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D)
il quotidiano Libero di domenica 16 giugno 2002, alla pagina 14, riporta la seguente testuale dichiarazione del maresciallo dei Cocer Domenico Leggiero: «La somministrazione dei vaccini in Bosnia non è stata affatto corretta. Il regolamento medico impone che il trattamento debba essere diluito in più soluzioni nell'arco di due, tre mesi, ai quali devono seguire altri trenta giorni prima del dispiegamento del soldato sul territorio di missione. Sa cosa abbiamo scoperto, invece?: che non solo le vaccinazioni avvenivano in una sola soluzione, ma addirittura in loco, cioè in Bosnia. Questa è una chiara violazione delle regole imposte dal regolamento militare delle procedure sanitarie. Quei vaccini, oltre a rilasciare i metalli pesanti che abbiamo rinvenuto nel midollo osseo, abbassano terribilmente - se mal eseguiti - le difese immunitarie del soggetto, esponendolo più facilmente a patologie gravi»;
la denuncia è di una gravità assoluta, tanto più se si considera che attiene alla salute di militari presenti in aree contaminate da uranio impoverito -:
se sia stata accertata la veridicità di quanto denunciato dal maresciallo Domenico Leggiero, in ordine alla somministrazione dei vaccini ai militari in partenza per i Balcani, e, in caso affermativo, per quali ragioni le somministrazioni avvengano in dispregio delle procedure previste dal regolamento militare;
quali disposizioni intenda impartire per evitare il ripetersi di tali violazioni, che espongono a rischio sanitario i soldati italiani. (3-01099)
(18 giugno 2002)