Allegato A
Seduta n. 192 del 25/9/2002


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(Sezione 8 - Contributi per gli investimenti nelle aree svantaggiate)

CÈ, GUIDO GIUSEPPE ROSSI, DARIO GALLI, BRICOLO, ERCOLE, BALLAMAN, BIANCHI CLERICI, CAPARINI, DIDONÈ, GUIDO DUSSIN, LUCIANO DUSSIN, FONTANINI, GIBELLI, GIANCARLO GIORGETTI, LUSSANA, MARTINELLI, FRANCESCA MARTINI, PAROLO, PAGLIARINI, POLLEDRI, RIZZI, RODEGHIERO, SERGIO ROSSI, STUCCHI e VASCON. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
la legge n. 178 del 2002 di conversione del decreto-legge n. 138 del 2002, recante «Interventi in materia tributaria, di privatizzazione, di contenimento della spesa farmaceutica e interventi per il sostegno dell'economia nelle aree svantaggiate», cosiddetto «decreto omnibus», è stata approvata dal Parlamento in data 2 agosto 2002, quindi pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 2002;
in data 18 luglio 2002, il Governo ha posto la fiducia sul provvedimento citato, che in data 19 luglio 2002 è stata ottenuta alla Camera dei deputati;
l'articolo 10, nel testo approvato e pubblicato regolarmente sulla Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 2002, prevede che possano beneficiare di un contributo nella forma del credito di imposta le «imprese che operano nei settori delle attività estrattive e manifatturiere, dei servizi, del turismo, del commercio, delle costruzioni, della produzione e distribuzione di energia elettrica, vapore ed acqua calda, della trasformazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, che effettuano nuovi investimenti nelle aree ammissibili alle deroghe previste dall'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato che istituisce la Comunità europea»;
contemporaneamente all'approvazione della legge è stato emanato un decreto ministeriale di «avvenuto esaurimento delle risorse disponibili», a fronte della mole di richieste che ha superato largamente la soglia prevista di 652 milioni di euro;
a seguito di ciò il leader della Cisl, in un'intervista al quotidiano La Stampa, minacciava scioperi, qualora il Governo non avesse modificato la norma del citato decreto, nel senso di limitare, come originariamente previsto, il credito di imposta alle sole regioni meridionali;


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dai media si apprende che alcuni esponenti politici avrebbero parlato di «attentato al Mezzogiorno», definendo quella su cui il Parlamento ha votato la fiducia una «norma al veleno che danneggia il Sud»;
in data 6 agosto 2002 è stata emanata dall'Agenzia delle entrate la circolare n. 66/E, con la quale si limita il credito di imposta alle sole regioni meridionali, cioè alle «aree ammissibili alla deroga ai sensi dell'articolo 87 del Trattato, paragrafo 3, lettera a), e nelle aree delle regioni Abruzzo e Molise, ammissibili alla deroga ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), dello stesso Trattato»;
in tal modo si assiste ad un fenomeno gravissimo, ovvero al fatto che una legge approvata dal Parlamento viene modificata in via preventiva da una circolare del ministero dell'economia e delle finanze, in attesa di una presunta pronuncia di Bruxelles;
dagli organi di stampa si apprende che «una norma della prossima finanziaria stabilirà che dal cumulo tra i benefici della legge Tremonti-bis e il credito di imposta saranno escluse le regioni del Nord perché si tratta di benefici destinati al Sud» -:
quali misure il Governo intenda adottare per non discriminare le poche aree del Centro-Nord ammesse alla deroga di cui all'articolo 87, comma 3, lettera a), del Trattato di Roma, nel rispetto dei dettami costituzionali e della volontà liberamente e legittimamente espressa dal Parlamento. (3-01363)
(24 settembre 2002)