolto, finora, compiti secondari di fiancheggiatori di organizzazioni criminali straniere.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Pisanu.
Sono spiacente di dover richiamare il Governo, ogni tanto, al rispetto del tempo, ma capisco l'importanza della materia. D'altronde, gli elementi da lei apportati sono di interesse del Parlamento; perciò ho autoderogato alla mia nota severità.
L'onorevole Cristaldi, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

NICOLÒ CRISTALDI. Signor Presidente, onorevole ministro, esprimo la soddisfazione dei firmatari dell'interrogazione, soprattutto perché il Governo ha fornito al Parlamento ed al paese notizie nuove rispetto a quelle, pur dettagliate, già diffuse dalla stampa.
Ci sembra giusto e corretto operare anche il tentativo di coinvolgere, quanto più possibile, i paesi rivieraschi. Abbiamo la sensazione che sia stata positiva l'esperienza di collaborazione con la Tunisia, ma nutriamo qualche perplessità circa la possibilità che analoghe esperienze possano essere avviate anche con paesi come l'Algeria e la Libia. Naturalmente, il compito del Governo è di tentare, comunque, anche questa strada.
Nel rinnovare la nostra soddisfazione per la risposta, onorevole ministro, desidero rivolgerle l'invito a creare una condizione di collaborazione anche con gli enti locali, che si trovano in seria difficoltà nell'accoglienza di questi clandestini. Il problema riguarda soprattutto la regione siciliana, dove si sono registrate anche difficoltà operative a seguito dei numerosi decessi verificatisi (sono ancora davanti ai nostri occhi la vicenda di porto Empedocle e quella, più recente, di Scoglitti). Pertanto, nel rinnovarle l'invito a creare la suddetta condizione di collaborazione con gli enti locali, ritengo che intensificare il controllo delle acque, soprattutto nel canale di Sicilia, sia una strada corretta.

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