Allegato A
Seduta n. 192 del 25/9/2002


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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

(Sezione 1 - Riduzione dei costi energetici per le aziende che operano nel settore dei metalli non ferrosi)

MEREU. - Al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
la società Portovesme srl, sita nel bacino del Sulcis iglesiente, è l'unica azienda italiana produttrice di piombo, zinco, oro, argento e acido solforico, collocandosi tra le prime cinque al mondo, ed occupa attualmente circa 900 dipendenti diretti e altri 500 indiretti;
la situazione del mercato dei metalli non ferrosi si è in questi ultimi tempi ulteriormente aggravata raggiungendo minimi storici (740 dollari a tonnellata per lo zinco e 420 dollari a tonnellata per il piombo);
l'alto costo energetico pone le aziende italiane in una condizione di inferiorità concorrenziale rispetto alle aziende degli altri partner europei, che possono vantare, mediamente, un costo energetico pari a circa la metà di quello italiano (circa 2.5 centesimi di euro per chilowattore contro circa 5 centesimi di euro per chilowattore);
la negativa e contestuale presenza di un andamento sfavorevole del mercato ed un costo energetico elevato pone le nostre aziende fuori dal mercato e quanto prodotto non riesce a coprire i costi stessi di produzione;
grazie all'impegno e al sacrificio delle maestranze e alle capacità professionali del management, l'azienda Portovesme è riuscita fino ad oggi a sopravvivere alle condizioni proibitive di un mercato, che, peraltro, ha visto la chiusura di importanti realtà industriali, come la Union Miniera, la Pasminco, la Cominco, la Boliden, nonostante tali società sostenessero costi energetici inferiori del 50 per cento;
la soluzione al problema energetico della Portovesme è stata individuata nell'autoproduzione e, a tale proposito, è stata già presentata un'istanza per la costruzione di una centrale elettrica -:
se non ritenga opportuno, nelle more della costruzione della nuova centrale elettrica, prevedere idonei strumenti che possano contribuire direttamente o indirettamente, anche temporaneamente, a ridurre il costo energetico delle aziende che operano nel mercato dei metalli non ferrosi, anche in considerazione dello sfavorevole andamento del mercato, onde evitare il pericolo, da più parti lamentato, della chiusura degli impianti, con pesanti ricadute economiche ed occupazionali. (3-01398)
(24 settembre 2002)