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PRESIDENTE. Comunico che il tribunale di Santa Maria Capua Vetere - sezione distaccata di Caserta, con ricorso depositato in data 10 luglio 2001 presso la cancelleria della Corte costituzionale, ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti della Camera dei deputati in relazione alla deliberazione della Camera stessa del 16 marzo 2000, con la quale è stata dichiarata l'insindacabilità - ai sensi dell'articolo 68, comma 1, della Costituzione, in quanto opinioni espresse nell'esercizio delle sue funzioni di parlamentare - dei fatti per i quali è in corso un procedimento penale a carico dell'onorevole Nicolò Antonio Cuscunà per il reato
di diffamazione per aver offeso la reputazione dell'onorevole Sergio Tanzarella.
Tale conflitto è stato dichiarato ammissibile dalla Corte costituzionale con ordinanza n. 298 del 19-28 giugno 2002, notificata alla Presidenza della Camera il 19 luglio 2002.
Il Presidente della Camera ha sottoposto la questione all'Ufficio di Presidenza che, nella riunione del 24 luglio 2002 - preso atto dell'orientamento espresso dalla Giunta per le autorizzazioni nella seduta del 23 luglio 2002 -, ha deliberato di proporre alla Camera la costituzione in giudizio innanzi alla Corte costituzionale, ai sensi dell'articolo 37 della legge 11 marzo 1953, n. 87, per resistere al conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere - sezione distaccata di Caserta.
VALTER BIELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALTER BIELLI. Signor Presidente, colleghi, come gruppo dei Democratici di sinistra, su questioni come quella in esame abbiamo sempre scelto la costituzione in giudizio. Credo sia stata una scelta giusta ed opportuna. Oggi, però, ci troviamo di fronte a questioni su cui chiedo all'Assemblea di prestare un minimo di attenzione. Rispetto a questo contenzioso, nell'80 per cento dei casi - circa - la Camera risulta soccombente; tutto questo fa sì che, in qualche modo, si verifichi una continua riproposizione della questione, creando una situazione che ritengo debba essere valutata in ragione di quello che dovrebbe essere un comportamento corretto e coerente della Camera dei deputati nei rapporti con la Corte costituzionale.
Sulla questione in oggetto, per quanto mi riguarda, io mi asterrò in ragione del fatto che ho sempre cercato di salvaguardare il ruolo della Camera dei deputati. Tuttavia, io credo sia giunto il momento - lo dico a lei, signor Presidente, e lo dico all'Ufficio di Presidenza della Camera, perché questa questione viene discussa anche in quella sede, ma anche all'intera Assemblea - di fermarci un attimo a discutere, perché credo vi possano essere questioni in relazione alle quali noi accogliamo un certo invito ed altre in cui si possa votare diversamente: la questione non è di poco significato.
Per questo motivo, in questa occasione, ripeto, mi asterrò, ma invito l'Ufficio di Presidenza della Camera a tener conto di una questione che è delicata e significativa e che esige non un voto dato perché lo si deve dare, senza riflessione, ma un voto meditato. Per quanto mi riguarda, rispetto alle prossime questioni, il mio sarà un voto relativo alla questione in oggetto, perché credo la camera debba assumere un atteggiamento di responsabilità.
PRESIDENTE. Onorevole Bielli, lei sa che l'Ufficio di Presidenza da alcune sedute si sta interessando di questa questione, proprio perché l'accettazione o meno della costituzione in giudizio non si trasformi in un fatto meramente burocratico, ma affinché ogni questione venga esaminata in relazione al proprio contenuto.
SERGIO COLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SERGIO COLA. Signor Presidente, mi permetto di contestare le affermazioni dell'onorevole Bielli: con tutto il rispetto per la Corte costituzionale, la Camera si è pronunciata in una determinata maniera; non so se nel caso di specie si sia pronunciata all'unanimità o a maggioranza, prima la Giunta e poi l'aula. In ogni caso, vi è da rispettare un deliberato dalla Camera e non si può assolutamente arrivare alla determinazione per cui, dal momento che la Corte si è pronunciata nel 70 per cento dei casi analoghi in una maniera e nell'altro 30 per cento dei casi in un'altra, noi dobbiamo dare prevalenza a queste decisioni maggioritarie della Corte costituzionale; ciò non solo per la necessità e l'esigenza di rispettare il deliberato della
Camera dei deputati, ma anche alla luce di un altro aspetto che secondo me non è di secondaria importanza.
Noi siamo in una fase molto avanzata, siamo già all'esame degli emendamenti relativi alla modifica dell'articolo 68 della Costituzione. Sto per dire una cosa molto importante: forse noi decideremo all'unanimità di far passare una norma che estenda l'insindacabilità extra moenia, cioè non solo nell'ambito di una stretta connessione delle attività esterne con l'attività parlamentare, stricto sensu, ma estenderemo l'insindacabilità in base a ciò che è ormai ritenuto un fatto scontato e che credo riscuota unanimità di consensi nelle Commissioni riunite I e II, anche relativamente alle opinioni politiche che prescindono da uno stretto legame con la funzione parlamentare.
A questo punto mi chiedo: per quale motivo non dobbiamo resistere, per quale motivo non dobbiamo rispettare non solo la volontà dell'Assemblea che si è espressa nella votazione sull'insindacabilità, ma anche il lavoro che in questo momento stanno facendo le due Commissioni riunite, I e II, lavoro che si dirige verso una soluzione diametralmente opposta a quella della Corte costituzionale.
Pertanto, ritengo ci siano tutti i presupposti per resistere, che trovano il sostegno nel fatto giuridico importantissimo del deliberato della Camera e in ciò che noi stiamo per approvare, oserei dire, quasi all'unanimità.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione, mediante procedimento elettronico, senza registrazione dei nomi, sulla deliberazione per la costituzione in giudizio della Camera dei deputati in relazione ad un conflitto di attribuzione sollevato innanzi alla Corte costituzionale dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere - sezione distaccata di Caserta.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva per 189 voti di differenza.
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