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gli Stati firmatari dello Statuto di Roma e quelli non firmatari a sottoscrivere accordi bilaterali in materia di immunità, volti ad impedire la consegna di personale militare o di cittadini statunitensi al Tribunale penale internazionale;
il 17 luglio 1998 a Roma, 160 Paesi decisero, dopo 50 anni di dibattito in seno alle Nazioni Unite, di istituire un Tribunale penale internazionale permanente, con il compito di perseguire i responsabili individuali di gravi reati di interesse generale, come il genocidio, i crimini di guerra ed i crimini contro l'umanità;
nel luglio 2002, con il raggiungimento del quorum necessario di 60 Paesi aderenti, è entrato ufficialmente in vigore lo Statuto di Roma del Tribunale penale internazionale;
la mancata ratifica del trattato da parte di Cina, Russia, India e Stati Uniti si è tradotta, su richieste di questi ultimi, in una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, che sancisce, di fatto, l'impossibilità per la Corte di procedere nei confronti di cittadini di uno Stato che non aderisca allo Statuto di Roma;
le minacce degli Usa di ritirare i propri uomini impegnati in missioni di peace-keeping costituiscono un enorme ostacolo all'attività del tribunale penale internazionale;
il Presidente del Consiglio dei ministri, nonché Ministro degli affari esteri ad interim, onorevole Silvio Berlusconi, in occasione della cerimonia di entrata in vigore dello Statuto affermava che «l'Italia sarà in prima linea nell'opera di convincimento di quei Paesi, Stati Uniti in prima fila, che mantengono forti riserve sull'istituzione del Tribunale penale internazionale, non accettandone la sua giurisdizione»;
il Governo degli Usa sta esercitando da un paio di mesi a questa parte pressioni politiche su scala mondiale per indurre
nonostante lo Statuto di Roma sia stato ratificato dai 15 Stati membri dell'Unione europea, il Presidente Berlusconi, nel corso del vertice dell'Unione europea di Elsinore in Danimarca il 30 agosto 2002, affermava, a solo un mese dall'impegno per convincere gli Stati non firmatari ad aderire al Tribunale penale internazionale, «di essere orientato alla firma dell'accordo bilaterale con gli Usa per garantire l'immunità ai militari e ai cittadini statunitensi»;
il 26 settembre 2002 il Parlamento europeo voterà a Strasburgo una risoluzione unitaria che ribadirà la richiesta rivolta ai Governi e ai Parlamenti dei 15 Stati dell'Unione europea di astenersi da qualsiasi accordo che possa pregiudicare l'efficace attuazione dello Statuto di Roma, ritenendo incompatibili eventuali accordi bilaterali con l'appartenenza all'Unione europea;
il 30 settembre 2002 il Consiglio dell'Unione europea adotterà gli indirizzi comuni dei Paesi dell'Unione europea per dare piena efficacia allo Statuto del Tribunale penale internazionale -:
se non ritenga che gli Stati membri dell'Unione europea debbano agire in pieno accordo per il consolidamento del Tribunale penale internazionale, rinunciando alla sottoscrizione di accordi bilaterali contrastanti con i principi stabiliti dai Trattato di Roma, e quali atti concreti intenda porre in essere per mantenere gli impegni presi all'atto dell' entrata in vigore dello Statuto di Roma. (3-01402)
(24 settembre 2002)