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PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Ventucci.
COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, intervengo anche perché non voglio avallare l'idea che oltre alla maggioranza anche il Governo sia latitante sulle mozioni presentate, che vertono sulla Conferenza di Johannesburg detta di «Rio+10», che si terrà tra il 26 agosto ed il 4 settembre 2002.
Nelle premesse dei quattro documenti, ampiamente illustrate stamane da coloro che sono intervenuti, si inizia dalla conferenza di Rio de Janeiro del 1992 e, dopo un iter di dieci anni di enunciazioni di principi del tutto condivisibili, si constata una certa difficoltà nella realizzazione degli impegni presi nelle varie conferenze, sessioni speciali, summit mondiali, trattati, convenzioni, protocolli e così via. Il Governo, pertanto, si riserva di discutere in dettaglio, in occasione della prossima seduta, i singoli punti dei dispositivi che sollevano temi di grande rilevanza nel quadro della lotta alla povertà e del dibattito per lo sviluppo sostenibile, due comparti che includono problematiche inquietanti quali la mortalità infantile, la carenza di acqua, l'AIDS e tutto ciò che attiene alla dignità dell'essere umano.
Vorrei oggi solo introdurre la discussione con un aggiornamento sullo stato dei preparativi dell'imminente conferenza, che credo sia di interesse per gli onorevoli presentatori.
La recente riunione preparatoria (Prep-Com) di Bali, che doveva finalizzare la preparazione del vertice di Johannesburg, non è riuscita a varare il piano di azione sullo sviluppo sostenibile, così come testé osservato dall'onorevole Vendola e dall'onorevole Ruzzante. Ciò a causa degli interessi talora divergenti dei gruppi principali: Unione europea, USA e G77 (a sua volta diviso tra paesi di nuova industrializzazione e paesi poveri); e, nonostante l'impegno profuso dal Presidente indonesiano della conferenza, Emil Salim, non è stato possibile trovare un compromesso o un pacchetto accettabile.
A questo punto, per facilitare i lavori del vertice di Johannesburg, il Presidente sudafricano del vertice ed il Segretario generale Kofi Annan hanno istituito un gruppo di «Amici della Presidenza» diretto a superare le divergenze sulle questioni di maggior rilievo.
La prima riunione degli «Amici della Presidenza, a cui partecipano i 25 paesi più rappresentativi, tra cui tutti i paesi del G8, si terrà a New York il 17 luglio e sarà presieduta dal ministro degli esteri
sudafricano Zuma e dal Segretario generale delle Nazione Unite, Kofi Annan.
Tale riunione si prefigge di fare il punto della preparazione del vertice di Johannesburg e di discutere delle questioni irrisolte a seguito della riunione di Bali. Lo scopo non è produrre un testo, ma favorire il dibattito politico sulle questioni controverse, al fine di individuare approcci consensuali che possano spianare la strada per il raggiungimento di un'intesa a Johannesburg. Pertanto, con il fine di un risultato soddisfacente, il segretario generale della conferenza, Nitin Desai, ha individuato cinque aspetti principali che saranno dibattuti nella riunione del 17 luglio: i principi di Rio con particolare riferimento al principio n. 7 (responsabilità comuni ma differenziate) ed al principio di precauzione; questioni relative alla finanza sia negli aspetti generali che nelle singole aree di intervento (gli aspetti finanziari sono trattati, oltre che nel capitolo dedicato ai mezzi per l'attuazione, anche nelle sezioni del testo di Bali relative a produzione e consumi sostenibili, Africa, ricerca e sviluppo, istruzione ed altre); globalizzazione e commercio; buon governo (incluso diritti umani e diritti dei lavoratori); traguardi e calendari.
Oltre queste cinque aree di maggior rilievo potrebbero essere considerate anche alcune questioni specifiche quali il riferimento al protocollo di Kyoto ed al GEF (global environment facility, peraltro ricompreso nella parte relativa alla finanza).
Alla luce dei risultati della riunione, la presidenza sudafricana valuterà se indire una nuova tornata negoziale entro il mese di luglio, a New York, oppure rinviare la definizione dei punti ancora controversi alla prima settimana dei lavori del vertice di Johannesburg. Desidero, in conclusione, affermare che l'Italia è attivamente impegnata per il successo del vertice, sia sul piano nazionale che in ambito comunitario, ed intende, in tal senso, esercitare la propria azione in ogni utile foro.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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